Lucia Perez (Spagna) a Eurofestival News: “Vi contagerò con la mia allegria”


Un’altra protagonista del prossimo Eurovision Song Contest si racconta in esclusiva ad Eurofestival News: Lucia Perez, la 25enne galiziana che rappresenterà la Spagna con “Que me quiten lo bailao“. Dal  buen retiro nella sua regione di origine, ha accettato di raccontare il suo percorso di avvicinamento alla sera del 14 maggio, quando si esibirà a Dusseldorf.

Nel frattempo, è appena uscito il suo disco “Cruzo los dedos” (Warner), dal quale è stato escluso “C’est la vie, it’s alright”, uno dei tre inediti cantati a Destino Eurovision.

Lei ha rappresentato per due volte la Spagna al Festival di Viña del Mar, dunque è abbastanza abituata ai contesti internazionali. Ma stavolta canterà davanti ad un pubblico numerosissimo, in arena ed in tv. Come si sta avvicinando all’evento? Cosa si aspetta dalla partecipazione all’Eurovision Song Contest?

Spero che  quest’anno, con la mia partecipazione, l’immagine che mandiamo della Spagna sia buona, che gli europei e i miei connazionali restino soprattutto contenti della mia esibizione. Non sono spaventata, ma ovviamente un ‘pò di emozione ce l’ho e mi immagino già la grandezza di quello che andrò a vivere. Sono sicura che l’Eurovision mi aprirà molte altre porte: voglio dimostrare alla gente che mi segue che merito di stare dove sono arrivata.

La sua canzone è stata rivoluzionata, con la sostituzione di alcune strofe, una arrangiamento diverso e l’inserimento di nuovi strumenti rispetto alla versione originale. Come mai?

C’era la necessità di farla mia, di adeguarla a quelle che sono le mie sonorità, il mio modo di cantare. Niente di sconvolgente ma piccoli ritocchi che l’hanno fatta diventare più adatta alle mie corde.

La Spagna non vince dal 1969 e il quindicesimo posto di Daniel Diges dell’anno scorso è stato il miglior risultato degli ultimi cinque anni. Come mai a suo parere, uno dei paesi leader del pop europeo e mondiale come il suo non riesce a vincere più? Che risultato si aspetta per il suo brano?

Sicuramente il fatto di non cantare in inglese un pò ci penalizza, ma io credo che noi dobbiamo proseguire su questa strada: la Spagna non deve esibirsi in lingue diverse dal castigliano o da una delle altre nostre lingue nazionali. La lingua è una parte della nostra cultura e non possiamo abbandonarlo solo per allinearci alla massa e cantare in inglese. Per il resto, almeno per me non conta il risultato, conta l’immagine che riesco a trasmettere, che spero sia buona. Sto facendo e farà tutto il possibile per riuscire in questo.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla sua esibizione, può anticiparci qualcosa?

Sarà una esibizione allegra e festosa, come si addice alla canzone e come si vede nel video. Con me ci saranno due ragazze e tre ragazzi che balleranno e faranno i cori. Mi trovo molto a mio agio con loro e credo sul palco questo si vedrà.

L’Italia torna in gara dopo 13 anni e la scelta di portare una canzone come quella di Raphael Gualazzi sta dividendo il pubblico, almeno qua in Italia. Inoltre torna in gara anche San Marino dopo tre anni di assenza, con “Stand by” di Senit. Che idea si è fatta dei due brani?

Ho sentito “Madness of love” di Gualazzi e al primo ascolto mi è piaciuta, devo riascoltarla meglio per dare un giudizio più approfondito, però sicuramente la mia opinione è positiva. L’Italia ha fatto una scelta decisa e coraggiosa, secondo me, presentando uno stile diverso da quello del Festival e non credo sia un male. La canzone di San Marino, invece, devo dire sinceramente che non mi piace molto.

Parliamo dei suoi progetti, prima e dopo l’Eurovision Song Contest…

Attualmente sto girando senza sosta in tutta Europa per promuovere la mia canzone, subito dopo, vada come vada, spero di avere ancora tantissimi palchi dove esibirmi e che la gente si diverta con la mia musica.

Esistono già le versioni in inglese e francese di “Que me quiten lo bailao”, ma lei è solita cantare anche nel suo dialetto galiziano. Ci saranno ancora nuove versioni, magari anche una in italiano?

Vedremo col tempo quali versioni pubblicare e quali versioni realizzare, ci stiamo pensando. Adesso sono molto concentrata sull’esibizione: vorrei che quando gli europei mi vedranno sopra il palco recepiscano il messaggio di allegria, freschezza, positività e leggerezza della canzone, che entri nella loro pelle come è entrata nella mia.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa