Anngun si racconta ad Eurofestival NEWS. E sarà a London Live…

E’ con grande piacere che ospitiamo su queste pagine la grande Anggun. La cantante indonesiana, ormai francese di adozione, racconta ad Eurofestival NEWS come è nata la sua partecipazione alla rassegna 2012.

Come mai un’artista con la sua carriera, così ricca di successi, ad un certo punto ha deciso di mettersi in gioco con questa rassegna, che è soprattutto un concorso?

France Télevisions mi ha cercata. Onestamente sono stata un po’ sorpresa, ma poi non ci ho pensato un attimo, ho detto subito sì! E’ una vetrina importante e stimolante.

La Francia non vince dal 1977, quando si impose con “L’oiseau et l’enfant” di Marie Myriam e non fa risultato dal quinto posto di “Il faut du temps” di Sandrine Francois del 2002. Sente un po’ la pressione e la responsabilità di riportare il suo paese a risultati più consoni al suo blasone?

Chiaramente un po’ il peso di questa responsabilità c’è, quando accetti di metterti in gioco, soprattutto perché 35 anni senza vittorie per un paese come la Francia sono tanti. Però vado all’Eurovision Song Contest a cuor leggero e con la volontà di regalare ai telespettatori una grande performance.

Nel corso della sua carriera lei ha calcato i palcoscenici più importanti al mondo e cantato con artisti di grandissimo spessore. Cosa si aspetta allora da una rassegna come l’Eurovision Song Contest? Riesce ancora ad essere eccitata, emozionata, dopo tanti anni?

E’ vero che ho cantato con Zucchero, Peter Gabriel, Julio Iglesias, Michael Bolton, Bryan Adams, Pras (The Fugees) e tanti altri e poter cantare con ognuno di questi ha per me rappresentato una esperienza indimenticabile. Ma l’Eurovision è un’altra cosa. Ci si presenta davanti ad un pubblico di 43 paesi, ciascuno con una percezione diversa della musica.

E’ eccitante perché in questo concorso c’è sempre qualcosa di sconosciuto. Alcuni paesi, come l’Italia mi conoscono bene, altri per niente e allora mi scoprono per la prima volta. Per un’artista che come me ha cominciato molto giovane la sua carriera di cantante, questo è molto eccitante. Soprattutto c’è una grande opportunità, al di là del paese che rappresento: condividere con altre 42 nazioni una passione comune, quella della musica.

La si conosce soprattutto per le atmosfere rarefatte di “Snow on the Sahara”. Il brano per l’Eurovision – “Echo” – è invece molto differente, in stile elettropop. Come mai questa scelta?

Non volevo che l’annuncio della mia presenza fosse percepito come la volontà della Francia di proporre una “ennesima versione” di “Snow on the Sahara”. Vorrei che si giudicasse non Anngun ma una performance ed una canzone.

Credetemi, “Echo (You and I)” è molto ambiziosa. E poi quello dell’elettropop non è un terreno a me del tutto sconosciuto: recentemente ho cantato “No stress” insieme a Laurent Wolf (popolare dj francese ndr) ai World Music Awards.

E’ partito il suo tour europeo promozionale. Avremo il piacere di vederla in Italia?

Sarò da voi ad Aprile, per una performance live su Rai2. Sappiate che non vedo l’ora di tornare in Italia, dove vengo spesso. Sono stata da voi di recente, per il Concerto di Natale lo scorso dicembre, dove ho cantato in duetto con Ronan Keating. Sarò a Roma a Marzo per un evento benefico dell’Onu (è ambasciatrice di Buona Volontà della Fao ndr). Poi, come detto, ad Aprile…

A questo proposito, siamo in grado di confermarvi già da ora che il programma in questione è London Live, in onda ogni sabato pomeriggio su Rai 2 con la conduzione di Daniele Battaglia.

In Italia si ricorda di lei anche il duetto con Piero Pelù ne “L’amore immaginato”. Ci sono altri artisti italiani che ama e con i quali vorrebbe lavorare?

Piero è un genio. Grande talento e grande carisma. Ma amo anche Ron, Nek, Tiziano Ferro, Laura Pausini, Jovanotti, Zucchero. Soprattutto però, sono una grande fan di Mina. E’ il mio idolo. Sono letteralmente ipnotizzata dalla sua voce e dal mistero che c’è attorno a lei. Ecco, si vorrei cantare con lei. Ho ascoltato la versione che ha fatto di “A rose in the wind” (un suo brano del 1998, nell’album d’esordio “Snow on the Sahara” ndr): mi sono commossa.

Ha seguito l’Eurovision Song Contest negli anni scorsi? Che ne pensa del brano dell’anno scorso di Raphael Gualazzi “Madness of love”?

Ne parlavo giusto l’altro giorno con un giornalista francese che mi diceva “L’Eurovision Song Contest è un concorso di canzone tutte uguali”. Ho risposto: “Guardate l’Italia, con Madness of love. Orchestrazione semplice al piano, solo il talento di una voce e la forza di una melodia inarrestabile sono piaciute al pubblico europeo che l’ha messa al secondo posto contro ogni previsione”.

Per concludere, quale musica ascolta e gli artisti che in generale le piacciono?

Non ve l’aspettereste mai da una come me, ma adoro il metal. Sono una fan dei Nine Inch Nails e del suo leader Trent Reznor. Nel mio paese d’origine, l’Indonesia, nei primi anni di carriera, mi chiamavano Lady Rock, perché quello era il mio repertorio musicale quando facevo musica in quegli anni…

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

4 Risposte

  1. Antonio ha detto:

    Più la ascolto, più mi piace! Poi dopo quest’intervista e le parole che ha speso per Gualazzi… la adoro!!!

  2. vike ha detto:

    <3 Vai Anggun!

  3. Francesco ha detto:

    Anggun appassionata di metal non me la sarei mai immaginata.
    Quest’anno sarà una bella sfida, tra lei e la nostra Nina.

  4. DiabloRoma ha detto:

    Altra gran bella intervista!