Soluna Samay: “Porto all’Esc la passione per la musica di strada”

Nuova puntata delle nostre interviste alla scoperta dei cantanti del prossimo Eurovision Song Contest. Tocca a Soluna Samay, che ascolteremo nella semifinale dell’Italia.

Lei è veramente una cittadina del mondo: è nata in Guatemala da mamma svizzera e papà tedesco e ora vivete tutti in Danimarca. Cosa ha preso della cultura guatemalteca e come mai siete finiti in Danimarca?

Sì, sono davvero una cittadina del mondo! Il modo in cui sono cresciuta  mi ha influenzato in molti modi. Ho viaggiato in tutto il mondo con i miei genitori e mi sentivo sempre a casa, non sono in Guatemala o in Danimarca, ma anche per le strade e penso che questo  stile di vita mi abbia reso una persona molto estroversa.

Crescendo in Guatemala ho imparato a “lasciar scorrere le cose”, la vita è meno stressante là che qui in Danimarca. Quindi cerco sempre di tenere a mente quello stile vita “easy going” quando le cose diventano troppo frenetiche qui. La mia famiglia e io ci siamo trasferiti in Danimarca 12 anni fa perché mio padre gestisce una piccola fattoria. Così ho potuto avere una istruzione scolastica europea ed essere più vicina ai miei parenti in Germania e Svizzera. Ma torniamo sempre in Guatemala una volta all’anno.

Lei ha cominciato a suonare a 5 anni. Ma quando ha deciso di farne una professione?

Mio padre è un musicista di strada professionista e mi ha insegnato a suonare la batteria, basso e chitarra in tenera età. Ho iniziato a suonare  con lui appunto quando avevo solo 5 anni. All’inizio era solo per divertimento, ma crescendo la passione si è fatta sempre più forte e così ho deciso di fare della musica la mia vita. Soprattutto quando ho iniziato a cantare e scrivere le mie canzoni alla chitarra. La musica è stata una parte importante della mia vita  e non posso immaginare di fare qualsiasi altra cosa. Studio anche musica all’università.

Come descriverebbe il suo genere musicale, quali sono le sue influenze?

Di solito non mi piace mettere etichette alla musica, ma se devo dare una definizione, direi che la mia musica va sotto il genere pop cantautorale. Sono influenzata da artisti come Coldplay, The Beatles e Bob Dylan, solo per citarne alcuni. Ultimamente ho anche ascoltato molto anche Adele, Tom Waits, John Mayer, The Civil Wars , Bruno Mars e Ani DiFranco.

Con l’Eurovision Song Contest lei debutta su un grande palco europeo? Cosa si aspetta?

La cosa mi eccita molto. Già l’esibizione su un grande palco in Danimarca è stata una cosa fantastica ma l’esibizione  a Baku sarà ancora più grande, quindi sono sicura che sarà un’esperienza assolutamente indimenticabile. Io probabilmente sarà anche un po ‘nervoso, ma spero di non aver paura.

Penso che sia importante mantenere la calma e concentrarsi  solo  sulla canzone e la performance, quindi è meglio non pensare troppo ai milioni di persone che guardano. Spero che la mia musica sopravviverà al di là di Eurovision e che la gente si ricordi di me in futuro, quando farò altra musica.

La sua canzone porta una firma importante, quella di Isam B degli Outlandish, gruppo hip hop molto popolare in Europa. Come è nata questa collaborazione?

Isam B. ha scritto: “Should’ve known better” insieme Remee e Chief1, due noti produttori e cantautori in Danimarca. Mi hanno trovato su Facebook e hanno pensato che fossi perfetta per la loro canzone. Quando sono stata contattata da loro mi hanno proposto “Should’ve known better” Io naturalmente detto subito sì alla partecipazione al Dansk Melodi Grand Prix con esso. Anche se questa canzone è stato scritta prima che Remee, Chief  1 e Isam B. ami avessero conosciuto, è quasi come se raccontasse la mia vita! Mi piace molto questa canzone perché ha un sound moderno che si fonde con testi profondi e malinconici che parlano a tutti. Stiamo attualmente scrivendo insieme altre canzoni per il mio prossimo album.

Parliamo appunto del tuo album, uscito lo scorso settembre. Come ci sei arrivata? E la canzone eurofestivaliera sarà in un repackaging di questo o in uno nuovo?

Ho iniziato a scrivere canzoni quando avevo 11 anni. E quando ne avevo 19 ho deciso di iniziare a registrare un album con le mie canzoni. Il mio album di debutto “Sing Out Loud” è il risultato di questo lavoro ed è anche disponibile su iTunes in Italia. La canzone eurofestivaliera sarà nel prossimo album, cui sto lavorando.

Conosci la musica italiana? Ti piace? Che ne pensi delle canzoni di Raphael Gualazzi e Senit dell’anno scorso?

Conosco un po’ di musica italiana … mio padre suonava diverse canzoni italiane. Quando ho sentito Gualazzi ho pensato: “Davvero bravo”. Aveva un pezzo di qualità che si staccava dalla media delle altre canzoni in concorso. Molto ben fatta, così avvolgente. Anche la canzone di Senit mi è piaciuta molto.

Come si sta preparando a questo grande evento?

Mi esibirò  in diversi paesi.  Per esempio, sarò  in Bulgaria la prossima settimana a cantare nella loro finale nazionale Sto programmando anche alcuni altri concerti in altri paesi, ma ancora è tutto in elaborazione. Quanto all’Italia, ho suonato ai Festival della musica di strada a Novara e Ferrara con mio padre,  sarebbe bello tornare anche in Italia! Chi lo sa?

Canterà nella seconda metà della prima semifinale, quella dell’Italia. Ha una preferenza per quanto riguarda l’ordine di uscita, un numero che spera di pescare?

Direi che essere una delle ultime 5 canzoni della semifinale sarebbe ottimo, così  le persone possano ricordarsela meglio quando si voterà alla fine dello spettacolo….

Infine, la domanda “comune” a tutti. Qual è la sua personale hit parade, a livello assoluto e fra le canzoni dell’Eurovision Song Contest?

Domanda difficile… ho tantissime canzoni preferite, ma in questo momento direi senz’altro: “Invitation to the Blues“ di Tom Waits perché mi piace molto il testo. Poi “The Cave“ dei Mumford and Sons e “Trouble” dei Coldplay.

Per quanto riguarda l’Eurovision direi: “Waterloo” degli Abba, un classico; “Flying on the wings of love” perché mi ricorda il mio primo anno vissuto in Danimarca e “Hard rock halleujah”, perché mi ha divertito tanto.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

Una risposta

  1. israelforever ha detto:

    potevate chiederle se a lei e alla danese Nina Zilli prestera’ alcuni dei suoi bellissimi abiti…..