Nina Zilli racconta in anteprima il suo percorso verso l’Eurovision

Il viaggio de “L’amore è femmina” è ufficialmente partito. Domani al Teatro San Domenico a Crema, Nina Zilli comincerà il giro d’Italia per promuovere il suo nuovo album (queste le tappe)  con una anteprima che si preannuncia succosa come tutto il resto del tour che porta il nome del suo ultimo lavoro e della canzone che porterà sul palco dell’Eurovision Song Contest a Baku, il prossimo 26 maggio. Fino al 5 maggio sarà in giro per l’Italia e poi scatterà l’operazione Europa.

In una pausa delle prove si concede ad Eurofestival News accettando di raccontarci il percorso di avvicinamento alla rassegna continentale. Un cammino che comincia poco più di un’ora prima del via della finale di Sanremo:

“Ho saputo solo quella sera stessa della designazione e sono stata sorpresa, ma ovviamente anche contenta perché comunque è una grande manifestazione che nasce proprio da Sanremo. Non sapevo bene cosa fosse visto che l’Italia era mancata per tanto tempo, ma avevo seguito alcune cose dell’anno scorso. Come la performance di Raphael Gualazzi che è un’artista che mi piace molto, e qualcos’altro. Poi però ho avuto modo di capire un po’ meglio le cose”.

Complice un dvd galeotto: “Me l’hanno regalato un gruppo di fans – confessa – e l’ho visto tutto, mi sono resa conto della grandezza dell’evento: c’è un palco mastodontico che normalmente può concedersi solo gente come gli U2 o Madonna, oltre 40 paesi in gara. Confesso che, come del resto succede anche a Sanremo,  un po’ di paura c’è, ma poi come sempre quando sarò sul palco piano piano un po’ scenderà. Poco però…”

Tutto in una sera, tre minuti per farsi conoscere dall’Europa: “Ho fatto e faccio tanti live, ho suonato in concerti all’estero, soprattutto in Francia davanti a 40-50mila persone – dice la Zilli – ma è diverso, perché in quegli eventi sei l’artista di apertura e la gente è lì per ascoltare soprattutto altri. Invece all’Eurovision Song Contest ognuno è protagonista e questo conta. Poi naturalmente c’è la gara che ovviamente fa crescere l’adrenalina. Di solito quando vado a fare i live sono molto tranquilla. Non so quello che succederà a Baku, ma comunque non ho problemi: vado a fare la mia canzone, andrà come deve andare” .

PERCORSI INCROCIATI – In questo cammino, anche la scelta della canzone non è stata semplice: “Stavo lavorando ad una versione bilingue sia di “Per sempre” che de “L’amore è femmina” e devo dire che anche il brano di Sanremo in inglese suonava benissimo – spiega la cantautrice piacentina – ma io ovviamente sono parte in causa perché scrivo, compongo ed arrangio i brani dunque sono un po’ tutti figli miei.

Ad un certo punto parlando col mio staff e con le persone di cui ascolto sempre i consigli, abbiamo ritenuto che in un contesto europeo fosse migliore “L’amore è femmina”, sia perché è la titletrack dell’album sia perché si adattava meglio ad una rassegna di questo genere. Ma per me sarebbero andati bene entrambi i brani”.

E forse è anche un po’ un segno del destino, che la designazione di Nina Zilli arrivata sul fil di lana finisse per essere abbinata proprio a “L’amore è femmina“, il cui tragitto per arrivare a far parte dell’album della cantautrice – sino addirittura a darne il titolo – è stato molto particolare:

La canzone è arrivata in inglese ad un mio amico produttore ed è scritta da autori svedesi e da uno statunitense – spiega Nina Zilli – Quando l’ha sentita ha pensato che fosse adatta a me e me l’ha spedita. Io l’ho riscritta in italiano ed ho aggiustato anche la melodia. Poi adesso l’ho riscritta in inglese per Baku”.

La black music ha avuto una parte importante nella storia e nella formazione musicale di Nina Zilli, facendone un’artista internazionale prima ancora che italiana: “Scrivo quasi sempre in inglese le mie canzoni – dice – poi le traduco in italiano, o almeno traduco quello che è possibile perché ci sono delle cose che sono intraducibili in italiano e altre che non puoi tradurre in inglese. Ecco anche perché ho scelto di lasciare in italiano la parte del ritornello de “L’amore è femmina”: è un concetto che in inglese sarebbe difficile da rendere, perché la lingua è priva del genere. E volevo  che rimanesse la chiave del brano, attorno al quel far girare tutto il resto”.

IN VOLO SULL’EUROPA – Finita l’esperienza televisiva su Canale 5, la testa è, come detto, per adesso concentrata sul tour, dove l’accompagnerà la sua band di sette elementi. Che però non sarà con lei in Azerbaigian:

“Come avrei potuto scegliere chi lasciare a casa? – commenta – così ho deciso che porterò con me solo tre coristi, un maschio e due femmine, dato che nella canzone ci sono molti cori e questi devono essere cantati live. Sono certa che sarà una bella performance. Peccato si canti sulla base, ma del resto questo è il regolamento e partiamo tutti alla pari: con 42 paesi in gara diventerebbe complicato avere una orchestra o spostare gli strumenti. E poi per chi come me ama molto il live, non mancheranno le occasioni anche in quella settimana”.

Per Nina Zilli l’Eurovision Song Contest sarà comunque una bella avventura “So che ci sarà Anggun – dice – ma ho sentito poche cose per via dei tanti impegni. Ho visto il video delle vecchine russe (Le Buranovskiye Babushki) e devo dire che mi fanno molta tenerezza, penso somiglino molto alle nostre mondine, come tradizione popolare. Per il resto, anche un po’ per scaramanzia, non voglio sapere più di tanto cosa mi attende. Andrò e lì e farò la mia canzone. Sono certa che il pubblico apprezzerà”.

Ma scavando per bene, si scopre che nel cassetto c’è un sogno nemmeno troppo nascosto: “Mi piacerebbe riuscire a rilasciare una versione internazionale dell’album – conclude – ma questo dipenderà molto da come andranno le cose all’Eurovision Song Contest, dal riscontro che avremo, ne parleremo con la mia casa discografica. Certo, per me sarebbe una grande soddisfazione poter portare la mia musica in tutta Europa anche attraverso le mie produzioni. Chissà che non ci riesca, incrocio le dita”.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

10 Risposte

  1. milim ha detto:

    Buona fortuna! Vincere sarebbe pazzesco… porterebbe un po’ di share anche qui (il 26 c’è amici e prevedo un disastro, purtroppo!). Lei è adatta ad un palcoscenico internazionale, sa l’inglese ed è ben quotata (terza a volte seconda, dietro alla Svezia e davanti alla Russia).
    Ma voi sapete se stanno promuovendo la trasmissione con spot o robe varie? Io non vedo niente…

  2. Francesco ha detto:

    @aLeXP
    Grazie. :)

  3. Francesco ha detto:

    Avete messo anche l’audio dell’intervista! Bravi!
    Però l’audio del saluto, a sinistra, non si sente bene con la musica in sottofondo. Io capisco solo quando dice “Stay soul”. Che dice prima?

  4. SimoneMLK ha detto:

    Bella intervista, complimenti, ragazzi!

    Non è però che si potrebbe evitare che il saluto di Nina parta in automatico appena si apre il sito? :)

    • aLeX P ha detto:

      Ho disabilitato la partenza automatica Simone..effettivamente per chi è in ufficio e non solo, potrebbe risultare fastidioso..

  5. Virgilio ha detto:
  6. storm75 ha detto:

    Bravissimi come sempre per l’ottima intervista

  7. Francesco ha detto:

    In bocca al lupo, Nina!
    Bell’intervista, gente.

  8. MisterGrr ha detto:

    Forza Nina! Mi piace l’idea dei soli coristi…