Federica Gentile: “Vorrei fare il bis con l’Eurovision”


E’ bastata una sola sera per farsi apprezzare anche da chi non è ascoltatore abituale di Radio 2. Federica Gentile ha accompagnato gli italiani dentro la prima semifinale dell’Eurovision e la sua competenza e sobrietà hanno riscosso apprezzamenti fra il pubblico meno legato all’evento e fra i fan, cui  forse un po’ mancava un anfitrione discreto che li introducesse dentro le canzoni, soprattutto dopo la non felice conduzione dell’anno passato.

L’Eurovision Song Contest va ad aggiungersi così alla schiera di eventi che in questi anni l’hanno vista protagonista, dai lustrini di Sanremo a concorsi meno noti ma sempre importanti in un paese come il nostro dove non c’è mai abbastanza spazio per parlare di musica.

La sua prima volta da commentatrice della rassegna le ha lasciato dentro soltanto sensazioni positive: “E’ stato bellissimo. Una grande emozione, positiva, ricca, grintosa… Mi sono divertita, mi è piaciuto moltissimo condividere le impressioni online, è stato come vederlo nel salotto di casa con gli amici e commentarlo insieme. Sapevo della grande, grandissima organizzazione che c’è dietro l’Eurovision, ma toccarla con mano è un’altra cosa. E’ una macchina perfetta, un orologio perfettamente tarato. Nulla è lasciato al caso. Grandi professionisti”.

E lei, che l’Eurovision già lo conosceva (“Faccio anche io parte di quella generazione che lo chiama ancora Eurofestival”, chiosa), ha potuto toccare con mano la crescita dello show in questi anni: “Lo seguivo da bambina – dice – mi appassionava moltissimo! Ho sempre seguito la musica, adoravo Sanremo, e seguivo le vicende dei suoi vincitori, la loro partecipazione.Ora chiaramente, è uno spettacolo diverso e più al passo con i tempi”.

Già nel 2008, Federica Gentile aveva portato uno spicchio di Eurovision in Italia, quando ad agosto 2008, ancora ben lontani anche dal solo pensiero di un ritorno in gara, condusse in tandem con Julian Borghesan uno speciale de “I Concerti” di Radio2 dedicato all’edizione svoltasi poco prima, con Paolo Meneguzzi, allora in gara per la Svizzera, come ospite: “Ero già ovviamente consapevole della portata dell’Eurovision – dice – ma a costo di ripetermi viverlo dall’interno, sia pur a distanza, è incredibile. Spero di ripeterla ancora“.

Di sicuro, il riscontro del pubblico della rete, chiamato a raccolta nel corso della diretta di martedì, è stato imponente: “E’ stata come una valanga, un riscontro incredibile. 3 delle prime 10 posizioni dei Top Trend su Twitter erano nostre, la sera della prima semifinale. #ESCita, #eurovision e @raicinque. Meraviglioso, non mi aspettavo un fenomeno di questa portata. Nessuno se lo aspettava. Sono felicissima. E, permettetemi, devo veramente ringraziare tutti, siete stati meravigliosi con me, mi avete inondato di messaggi, di complimenti… Davvero, grazie di cuore! Non avete idea del piacere che mi fa!”.

Una mobilitazione, quella del pubblico della rete, che lascia ben sperare per la rinascita della passione per l’evento in Italia. E di riflesso, lo riporti anche sotto i riflettori del mercato discografico, che anche in questa edizione sembra snobbare i brani dell’Eurovision, praticamente assenti dagli scaffali, così come la compilation della rassegna, ancora non distribuita nei negozi italiani:

I meccanismi del mercato discografico sono tanti – spiega la Gentile – a volte comprensibili e volte meno. Ci sono scelte condivisibili, altre magari dettate da riflessioni più difficili da decifrare. Sono tanti i prodotti che non arrivano nel nostro Paese, non necessariamente legati all’Eurovision. Ma magari, con la mobilitazione online che abbiamo scatenato in questi giorni, qualcosa cambierà”.

Chi come Federica Gentile ha avuto modo di toccare con mano l’evento, si accorge subito di quale vetrina sia la rassegna per la musica europea: “Come sempre all’Eurovision c’è un po’ di tutto – dice la direttrice di Rai Music. E’ il suo forte, si scoprono nuove sonorità, antiche tradizioni, cose più o meno valide. Mi piace molto, oltre a Nina, naturalmente, il brano della Germania. Jamie Cullum è un autore meraviglioso, trovo che sia uno degli artisti più interessanti emersi negli ultimi anni. E’ tra gli autori di “Standing Still”,  il brano presentato dalla Germania e interpretato da Roman Lob.

Senz’altro esportabile, un prodotto vendibile, di ampio respiro, decisamente mainstream. L’Eurovision può senz’altro essere un ottimo trampolino di lancio per il mercato europeo. In molti Paesi è già così. Spero di vedere nelle nostre classifiche dei prossimi mesi qualche brano di Baku. Anche solo un paio, sarebbe già una bella vittoria”.

E in un paese come il nostro, che esporta poco e  male all’estero,  l’Eurovision è una vetrina da sfruttare, anche a costo di rinunciare in parte all’italiano, come ha fatto Nina Zilli, optando per l’inglese: “E’ stata un’ottima scelta. Sono molti i Paesi che la fanno, dopotutto la platea alla quale ti rivolgi è internazionale, e l’inglese è l’unica lingua che dia garanzia di comprensione. Tra l’altro è un brano che nasce proprio in inglese, massima naturalezza, direi”.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

2 Risposte

  1. dj GCE ha detto:

    Concordo sul desiderio di voler sentire brani ESC in radio, in particolare i Sinplus, che meritano.
    Sulla scelta di cantare in inglese non ero d’accordo finquando non ho sentito la Zilli cantare: la parte in italiano l’ha fatta talmente male che sarebbe stato meglio tradurre tutto. L’anno prossimo, però, ci vorrebbe un brano tutto in italiano :)

  2. lele ha detto:

    in un paio di serate abbiamo trovato tre ottimi commentatori per l’esc, tutte risorse interne della rai.