Dario Salvatori: “L’Eurovision? Un evento straordinario”


dario salvatoriIstrionico, scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, profondo conoscitore della storia della musica e dello spettacolo. Dario Salvatori, romano, è tutto questo e molto di più. L’anno scorso è stato chiamato dalla Rai a far parte della giuria che ha assegnato i voti italiani all’Eurovision Song Contest. In una pausa delle riprese di un promo, lo abbiamo incontrato a Roma ed abbiamo avuto occasione di scambiare con lui due parole anche in tema eurovisivo.

Conoscitore ed appassionato della rassegna, Dario Salvatori racconta positivamente la sua esperienza di giurato: “Sono state due belle giornate – racconta il conduttore di Radio Scrigno – perchè con me c’erano altre persone molto competenti, su tutte Gianmaurizio Foderaro di Radio Uno, speaker di lungo corso e profondo conoscitore della musica italiana ed internazionale. Abbiamo apprezzato molto le canzoni e lo show. Personalmente non ritengo affatto che lo spettacolo eurovisivo sia fuori tempo per l’Italia, anzi, credo che abbia le pontenzialità per decollare e diventare uno show musicale oltrechè televisivo apprezzato al massimo anche da noi”.

E ancora: “Alcune canzoni sono molto legate agli anni 80 e 90, come anche alcuni look. Mi vengono in mente i Jedward, ma anche tantissime cantanti donne dell’edizione 2012. Intendiamoci, non è un male però sicuramente non aiuta a contemporaneizzare  ancora di più uno show che invece per l’altissima tecnologia che ha, per il palco enorme e per l’organizzazione è  molto moderno. Forse anche un pò il tipo di trasmissione, ricorda alcuni show anni 80. Credo che con pochi aggiustamenti, con un piccolo scatto in avanti, si potrebbe rendere questo spettacolo ancora più straordinario e appetibile maggiormente anche per l’Italia“.

Poi spiega la linea che l’ha guidato nelle votazioni: “Ho cercato di premiare l’originalità, soprattutto – sottolinea –  rispetto a tante ballate uguali o dal sapore vintage, per esempio, preferisco l’esperimento folk della Russia con le nonnine, perchè rappresenta un’aspetto tipico. Credo poi che alcuni paesi, quelli che magari si affidano a grandi nomi  scontino il fatto che spesso quando si parla del brano da portare in rassegne come queste non viene scelta la “miglior canzone”. Tornando indietro nel tempo, penso alle Las Ketchup. Quanto era diversa “Un bloodymary” da “Aserejè”, per esempio…”

Non manca, ovviamente, un pensiero alla canzone di Marco Mengoni: “Credo che possa fare bene, lui è uno bravo e la canzone “L’essenziale” lo rappresenta perfettamente. La scelta di farla tutta in italiano è stata giusta, in inglese forse non renderebbe al meglio, nonostante lui in passato abbia mostrato comunque la stessa dote interpretativa con quella lingua“.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

16 Risposte

  1. Yu84 ha detto:

    Io penso ke l’ESC meriti (e credo ke poi alla fine risulti così) di essere valutato per 3 diverse dimensioni: quella televisiva, quella musicale, e quella europea. A mio parere dal punto di vista televisivo e di show, di spettacolo allo stato puro, credo ke l’ESC non abbia nulla da invidiare a nessun altro show nel panorama internazionale, anzi, ha moltissimi punti di forza, e qualke inevitabile punto debole dovuto anche alla grandezza della macchina organizzativa dello spettacolo, ma comunque è uno spettacolo ke televisivamente funziona benissimo, ha un ritmo preciso e senza sprechi di tempo, senza vuoti, senza cali di attenzione che possano spezzare la linearità dello show, e poi la fase finale dell’assegnazione dei punteggi è un grande punto di forza, che capitalizza l’attenzione in maniera preponderante, con attesa e suspense da vendere. In questo senso secondo me come show ed enterntainment funziona perfettamente. Dal punto di vista musicale credo che l’ESC di certo non sempre riesca a rappresentare il panorama musicale contemporaneo, anzi, spesso lo trovo molto lontano dal mercato musicale, che oggi è sicuramente spietato e molto vasto, ma se ripenso a Rambo Amadeus del 2011 o alle nonnine russe dell’anno scorso, credo ke musicalmente ci sia un divario davvero grande rispetto alla reale appetibilità di diversi artisti partecipanti a questo evento. A volte credo che i Paesi scelgano i loro artisti non in base al riscontro che potranno avere all’evento, ma in base al successo ke il loro artista possa avere o continuare ad avere all’interno del Paese stesso, e non oltreconfine, quasi come se si volesse confermare la propria scelta non mettendosi a confronto con altri artisti, ma confermandola nei propri confini indipendentemente dal risultato. Dal punto di vista dell’euroappartenenza, l’ESC ha un buon proposito, un evento europeo ed europeista, che sicuramente punta all’integrazione sociale e culturale attraverso la musica, un po’ come se cercasse, soprattutto di questi tempi, di risvegliare la voglia di essere parte di un continente, parte di un’europa che al di là dei limiti politico/economici, è fatta di persone, di popoli, di voglia di condividere, ke però è sempre scemato nel perenne rafforzamento nazionalista e paranazionalista, quasi protezionista, rispetto ai paesi non vicini alla propria cultura, quasi come presa di posizione a priori: paesi latini che si votano tra loro, paesi scandinavi che si votano tra loro, paesi dell’est che continuano a votarsi da loro, non proprio apprezzabile, perchè non è il risultato di diversi gusti musicali, ma tutto si risolve semplicemente nella simpatia/antipatia di paesi vicini/lontani tra loro. Questo lo trovo il più grande punto debole dell’ESC che bisognerebbe cercare di risolvere maggiormente. Io inoltre, inserirei una nuova regola che secondo me permetterebbe all’ESC di avere una visibilità maggiore: il paese organizzatore non dovrebbe essere il paese vincitore dell’edizione precedente, ma a turno tutti i paesi partecipanti dovrebbero poter organizzare questo evento, anke per farlo maggiormente avvicinare al proprio pubblico. Naturalmente se alcuni paesi per motivi economici o di altro genere preferirebbero evitarlo, potrebbero tirarsi indietro e lasciare spazio alle nazione ke desiderano organizzarlo.

  2. Gianmaurizio ha detto:

    È un grande evento mediatico europeo, in Italia purtroppo non è ancora promosso bene perché con un bel traino, partendo un po’ prima potrebbe incuriosire di più la nostra platea televisiva. Certo i nostri gusti sono lontani da quelli di altri paesi soprattutto dell’ est. Quello che a noi piace risulta il meno votato dagli altri. Rimango dell’ idea che comunque è uno dei prodotti televisivi più divertenti e potenzialmente vincenti.

    • Euromusica ha detto:

      Siamo onoratissimi di avere qui fra noi nientemeno che Gianmaurizio Foderaro, responsabile musicale di Radio Uno. La ringraziamo sentitamente per essere venuto a commentare e per l’apprezzameno nei confronti della rassegna.

    • pointless_nostalgic ha detto:

      “L’Eurovision e’ la vittoria dell’europa e dei suoi costumi e culture! Se noi continuiamo a definire vecchio e passato cio’ che e’ nostro e a scimmiottare i prodotti angloamericani la nostra industria musicale non solo sara’ inutile ma anche dannosa.
      Dovremmo tornare alle origini e produrre qualcosa di nostro nob modernizzarci come le scimmie che seguono il padrone”

      Perfetto dai l’anno prossimo mandiamoci Viola Valentino, che fa musica tanto bella. Anzi, guarda scappo a comprarmi il cd dei Ricchi e Poveri che hanno quel sound che è tanto nostro…

  3. pointless_nostalgic ha detto:

    e vi lamentate? Ne ha parlato fin troppo bene…

    Mai come quest’anno la musica dell’eurofestival è lontana anni luce da quello che si suona in giro per il mondo… in un anno dominato dall’esplosione dell’indie country folk – penso ai The Lumineers o agli Of Monster And Men solo per citare due nomi popolari – non c’è neppure un pezzo di questo genere…

    con il punto più basso rappresentato dall’orrore Sanmarinese, che era vecchio già a metà anni 80…

    • Marco ha detto:

      L’Eurovision e’ la vittoria dell’europa e dei suoi costumi e culture! Se noi continuiamo a definire vecchio e passato cio’ che e’ nostro e a scimmiottare i prodotti angloamericani la nostra industria musicale non solo sara’ inutile ma anche dannosa.
      Dovremmo tornare alle origini e produrre qualcosa di nostro nob modernizzarci come le scimmie che seguono il padrone

  4. SimoneMLK ha detto:

    Per carità, Ema, è una questione di gusti, ma per me l’ESC è difficilmente adattabile ad un formato televisivo più “italiano”, vale a dire con più ospiti, interruzioni, intervento dei presentatori.

    Già nella vostra intervista a Ardemagni dell’anno scorso, lui parlava di uno spettacolo “un po’ rigido”. Il punto è che deve essere rigido in questo modo anche per permettere la trasmissione e i collegamenti con le tv di tutta europa, un minimo ritardo andrebbe a inficiare la qualità del tutto, per me.

    Sulla musica niente da dire, a volte si sente roba antiquata, non c’è dubbio.

    • Euromusica ha detto:

      Il suo discorso era più generale e la “maggiore adattabilità” si riferiva soprattutto alla musica. Relativamente al format dello show, lo stacco con l’Italia è indubbiamente colpa dell’Italia, nel senso che noi non siamo abituati a questo tipo di presentazione perchè quando abbiamo lasciato l’Esc andava in onda a mezzanotte e dunque nessuno ci faceva caso, a quel tipo di conduzione radiofonica. Le ultime edizioni di cui abbiamo goduto in prima serata sono state quelle dei primi anni 90, in particolare quella romana del 1991. Non abbiamo vissuto il “percorso di modernizzazione” della manifestazione ed avendo un pubblico “vecchio”, facciamo un pò fatica. La nostra chiusura televisiva e musicale, la nostra autoreferenzialità è colpa del nostro modo di “Fare” la tv, sia chiaro. Non dell’Europa. E se tu domandi a 100 presentatori italiani, avrai probabilmente 90 volte la stessa risposta. Sarà molto difficile togliere di mezzo questa visione a chi fa tv in Italia, anche quando l?Esc (e succederà) diventerà un programma di maggior diffusione anche da noi. Comunque, tanto per chiarire, non ha mai detto “format con ospiti”, nè “più italiano”.

  5. Io però non riesco a cogliere in spettacoli come Sanremo una contemporaneità così tangibile rispetto all’Eurovision, anzi, siamo anche noi affossati in un tipo di melodia datata e ormai confinata in Italia.

    • Euromusica ha detto:

      Ma infatti Salvatori non ha fatto un paragone con sanremo….Parlandoci, non mi ha mai fatto questo riferimento. Si parlava del fatto che motivi pop come se ne sentono oggi in radio (pop ben fatto intendo), non fanno successo all’Esc dove invece passa maggiormente un altro tipo di sound. mi sembra un dato di fatto. L’anno scorso ha vinto Loreen ed è stata l’eccezione se vogliamo. Ma un pezzo come quello di Roman Lob è arrivato solo ottavo, per esempio. Il brano di Brinck del 2009, firmato Ronan Keating, arrivò tredicesimo.Lo switch musicale non è con Sanremo, è con il mainstream pop.

      • Sì ma ha parlato di Italia, non scena pop in generale, e francamente non penso che siam da prendere come esempio di evoluzione e contemporaneità musicale e televisiva, al di là di Sanremo.

  6. guglielmo ha detto:

    grande Dario, che hai votato per le nonnine russe l’anno scorso!! l’ho atto anche io he he.,

  7. SimoneMLK ha detto:

    Sì, certo. Non siamo noi che dobbiamo adattarci all’Europa, nooooo. È L’EUROPA INTERA che deve adattarsi a noi e al nostro modo di fare televisione. Ma per favore! Sempre a pensare di essere i migliori, noi.

    • Euromusica ha detto:

      Però Simone bisogna essere onesti. Che molte canzoni siano anni 80 e 90 e che molti look siano effettivamente anni 80 e 90 è vero. Sul fatto che alcune cose ricordino show degli anni 80 è anche vero in parte. Penso a programmi come Popcorn o Discoring. E’una fusione di vecchio e nuovo esplosiva, il vecchio che dentro al nuovo riprende vita, diventando attuale. In fondo l’Esc nasce per la radio. E la Radio in tv è un prodotto sicuramente vintage, ma che i fatti dimostrano essere ancora valido ed attuale. Ciò non toglie nulla alla bellezza dello show, secondo me, che è bello anche per questo. Ma bisogna essere oggettivi. e in ogni caso, ce ne fossero di giornalisti che in Italia sanno di Esc come Salvatori….