Roberto Bellarosa: “All’ESC per il Belgio, ma ho il cuore italiano…”

Roberto Bellarosa (foto Guy Kokken)

Roberto Bellarosa (foto Guy Kokken)

Dall’Italia in Belgio a cercar fortuna. E’ successo alla famiglia di Roberto Bellarosa, il giovane 18enne che rappresenterà il paese nordico al prossimo Eurovision Song Contest col brano “Love Kills”, che porta la firma, fra gli altri, dell’inglese Iain Fairquaharson, coautore di “Running scared” di Ell & Nikki, che vinse in quota Azerbaigian nel 2011.

L’italia nel cuore e nel destino: “La mia famiglia è pugliese- racconta – di Vico del Gargano e  io amo l’Italia. Sono nato e cresciuto in Belgio, è vero, ma a casa mia si è sempre parlato italiano. Io me la cavo con la lingua e capisco tutto, anche se ovviamente mi esprimo principalmente in francese”.

Il destino si diceva. E’ stata una rassegna tipicamente dedicata all’Italia e alla musica, il Festival della Canzone italiana di Liegi, a lanciarlo (come avvenne per altre artiste belghe diventati famosi e passati per l’Eurovision, come Sandra Kim, vincitrice 1986, Lara Fabian e Nathalie Sorce, tutte con sangue italiano) e figli di italiani emigrati come lui (Renato Bennardo e Giusy Piccarreta) erano sul podio di The Voice Belgique, versione vallone del talent show che ha vinto nel 2012.

Di quella esperienza, Bellarosa serba un grande ricordo: “E’ stata una esperienza indimenticabile – racconta – ha dato una grande accelerazione alla realizzazione del mio primo album (“Ma voie”, che in verità non è andato benissimo ndr), anche grazie ad una bella squadra e alla mia etichetta discografica. Ho guadagnato molto tempo, la mia carriera se n’è giovata. Credo che non ci sia niente di male a passare dai talent show, anche qui in Belgio hanno una vasta eco e io ho pensato che fosse la strada più semplice. La musica è la mia passione da sempre, è questo che volevo fare sin da piccolo”.

Roberto Bellarosa (Kokken)

Roberto Bellarosa (Kokken)

Musica e non calcio. Che è da sempre l’altra passione di famiglia: “Mio padre è stato un buon calciatore e lo è anche mio fratello – dice – Papà avrebbe voluto che io seguissi le sue orme, ma a me il calcio non è mai piaciuto. Ha capito e non mi ha ostacolato nella mia carriera, anzi mi è stato di grande supporto. Ho capito ben presto che la mia vera passione era la musica e un bel giorno questa si è materalizzata definitivamente. A nove anni ho chiesto che mi iscrivessero al conservatorio di Liegi, per prendere lezioni di canto, è tutto è cominciato. Un anno prima di The Voice ho deciso che nella vita avrei fatto il cantante e da allora sono concentrato solo su questo”.

L’Italia e la Francia sono i suoi riferimenti musicali. E quando gli si domanda cosa ascolti fra le produzioni del nostro paese la risposta è quella tipica degli italiani cresciuti all’estero: “Eros Ramazzotti, Laura Pausini e Tiziano Ferro. Adoro la musica italiana, ha bellissime melodie e regala grandi emozioni”.

Fuori dal nostro paese, i riferimenti sono molto più vasti e si va da nomi pesanti del mainstream francese come Pascal Obispo e Gregory Lemarchal, il vincitore della quarta edizione di Nouvelle Star prematuramente scomparso per una fibrosi cistica, sino a Céline Dion e Micheal Jackson.  Al concerto di Amsterdam ha invece incontrato Marco Mengoni: “Veramente un grande artista – dice il giovane belga – molto professionale ed una persona gentile. Mi piace molto la sua canzone”.

Ora per lui si spalancano le porte dell’Eurovision: “L’ho sempre seguito sin da bambino e pensare che sarò su quel palco mi emoziona tantissimo – dice – spero sopratutto di far fare una bella figura al mio paese”. Quando gli si chiede quali siano le sue entry  eurovisive preferite mette “Fairytale” di Alexader Rybak davanti a tutti” mentre fra quelle del suo paese spunta come sempre Sandra Kim, ma cita anche i Wytloof Bay e quel Tom Dice  che negli ultimi anni è stato il solo a portare il Belgio in finale, nel 2010.

Lui però non sente la pressione: “Non ho paura, ci vado con grande umiltà ma anche tanta voglia di far bene – spiega – sono all’inizio della mia carriera e non posso che apprendere molto da una esperienza come quella dell’Eurovision che ho la fortuna di poter vivere. Voglio soprattutto fare una bella prestazione, il resto non è importante. Certo, arrivare in finale sarebbe bellissimo e anche per questo darò il massimo. Credo che questa canzone la meriti, abbia grandi possibilità di arrivare a sabato sera. E per me sarebbe una fierezza se ciò avvenisse. Una volta in finale beh, prendiamo quello che viene, ovviamente…”.

E poi magari potrebbe arrivare qualche voto dall’Italia, visto che è nella semifinale (la prima) irradiata da Rai 5: “Chi lo sa – conclude – io lo spero. Mi farebbe un gran piacere sapere che sono piaciuto anche al pubblico italiano, date le mie origini sarebbe un bell’orgoglio”.

 

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

12 Risposte

  1. israel4ever ha detto:

    valentina monetta, ho sentito parlare suo padre, non ha accento romagnolo, ha accento meridionale quindi anche valentina e’ mezza italiana la mancini ha il padre di origine slovene.

    • Euromusica ha detto:

      Della Mancini abbiamo detto. Non ha origini italiane, è slovena per matrimonio e il cognome è molto diffuso in Slovenia. Le origini familiari sono portoricane e scandinave. Il padre della Monetta è calabrese

  2. Ema ha detto:

    E ha vissuto fino all’età di sedici anni in Italia

  3. Ema ha detto:

    La cantante Sara Jovanović delle Moje 3, quella che nel video è vestita da diavolo, per intenderci, è nata a Roma, anche se non è italiana.

  4. Francesco ha detto:

    E chi è che non ha origini italiane, quest’anno? :D
    Bellarossa ce l’ha. Il maltese Gianluca Bezzina, pure lui sicuramente sì.
    E Hanna Mancini per la Slovenia e Sopho Gelovani per la Georgia? Con quei cognomi lì, qualche antenato italiano l’avranno sicuramente.
    Poi c’è il rumeno Cezar che, mi pare di capire, sia ormai un mezzo italiano acquisito.
    E, se Margaret Berger accetta la mia proposta di matrimonio, potete contare pure lei come italiana acquisita, dai! :D

    • aLeX P ha detto:

      Hai dimenticato il lituano Andrius Pojavis, che è sempre a Milano ahahahahahaahah :-)
      p.s. su Margaret credo che ci sia la fila tra gli itailani Francesco ahahahahaah :-)

    • Euromusica ha detto:

      Bezzina non ne ha. E’ un cognome maltese, ce ne sono molti che suonano italiani a Malta. In compenso, Bezzina tifa per l’Inter. Hannah Mancini nemmeno, il cognome è molto diffuso in Slovenia, ho chiesto a colleghi sloveni. E’ di origine centramericana-scandinava, come scritto nella guida. Gelovani non è un cognome italiano e lei non ha origini italiane.

  5. israel4ever ha detto:

    speriamo che almeno i parenti foggiani mandino sms per lui visto che non penso che gli eurofans italiani voteranno per lui.

  6. pippoales ha detto:

    comunque lui per la ius sanguinis è italiano visto che non è discendente ma direttamente figlio di italiani xD

    Per il resto la leccatina che non guasta mai ahahah

  7. Mich ha detto:

    Della serie: per il fatto che ho origini italiane parliamo bene dell’Italia così ne ricavo qualche punto, visto che porto una canzone che fa alquanto schifo e che nessuno voterà e che non arriverà mai in finale. Nonostante mi piaccia molto lo spirito con cui si pone nei confronti della competizione se una canzone così arriva in finale vuol dire che siamo davvero alla frutta… sorry :(

    • Panormus ha detto:

      Sì, certo perché se il discorso è della serie per il fatto di essere italiani residenti all’estero mandiamo tutti degli sms per la canzone italiana seppur ridicola come quando mandammo Peppino Di Capri allora va bene vero ?