SebAlter: “La mia carriera solista parte dall’Eurovision”

SebAlterIl prossimo 1 febbraio,  in diretta come negli ultimi anni da Kreuzligen, andrà in scena la finale nazionale svizzera che vedrà sei artisti contendersi il biglietto rossocrociato per Copenaghen e l’Eurovision Song Contest 2014. La RSI, televisione nazionale elvetica di lingua italiana sarà rappresentata da Sebastiano Paù-Lessi,  in arte SebAlter, 28 anni, ex violinista dei Vad Vuc (qui trovate “La parata dei secondi”, il loro album di maggior successo), una delle band folk pop più apprezzate di Svizzera e oggi solista che porterà sul palco la canzone “Hunter of stars”. L’occasione è buona per fare un po’ la conoscenza sua e del suo universo musicale.

Partiamo dalla sua passione per la musica. Quando è nata e come è sviluppata?

Ho cominciato a suonare il violino all’età di 6 anni. All’inizio non si può parlare di passione, bensì di un gioco, che facevo con molta curiosità. È nell’adolescenza che ho sviluppato un gusto musicale più marcato e un interesse forte per la musica, soprattutto legata alla tradizione cantautorale italiana da una parte, e all’hard rock dall’altra. In quei tempi (avevo allora 14 anni) ho aggiunto ai concerti di musica classica le prime apparizioni in gruppetti ragtime, blues. Poi ho suonato il basso elettrico in una band hard-rock, finché ho scoperto la musica irlandese e mi sono focalizzato su quelle sonorità.

E poi sono arrivati The Vad Vuc, che in poco tempo sono diventati una delle realtà migliori elvetiche nel panorama underground. Fra l’altro avete collaborato anche con tantissimi artisti italiani più o meno noti. Come mai poi nel dicembre 2012 si è interrotta quella felice esperienza?

Con i VadVuc abbiamo collaborato con molti artisti, tra i quali Davide Van de Sfroos, Gnu Quartet, Simone Cristicchi, Marino Severini, Steve Wickam (violinista dei Waterboys), Yo Yo Mundi. Ho trascorso 10 anni con i Vad Vuc e dopo questo periodo sentivo la forte esigenza di provare cose nuove, di avvicinarmi al canto e di vivere nuove esperienze. Penso che necessitavo, come spesso accade, di una ventata di aria fresca, e nel contempo volevo rimettermi in gioco con qualcosa di nuovo.

Una carriera solista dunque al decollo…e come mai la scelta dello pseudonimo SebAlter e perché quella  “A” maiuscola?

Ho appena cominciato e ammetto che non mi aspettavo un decollo così esplosivo, di cui sono davvero molto contento. In ogni caso ritengo che per tirare le somme di questa mia nuova esperienza sia opportuno attendere la pubblicazione del mio cd, che avverrà verosimilmente alla fine della prossima estate. Sebalter sta per alter ego di Sebastiano, tende a separare la vita quotidiana dalla dimensione della musica e dei live¨. La “A” maiuscola é una semplice scelta estetica…

Parliamo un po’ della sua canzone “Hunter of stars”…

Questa canzone, come tutte le altre composizioni che andranno a formare il mio cd, é interamente mia, testo musica e arrangiamenti. È una canzone nata l’estate scorsa, durante un viaggio in America in solitaria. Non viaggiavo per cercare l’ispirazione, ma come spesso succede, in queste situazioni é poi l’ispirazione che mi ha trovato. Credo che quegli immensi spazi e quello spirito di libertà forte  ne abbiano profondamente ispirato la stesura. Trovo quindi che la canzone rifletta molto bene quell’energia positiva e quella sensazione di liberà che ho vissuto in quel periodo.

Che rapporto ha con l’Eurovision Song Contest? L’ha seguito in passato e se si quali sono le sue entries preferite?

L’ho sempre seguito, trovo che proponga sempre dei begli spunti e ci sono anche diversi artisti di ottima qualità. La entry svizzera che preferisco è senza dubbio “Unbreakable” dei Sinplus, che oltre a provenire dal Ticino come me, fanno un genere di musica che mi ha sempre entusiasmato, e lo fanno bene. A livello globale ho apprezzato Alexander Rybak, che con il suo violino vinse nel 2009. La sua canzone era veramente positiva e fondeva bene musica tradizionale e pop.

httpv://www.youtube.com/watch?v=lkMSptuVqHQ

E l’Italia?

Credo che dopo alcuni anni di assenza e oblio, stia tornando a puntare fortemente sulla rassegna e la partecipazione alle ultime edizioni di artisti del calibro di Gualazzi, Mengoni ed Emma ne é la prova.

La Svizzera fatica molto e negli anni recenti, a parte l’exploit di Anna Rossinelli, non è riuscita a centrare la finale. Cosa la penalizza a suo parere e quale può essere la ricetta giusta?

Secondo me in Svizzera la fase di selezione potrebbe essere più martellante, deve essere resa più appetitosa. Mi sembra però che si stia andando in questa direzione, e l’Eurovision sta ri-acquisendo una certa importanza anche dalle nostre parti. A livello europeo esiste solo una ricetta: suonare, suonare suonare, promuovere il più possibile il proprio candidato.

Chi teme maggiormente dei suoi avversari per la finale di sabato?

Siamo rimasti solo in 6, tutti con le proprie peculiarità e punti di forza. Non posso pertanto negare che ognuno degli altri sfidanti rappresenta per me un avversario diretto e capace.

Infine, il movimento musicale ticinese. Quanto pesa rispetto a quello del resto della Svizzera e se dovessi scommettere su un paio di giovani di talento (a parte lei ovviamente) che possano avere successo al di là dei confini nazionali, che nomi proporrebbe?

Ho calcato la scena musicale ticinese costantemente e intensamente negli ultimi 10 anni e devo ammettere con grande entusiasmo che la scena ticinese e sempre più dinamica, e creativa, e soprattutto mantiene una propria identità e indipendenza: molti artisti fanno ciò che gli piace, lo fanno bene, e non per una mera ricerca del consenso dei molti. Questo é importante, e trovo che il movimento musicale ticinese abbia un grosso potenziale a livello elvetico e anche oltre. Scommetterei sui Make Plain (un duo country western), sui Kovlo (una band con varie influenze) e sui Lonesome Southern Comfort Company (sono una band indie folk rock di Lugano ndr).

httpv://www.youtube.com/watch?v=sPPh8yEX8fY

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

2 Risposte

  1. Mich ha detto:

    Deve assolutamente vincere, è il migliore XD Comunque Rybak ha vinto nel 2009, non nel 2010 come riportato nell’articolo.

    • aLeX P ha detto:

      Grazie Mich.. sistemato ;) Deve essere stata una svista di SebAlter che non è stata notata in fase di trascrizione dell’intervista :)