A colloquio con Tinkara Kovac: “Ora l’ESC, poi un album in italiano”


Tinkara KovacSlovena sì, ma con un pezzo di cuore tutto per l’Italia. Tinkara Kovac è uno dei nomi più importanti in concorso in questa edizione dell’Eurovision Song Contest. Star acclamata in patria, forgiata da una ventennale carriera sui palchi di Italia, Slovenia e Austria, con il nostro paese ha un legame fortissimo, per tanti aspetti. Parla fluentemente l’italiano ed è in questa lingua che si racconta ad Eurofestival NEWS.

Fra la messa a punto della sua esibizione a Copenaghen (nella seconda semifinale canterà “Spet (Round and Round)“), i concerti in giro per la Slovenia e ultimi eventi con il pre-Eurovision party svoltosi recentemente a Pirano d’Istria, parla con noi della sua carriera, dei suoi progetti durante e dopo l’ESC, che anche in questo caso coinvolgono l’Italia. E c’è spazio anche per un piccolo riferimento ad Emma, la rappresentante italiana. Ecco il resoconto del nostro colloquio.

EN – Anzitutto, arriva all’ESC all’apice di una carriera cominciata quasi vent’anni fa. Come è partita è partita la sua avventura musicale?

TK – La musica fa da sempre parte di me. E’ come respirare… Canto da sempre, il flauto lo suono da quando avevo nove anni. Poi ho avuto la mia paga a 6 anni, cantando in un musical per bambini. Poi ho fatto un paio di festival per bambini in Slovenia e ex Yugoslavia. E già con 17 anni ho inciso il mio primo album che è subito diventato disco d’oro.

EN  Cosa può dare oggi l’Eurovision ad una come lei che ha tanti anni di carriera alle spalle e diversi album di successo all’attivo?

TK – Solo più pubblico ed una visibilità maggiore. Dicono che la Eurovision è guardata da 200 milioni di persone!?!! Non è male!

EN – Il suo rapporto con l’Italia è molto stretto, non solo perché è istriana, ma perché in Italia ha studiato sia al Liceo Linguistico che al conservatorio di Trieste. Come mai questa scelta?

TK – Ho vissuto da sempre vicino al confine con l’Italia e l’italiano è la mia seconda lingua, potrei dire… Ho deciso di andare a Trieste, perché mi piaceva il sistema italiano che mi dava più libertà e mi permetteva di fare due scuole parallelamente. In più, devo dire che l’esperienza di studio in Italia per me, mi ha ridato di nuovo la confidenza in me stessa come musicista. In Slovenia, devo ammetterlo, e questo i miei ex professori sloveni lo sanno, perché ne ho parlato a loro in lungo ed in largo, hanno snobbato la mia possibilità di passare da un genere musicale all’altro, in Italia questo era invece visto come un punto di forza. Chissà perché così… forse è stato solo un caso o forse  doveva essere così. In ogni caso, sono felice di aver fatto questa scelta, perché ho avuto, a parte l’esperienza scolastica, anche il modo di conoscere la vostra cultura, la lingua e tutto il resto.

EN – Canta anche in Italiano o soltanto in sloveno?

TK – Anche in italiano ed ho tre canzoni in friulano. Nel 2004 è uscito nel Friuli Venezia-Giulia un progetto speciale, un album, con il titolo Enigma, e l’ho cantato in tutte queste quattro lingue (sloveno, italiano, friulano e inglese). L’hanno premiato come il miglior album dell’anno.

EN Sappiamo che sta lavorando ad un progetto relativamente al nostro paese….

TK – Sorpresa, sorpresa… per il pubblico italiano farò uscire un album nella collana Cantate In Italiano. L’Egea Records assieme ad un paio di produttori artistici farà uscire un mio album interamente in italiano. Saranno dieci brani del mio repertorio dagli inizi con testi italiani curati da Alberto Zeppieri, uno che ha già collaborato con grandi artisti (Noa, Mafalda Arnauth, Cesaria Evora, ma anche Ornella Vanoni e Giusy Ferreri) e con arrangiamenti nuovi, più due cover italiane, tra queste di sicuro Vacanze Romane dei Matia Bazar, che resta per me uno dei brani più belli di tutti i tempi! E’ quasi tutto pronto…resta solo ad andare a registrarlo a Milano, negli studi dei Pooh.

EN E’ la prima istriana di Slovenia all’ESC. Prima di lei soltanto altri della zona croata e un certo Sergio Endrigo…

TK – Sergio Endrigo… adoro la sua musica! L’ho anche conosciuto di persona ed ho fatto una cover sua Madame Guitar. E sapete come ci siamo conosciuti? Non lo dimentichero mai! E’ arrivato con un suo personal manager a fare un’intervista su Radio Capodistria, poi, il giornalista’con il quale ha fatto l’intervista, mio amico, mi ha chiamato per  un favore: Sergio voleva comprare un tipico prosciutto istriano e non avevano nessuno che li accompagnasse con la macchina al centro commerciale, Ed io, non sapendo ancora di chi si trattasse, ho preso la macchina e sono andata a prenderli. Poi, sotto le luci abbaglianti del brutto centro commerciale, vedo gli occhi che luccicano con un tocco di magia e mi dico: ma è proprio lui! Un grande della musica italiana. E poi abbiamo continuato l’amicizia… lui mi ha anche scritto un paio di volte e mandato il suo ultimo libro con la dedica! Successivamente ci siamo incontrati su un paio di concerti, a Gorizia, alle Cinque Terre… Vedete, tutto grazie ad un prosciutto!

A proposito di istriani, va detto fra l’altro che fra le tante collaborazioni italiane di questa eclettica artista (Bruno Lauzi e  Bungaro, solo per citare altri due nomi importanti) ce n’è una con un altro istriano d’Italia, il cantautore Massimo Bubola, noto per essere l’autore de “Il cielo d’Irlanda” di Fiorella Mannoia. Ascoltate, fra una domanda e l’altra, la bella versione che Tinkara Kovac ha fatto di “Spezzacuori“, brano di Bubola del 1982 (qui l’originale e qui anche la versione in sloveno con testo scritto da lei stessa).

httpv://www.youtube.com/watch?v=DG1ss2vp6xQ

Ma la nostra chiacchierata con Tinkara Kovac prosegue piacevolmente…

EN  Come mai la scelta di portare la versione bilingue del brano piuttosto che quella slovena?

TK – Voglio che la gente capisca cosa canto. Lo sloveno è la mia identità, l’inglese la lingua che tutti capiscono. La storia dietro ogni mio brano è essenziale. Avevo pensato inizialmente di eseguirla anche una parte in italiano, ma mi sembrava troppo, dato che era già bilingue.

EN  Come vede la sua semifinale? Fra l’altro è in quella dove voterà l’Italia…

TK – Forse questo è un buon segno… Votate per me!

EN   Perché a suo giudizio la Slovenia fatica ad entrare in finale? Il fatto che quest’anno manchino tre paesi tradizionalmente amici come Serbia, Croazia e Bosnia, secondo lei può essere una penalizzazione?

TK – Non ho mai capito come si voti all’Eurovision… ci sono talmente tanti fattori. Penso che esista comunque uno pseudo “gusto pan-Europeo” nel quale si ritrova poi il vincitore. Ma non sono convinta che ogni anno vinca veramente il migliore dal punto di vista musicale, anzi… In ogni caso, io so che la nostra equipe farà del suo meglio… poi il resto è fortuna…

EN  Che rapporto hanno gli sloveni con questa manifestazione, ora che lo stato è un paese indipendente e qual era prima quando il paese era all’interno della Federazione Jugoslava?

TK – L’Eurovision ai tempi della Jugoslavia aveva forse più credibilità ed all’interno di una federazione così grande si aveva più possibilità  di trovare un musicista ogni anno valido a 360 gradi. In Slovenia è un po’ più difficile… siamo solo in due milioni! E poi, la rassegna sta diventando sempre più televisiva. E sempre meno musicale. Sono contenta che in Italia avete deciso di tornare dopo tanti anni di nuovo al festival… con voi acquisisce maggiore validità: c’è bisogno di farlo diventare veramente una grande vetrina per musicisti che hanno una propria carriera e musica, non solo meteore.

EN  La Slovenia si è iscritta all’ultimo ed è rimasta in bilico sino all’ultimo giorno, quali sono le sue ambizioni per questa edizione?

TK – Forse è stato meglio così! Così noi tutti siamo stati di fatto costretti a portare i nostri ultimi singoli ed è cosa buona a livello promozionale. Non c’è stata quella sensazione di dover fare una canzone per l’Eurovision, ma quella che portavamo era semplicemente la nostra nuova canzone. E così abbiamo ottenuto la migliore vetrina possibile e ciascuno di noi è stato credibile in quello che è il proprio genere.

EN  Tornando all’Italia, quali sono i suoi riferimenti musicali qui da noi, cosa ascolta maggiormente e che impressione le ha fatto la canzone di Emma Marrone per l’ESC?

TK – Adoro l’ecletticità di Zucchero, l’anima di Ligabue, la grinta dei Litfiba, la voce di Antonella Ruggiero, la chitarra blues di Alex Britti, i testi di De Andrè… Emma mi piace! Spero di poterla incontrare a Copenhagen e darle il “cinque”!

EN  Quali sono i suoi progetti discografici dopo l’ESC?

TK Ora mi sto autoproducendo ma le proposte dalle multinazionali stanno arrivando sempre…dovrò valutarle e vedere quale sarà la cosa migliore per me, per la mia musica e libertà. Assieme al progetto italiano, sto preparando anche il mio nuovo album.

httpv://youtu.be/1sIbGn6HgK8

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa