Eurovision 2015, intervista a Solibello e Ardemagni: “Faremo la finale da Vienna”


Siamo pronti ad offrirvi un’anteprima assoluta. In questa intervista a Marco Ardemagni e Filippo Solibello, commentatori dell’Eurovision Song Contest 2015 su Rai 4 per quanto riguarda le due semifinali e su Radio 2 per tutte e tre le serate, c’è una notizia che farà felici tutti gli eurofans. Dopo aver “assaggiato” la rassegna sul posto l’anno scorso come inviati di “Quelli che il calcio”, quest’anno saranno a Vienna per commentare direttamente dalla “Wiener Stadthalle” la finale. Le due semifinali saranno invece commentate da Milano. Questa è la grande notizia che possiamo fornirvi in apertura dell’intervista, che potete leggere di seguito.

solibelloardemagni

EN: L’anno scorso, in occasione del collegamento per Quelli che il Calcio da Copenaghen, avete avuto l’opportunità di toccare con mano l’Eurovision, direttamente sul posto. Che impressione vi ha fatto l’organizzazione dell’evento, le strutture e tutto il mondo eurovisivo? Cosa vi ha colpito maggiormente? Avete avuto modo di conoscere anche qualche commentatore degli altri paesi? Non vi spiace un po’ doverlo commentare dall’Italia, perdendo un po’ del clima dell’evento?

S&A:  È stato semplicemente fantastico. L’organizzazione era al tempo stesso estremamente professionale, ma anche cordiale. Copenaghen è una città fantastica: abbiamo apprezzato molto sia il centro cittadino che abbiamo sempre girato rigorosamente in bicicletta, sia la location dell’evento all’imboccatura del porto, proprio “di fronte” alla Sirenetta. Abbiamo conosciuto, purtroppo un po’ rapidamente, diversi commentatori stranieri nei meeting messi a punto dall’organizzazione, in particolare gli amici di San Marino, ma soprattutto molti artisti a partire da Emma,  la vincitrice Conchita Wurst che abbiamo intervistato per primi, SebAlter della Svizzera, alcune coriste di supporto ai polacchi Donatan e Cleo, il gruppo irlandese Can-linn e la cantante albanese Hersi. E poi quest’anno finalmente saremo a Vienna! E con un’altra splendida novità: faremo anche il commento radiofonico. Sarà una prima volta per l’Italia da quando è tornata in concorso, in questo siamo totalmente grati a Radio2 che ha creduto nel progetto. La nostra sarà una full-immersion: dall’Italia commenteremo per la TV (Rai4) e per la radio (Radio2) le semifinali. E poi voleremo a Vienna per commentare, solo per Radio2, la finale che sarà commentata per Rai2 da Federico Russo e Valentina Correani. Non vorremmo dimenticare il supporto in questa fase dell’Ente Nazionale del Turismo austriaco.

EN: Dopo tre anni al commento della rassegna, sia con le finali che con le semifinali, secondo voi, c’è necessità  per voi di trovare una chiave diversa per proporsi al pubblico eurovisivo oppure pensate che come avviene in altri paesi, la “fidelizzazione” in un certo tipo di commento possa essere il punto di partenza?

S&A:  Pensiamo che la strada intrapresa sia quella giusta: e ogni anno si aggiunge qualcosa. Quest’anno, ad esempio, oltre alle sorprese della spedizione a Vienna e del commento radiofonico in aggiunta a quello televisivo, c’è stata indubbiamente una maggiore integrazione della manifestazione con il Festival di Sanremo che è stato riconosciuto sempre più ufficialmente come manifestazione di selezione per Eurovision Song Contest, lasciando giustamente agli artisti vincitori di Sanremo, come fanno anche in altre nazioni, la facoltà di rinunciare. Ma Il Volo ha preso al volo (e il gioco di parole è assolutamente voluto) l’occasione! E i ragazzi hanno fatto benissimo!

EN: Dopo quattro anni e dopo averlo esplorato in tutti i suoi aspetti, che idea vi siete fatti di questo concorso? Qual è secondo voi il modo migliore di affrontarlo per un paese dalla solida cultura musicale pop (ma un po’ distante da quella del concorso e in generale dal pop europeo) come l’Italia?

S&A: Parlando in generale, per affrontare Eurovision ci sono tre o quattro strade diverse. La maggior parte dei paesi, secondo noi sbagliando un po’, rinuncia alle proprie peculiarità musicali (a partire dalla lingua, ma non solo) per cercare di attenersi a uno standard internazionale, spesso di impostazione svedese-tedesca. Il che finisce per snaturare un po’ la loro performance, rendendo anche molte canzoni un po’ troppo omogenee tra di loro: potremmo parlare di una specie di “sanremese” europeo. Tipicamente questa impostazione colpisce soprattutto le interpreti femminili dell’Est europeo. Fortunatamente l’Italia è tra i paesi che sta evitando questo errore, proponendo un proprio stile: non sempre questa scelta premia, ma ci rende indubbiamente più originali. Ci sono anche altri paesi che seguono questa via di infischiarsene del “sanremese europeo”: quest’anno ad esempio Israele e Montenegro hanno elementi etnici nel brano, la Finlandia ha un suo brano rock, l’Inghilterra e la Francia hanno scelto brani curiosi che si distanziano da quello standard. Ma questi paesi, a nostro avviso, non vinceranno, forse proprio per la scelta di brani troppo curiosi. Anche l’Australia ha un brano originale, che è il più R&B di tutti, ma qui il discorso è differente, perché per qualità potrebbe essere il più pericoloso rivale dei nostri ragazzi, assieme alla Germania.

EN: Quest’anno l’Italia è in concorso con Il Volo ed un brano che in tanti hanno definito un po’ sterotipo della musica italiana all’estero, cioè secondo alcuni “Quello che l’estero vuole sentire da noi”, soprattutto dopo la vittoria di Vincenzo Cantiello allo Junior Eurovision. Voi cosa ne pensate e quali possibilità secondo voi possiamo avere (un primo posto)?

S&A: Per noi possono farcela! Cantiello può avere davvero aperto la strada. E non dimentichiamoci del successo che ha avuto all’estero, ad esempio, un interprete come Andrea Bocelli. E poi il nostro paese sta dimostrando, pur tra mille difficoltà, di essere perfettamente in grado di ospitare grandi manifestazioni. A partire dalle Olimpiadi di Torino fino all’Expo di Milano, il cui concerto di apertura è stato affidato proprio ad Andrea Bocelli (suggeriamo di seguirlo, sempre con il nostro commento, attraverso la diretta di Radio2). Quindi diciamo: per l’Italia a Eurovision Song Contest i tempi sono maturi per spiccare il volo!

EN: Quale canzone vi è rimasta più impressa di tutte quelle che avete ascoltato in questi anni? E la peggiore?

S&A: Delle tre edizioni che abbiamo seguito direttamente, le canzoni vincitrici sono sempre state di ottimo livello, il che testimonia la capacità della giuria internazionale di sapere scegliere al meglio. Forse Euphoria, la canzone svedese di Loreen vincitrice a Baku nel 2012, è ancora la nostra preferita. Ma ci sono mille perle “nascoste” e un po’ dimenticate. Per quanto riguarda quelle brutte: partendo dal fatto che Eurovision è una festa, le canzoni più brutte di Eurovision non sono esattamente quelle “più brutte”, ma quelle più anonime, quelle di cui ti dimentichi presto. Certo che Mother di Alex Hirsoux, che ha rappresentato il Belgio a Eurovision 2014 era bruttarella forte, ma forse ripensandoci si trova anche di peggio.

EN: Ci sono state tante polemiche in relazione alla partecipazione di Conchita Wurst a Sanremo, soprattutto per il personaggio. Voi cosa ne pensate? Avete seguito quella serata?

 S&A: Siamo due fan di Conchita. Abbiamo seguito la serata e ancora una volta abbiamo apprezzato la sua capacità di volare alto sopra le polemiche e le piccinerie. Se qualcuno non comprende il suo messaggio di apertura e libertà, sono problemi suoi. Auguriamo al nuovo brano You are unstoppable tutto il meglio. Abbiamo avuto modo di sentirlo dal vivo, nella splendida cornice del ViennaSphere a Milano, il 10 aprile, e pensiamo che possa replicare il successo di Rise Like a Phoenix.

EN:  Buoni e “cattivi” propositi per la prossima edizione dell’Eurovision Song Contest? Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro commento quest’anno? Più irriverenti, più pacati? Quale aggettivo potrebbe descrivervi meglio alle prese con il commento live?

S&A:  Noi ci metteremo la stessa infinita passione e la stessa capacità di sorprenderci delle precedenti edizioni. Ma quest’anno avremo in più l’esperienza, la familiarità con l’organizzazione, ma soprattutto la radio, Radio2, e la città, Vienna, dalla nostra parte. E l’amicizia consolidata negli anni con molti veri amici di Eurovision Song Contest, a partire da voi.

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