Eurovision 2016, intervista ad Amir: “Francia, è ora di invertire la tendenza”

Fra i tanti impegni promozionali e pre-eurovisivi, Amir, il cantante che rappresenterà la Francia al prossimo Eurovision Song Contest di Stoccolma (direttamente nella finale del 14 maggio, essendo la Francia già finalista al pari di Italia, Regno Unito, Germania, Spagna e dei padroni di casa svedesi) ha accettato di raccontarsi a noi in questa intervista, che abbiamo realizzato grazie alla collaborazione della tv francese. Un’intervista che regala anche una sorpresa per noi italiani…

AMir e Michielin

EN: Come è nata la collaborazione con France Télévisions per l’Eurovision Song Contest?

Amir: Ho incontrato Edoardo Grassi in una situazione informale, abbiamo fatto amicizia: io ho scoperto che lui si occupava di Eurovision ed è il nuovo capodelegazione e lui che già avevo fatto delle canzoni. Le ha volute ascoltare, quando ha sentito “J’ai cherchè” ha detto che era perfetta per l’Eurovision. Io volevo che uscisse come primo singolo dell’album e quindi ci siamo accordati sul farla uscire a Gennaio e poi rivelare a Marzo che sarebbe stato il brano per l’Eurovision e promuovere insieme le due cose. Credo che alla fine abbiamo fatto la scelta giusta: ho lavorato due anni su questo album e la Francia sarà rappresentata da una canzone che già ama e conosce.

EN: Sei  francese, hai origini israeliane, marocchine, tunisine e spagnole. Un crogiolo di popoli, culture e religioni. Ti senti un po’ cittadino del mondo?

Amir: Assolutamente si. Cittadino del mondo, al di là delle barriere, come l’Eurovision. “Come together”, appunto.

EN: La Francia negli ultimi anni ha molto deluso all’Eurovision. Secondo lei perchè? Non sente un po’ il peso di questa responsabilità?

Amir: Sento una grossa responsabilità e come me tutta la tv. Vogliamo assolutamente invertire la tendenza e stiamo lavorando molto duro per ottenere un buon punteggio e fare una buona performance.

EN: La mancanza di risultati ha un po’ allontanato i francesi dallo show…

Amir: Credo di si, purtroppo, ma è normale. Non si vince dal 1977 e non si fa risultato da tanto e questo ha sicuramente un po’ demotivato il pubblico francese nei confronti di uno show che invece hanno sempre amato. La nostra missione è riaccendere in loro la passione per questo spettacolo bellissimo e magari riportare la Francia alla belle époque degli anni ’70 e ’80, quando si faceva risultato.

EN: La scelta di cantare in parte in inglese rientra in questo progetto? Perchè in passato, altri artisti che hanno tentato questa strada sono stati molto criticati dai puristi della lingua…

Amir: La canzone è nata così, è stata scritta così e quando France Télévisions l’ha sentita, ha deciso di sceglierla così com’era. E io personalmente sono contento che abbia optato per questa strada: in passato abbiamo cantato solo in francese e penso sia stato un peccato perché c’è molta gente che non conosce la nostra lingua e guarda l’Eurovision. Rispettiamo la cultura francese, ma ci facciamo capire da più gente.

EN: Hai preso parte a due talent show, uno in Francia e l’altro in Israele. Cosa ti porti dietro di queste due esperienze?

Amir: Kokhav Nolad, la versione israeliana di Pop Idol, è stato proprio agli inizi, quando non avevo ancora cominciato a cantare a livello professionale. Mi ha dato una grande spinta per tutto il resto perché mi ha permesso di capire meglio che potevo stare in quel mondo. La plus belle voix invece mi dato una maggiore e più chiara identità artistica, è stato il mio vero debutto nella discografia francese.

EN: Tornando, alla canzone, in molti la stanno inserendo fra le favorite per la vittoria finale. Non ti spaventa?

Amir: Non so se mi spaventa, non voglio pensarci. Non voglio guardare i pronostici, preferisco concentrarmi sul fare un buon lavoro, sulla performance e la resa sul palco. Tutto quello che viene prima per me non conta, conta fare bene a Stoccolma e basta.

EN: “J’ai cherchè” è diventa “Looking for you” in inglese e “Yo busqué” nella versione in spagnolo che hai appena inciso. A quando una versione in italiano?

Amir: Avete un testo pronto? Sottoponetemelo! Sarei ben felice di farne una versione italiana!

EN: In carriera hai fatto cover di artisti come Patrick Bruel o Myléne Farmer. Ma quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Amir: Per quanto riguarda le proposte attuali, senz’altro OneRepublic e David Guetta, mentre per il passato direi Stevie Wonder, Beatles ed Elton John.

EN: Hai ascoltato le altre canzoni di questa edizione dell’Eurovision? Quali sono le tue preferite?

Amir: La canzone di Francesca Michielin mi piace molto e lei è una bravissima artista. Però le mie preferite sono Australia, Bulgaria e Spagna.

EN: Ed in generale, quali sono le tue preferite della storia eurovisiva?

Amir: Per la Francia senz’altro “L’oiseau et l’enfant” di Marie Myriam, l’ultima nostra vittoria del 1977 e in senso assoluto direi “Euphoria” di Loreen.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa