Intervista a Barei: “Grande rispetto per Eurovision, voglio coinvolgere chi ascolta”


E’ una delle artiste la cui canzone divide maggiormente il pubblico, soprattutto per il fatto che è completamente in inglese, un fatto inedito per il paese che rappresenta, ovvero la Spagna. Mentre sta mettendo a punto la performance per la sua “Say yay”, Barei ha accettato di raccontarsi ad Eurofestival News. E ci svela anche qualche dettaglio sulla sua performance.

Barei

EN: L’Eurovision è il punto più alto della tua carriera. Vorremmo conoscerti un po ‘meglio. Hai cominciato con cover di artisti come Laura Pausini e Lara Fabian. E poi?

BAREI: Ho iniziato effettivamente con delle cover ed è stata una di queste registrazioni che mi ha portato a Miami: una mia amica mi ha invitato ad accompagnarla dai suoi genitori. La visita è terminata cantando davanti ad un musicista e produttore a Miami Beach. Lui mi ha offerto, insieme ad un suo amico col quale lavorava, di recarmi lì per un periodo di tempo più lungo per registrare un disco. Ho passato un anno là cantando e componendo con loro. Però scrivevo solo i testi: le melodie erano bellissime ma forse troppo latine per quello che ero solita ascoltare.

Quando sono tornata in Spagna ho deciso di non incidere il disco e così ho preso la chitarra e ho cominciato a comporre io stessa stavolta musiche più vicine alle mie influenze. Ho conosciuto Ruben Villanueva (compositore e produttore, autore anche del brano eurovisivo ndr) ed è stato con lui che ho registrato il primo album “Billete para no volver”. In ogni nuovo lavoro ho fatto un passo in avanti verso il mio “io” musicale. Ho sempre amato cantare in inglese ed è stato un rischio che ho voluto correre per essere più fedele a ciò che amo: il pop anglo-americano, il soul e la musica nera.

EN: Quale è stato il punto più alto della tua carriera prima della finale nazionale per Eurovision?

BAREI: Forse quando ho iniziato a comporre per altri artisti come Malu, May J, Edurne. Una cosa che mi piace molto. Non so quanto durerà e dove mi porterà il progetto Barei, ma non smetterò mai di comporre.

EN: La Reale Accademia di Spagna ha descritto come una sciocchezza il fatto di presentare concorso  una canzone come la tua che non presenta alcuna parola in spagnolo. Cosa rispondi? Come mai sono stati tolti anche i pochi cori in spagnolo che c’erano nella versione della finale?

BAREI: La canzone è nata tutta in inglese e il coro in castigliano era stato inserito perchè ce lo ha richiesto TVE per la finale, ma una volta che ho vinto ho chiesto ed ottenuto di cantarla così come era stata pensata. Il pubblico in fondo, ha deciso questo.

EN:   Cosa ti aspetti dalla tua partecipazione all’Eurovision? Come ti stai preparando a questo evento? Più emozionata o spaventata?

BAREI: Un misto fra eccitazione e rispetto, non paura. Bisogna sfruttare al meglio quei tre minuti sul palco per arrivare a trasmettere qualcosa alla gente ma per poter farlo è fondamentale arrivarci perfettamente preparati e non farsi prendere dalla pressione. Mi sto preparando facendo sport, mangiando sano e riflettendo in ogni momento libero: bisogna arrivarci forti mentalmente e fisicamente.

EN: Negli ultimi anni la Spagna ha quasi sempre portato grandi canzoni, ma spesso, soprattutto in tempi recenti, non è riuscita a centrare grandi risultati. Secondo te perchè?

BAREI: Ci sono tanti fattori: la canzone, la performance, i rivali che ci sono ogni anno, poi anche magari problemi con la tensione, con la voce o non arriva il messaggio. Difficile trovare una causa sola.

EN: Conosci la musica italiana? Quali sono i tuoi artisti preferiti? E in generale, che tipo di musica e quali artisti  sono nel tuo iPod ? Quali sono i tuoi modelli musicali?

BAREI: Sono cresciuta con Zucchero, Eros Ramazzotti e Laura Pausini. E da sempre ascolto Michael Jackson, Maroon 5, Sia, Rihanna, One Republic, John Mayer, Pink…

EN: Cosa pensi di Francesca Michielin e della sua canzone?

BAREI: Ottima artista, ha un buon carisma e la sua canzone è molto bella, una delle mie preferite.

EN: Quali sono le tue entries spagnole eurovisive preferite? E in generale?

BAREI: Senz’altro “Quedate conmigo” di Pastora Soler e “Bailar pegados” di Sergio Dalma. A livello generale, “Euphoria” e “Love injected”.

EN: Negli ultimi due anni, un ballerino italiano, Giuseppe Di Bella, era sul palco con le cantanti che hanno preso parte ad Eurovision. Ci sarà anche quest’anno? Ci puoi anticipare qualcosa su ciò che vediamo a Stoccolma?

BAREI: Niente ballerini stavolta, andrò con cinque coristi, quattro sul palco e uno fuori per sostenere la mia voce: sono cinque cantanti eccezionali. Balleremo tutti, ma non siamo ballerini professionisti quindi più che altro faremo attenzione al canto, perchè “Say Yay” non è una canzone facile e quindi dovremo fare attenzione.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa