Eurovision, al Dopofestival va in onda l’arte di disinformare

Mettiamola così. Magari è stato solo umorismo un po’ troppo british e noi non l’abbiamo capito. Certo che dopo sei partecipazioni dall’anno del nostro rientro, con la settima alle porte, sentire ancora qualcuno parlare dell’Eurovision come quei soloni di fine anni 90, è stridente, soprattutto ora che c’è internet e ogni cosa è facilmente verificabile.

Succede questo: questa notte alle 2:40 il vincitore di Sanremo Francesco Gabbani fa il suo ingresso a Villa Ormond dove Nicola Savino e la Gialappa’s Band stanno conducendo il Dopofestival. Baci e abbracci, domande di rito, poi il trio si rivolge a Gabbani apostrofandolo:

“Purtroppo hai fatto la cazzata di accettare ad andare all’Eurofestival. Mi raccomando vai con la tua peggiore canzone così non corriamo il rischio di portarlo qui. Perché chi vince provoca un buco di bilancio poiché la tv è costretta ad organizzare l’anno dopo questa manifestazione costosissima che non guarda nessuno”.

Evidentemente 204 milioni di telespettatori nel mondo e oltre 3 milioni in Italia, con un gradimento in entrambi i casi sempre crescente non sono abbastanza per la Gialappa’s Band (quanto ai costi, le ultime edizioni dimostrano ampiamente l’opposto, qui potete leggere i dati dell’edizione 2016)

Ma ciò che maggiormente colpisce è che Nicola Savino, nel 2014 commentatore della rassegna insieme a Linus e che dunque sa bene di cosa si parli non è minimamente intervenuto per bacchettare la palese disinformazione fatta dal Trio, davanti a quasi 5 milioni di telespettatori.

Torna alla memoria quando nel 2012 furono designati per il commento e poi sostituiti a contratto già firmato perché pretendevano in barba al regolamento che prevede una multa, di parlare sopra le canzoni e spezzare lo show in diretta con filmati di vecchie edizioni. Edoardo III, re d’ Inghilterra, fondatore dell’ordine della Giarrettiera, diceva “Honni soit qui mal y pense”, ovvero” Sia maledetto chi pensa male“…

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

8 Risposte

  1. La battuta della gialappa era forte! Daltronde l’italia ha snobbato la manifestazione per anni perché non ci ha mai creduto e non penso che ci sia una gran voglia di organizzarla in Italia. Ma quest’anno si vince!

  2. nadia ha detto:

    Deliziosi geronto-conduttori. Sono come quei cantanti anni 60 che cantano ininterrottamente da 50 anni la stessa canzone. Nuovi musicisti e qualche effetto in più, ma sempre le stesse pinne, fucile ed occhiali.
    Con in più la cattiveria dei vecchi convinti di avere ancora 30 anni.
    Ma basta non sentirli e passa tutto.

  3. Armando ha detto:

    Che umorismo becero

  4. Roberto Frascati ha detto:

    Ma, dico, il tutto su rai uno ovverosia la stessa emittente che trasmette l’evento. Ma un rimprovero se non una multa i loro capi non gliela fanno?

  5. Giorgio ha detto:

    Concordo, han perso una bella occasione per tacere ed evitare di essere smerdati.

  6. Fecop ha detto:

    Non scrivo parolacce o brutture per educazione ! Ma se le meritano…. incompetenti!

  7. Danilo ha detto:

    Anche stavolta i gialappini hanno perso una buona occasione per tacere… Capisco che dopo l una di notte bisogna uscire con qualche battuta che possa svegliare la platea di telespettatori assonnati, ma mettere proprio il sale sulla ferita di un argomento che ancora crea molti dubbi sulla vera volontà della Rai (vincere e ospitare) senza un minimo di finta smentita di rito da parte di Savino… dà la sensazione che ci sia ancora molta gente che rema contro.
    Non si preoccupino, che non è così facile vincere, anche perché gli altri paesi non fanno questi beceri conti della serva, ma anzi cercano tutti di vincere … chissà come mai gialappi? D’ altra parte il mondo si chiede a gran voce cosa sappiano fare i gialappini nella vita, a parte battute idiote da spirito di patata, commenti gratuiti, inutili e fastidiosi, come le zanzare in camera in una notte d’estate…

  8. Ilaria ha detto:

    Per fortuna che non hanno più commentato l’Eurovision 2012. Sono scandalosi.

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