Caso Navarro: ancora polemiche su TVE e i presunti brogli nella selezione

Il mistero attorno ai presunti brogli nella scelta del rappresentante della Spagna all’Eurovision Song Contest – mediante la trasmissione Objetivo Eurovision – continua ad infittirsi. I sostenitori della teoria secondo cui la designazione di Manel Navarro sarebbe stata pilotata hanno scoperto l’esistenza di un collegamento tra TVE e la casa discografica del giovane cantante.

manel navarro objetivo eurovision vincitore

La direttrice della divisione intrattenimento dell’emittente spagnola, Toñi Prieto, sarebbe infatti in conflitto di interessi in quanto la figlia lavorerebbe proprio per la Sony Music, etichetta di Manel. La Prieto, inoltre, avrebbe dato precisi ordini per favorire una corretta realizzazione tecnica dell’esibizione di Navarro, in barba al risultato finale che, come abbiamo riportato, ha mostrato diverse imprecisioni fortemente criticate.

La funzionaria TVE ha smentito a più riprese ogni accusa su trattamenti preferenziali verso l’uno o l’altro artista. Interrogata sul conflitto di interessi, ai microfoni di Bluper la Prieto ha affermato:

Non ho nulla da nascondere. Mia figlia lavora da 10 anni con Sony Music España. Prima ha lavorato 3 anni con la Universal, e prima ancora con Globomedia e Videomedia. Purtroppo o per fortuna si sta muovendo nello stesso campo in cui mi muovo io. Capita una infinità di volte tra genitori e figli.

E ancora, ha chiarito come non vi siano coincidenze:

L’anno corso, a Objetivo Eurovision 2016, avevamo un candidato di Sony, Salvador Beltrán, e due di Universal, Maverick e Barei. E anche se in giuria c’era Edurne, di Sony, non ha vinto Salvador.

edurne eurovision

Tuttavia, diversi media hanno riportato come la figlia della Prieto lavori per la Sony da soli 2 anni! Il rapporto lavorativo sarebbe dunque iniziato nel 2015, quando Edurne venne scelta internamente dalla Spagna per rappresentare il paese all’Eurovision. Una partecipazione che fu molto discussa, in quanto TVE si rifiutò di rendere pubblici i resoconti delle spese sostenute per la spedizione a Vienna.

Colpisce inoltre che, proprio dal 2015, l’etichetta Sony sia sempre stata presente nel processo di selezione spagnolo, nonostante prima di quell’anno la casa discografica non avesse mai manifestato interesse verso la possibilità di candidare un proprio artista alla kermesse europea.

Trait d’union di tutta questa faccenda è il giudice Xavi Martinez, che da diverse settimane a questa parte, nella propria trasmissione sulla maggiore radio spagnola, Los40, ha sempre sostenuto Manel e la sua candidatura all’Eurovision.

xavi martinez manel navarro

A rafforzare il rapporto più che professionale tra lo speaker radiofonico e il team di Manel c’è la cesta natalizia regalata dalla Must! Producciones – che gestisce il management per Navarro – a Xavi, il quale ha ringraziato con un messaggio criptico: El 2017 es nuestro (Il 2017 è nostro).

Anche se non possiamo sapere a cosa si riferisse Martinez, alcuni hanno segnalato come, nel corso di una trasmissione radiofonica, il conduttore di Los40 abbia addirittura raccontato un aneddoto divertente accaduto ad una cena che tra gli ospiti aveva anche Navarro.

Al di là dei pettegolezzi, il caso è ancora ampiamente discusso dalla politica. Dopo l’interrogazione del PSOE al Congreso de los Diputados, Javier Maroto, vicesegretario del Partido Popular del País Vasco, nonché eurofan dichiarato, come soluzione definitiva ai problemi che da anni circolano attorno alla selezione spagnola ha consigliato il modello svedese:

Non capisco come non si possa seguire il modello del Melodifestivalen della SVT. Si tratta di una trasmissione di successo e di qualità.

javier maroto melodifestivalen spagna

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