Eurovision, il croato Jacques Houdek: “Il mancato supporto dei nostri vicini è vergognoso”


Il croato Jacques Houdek, in gara all’Eurovision Song Contest 2017 con l’antemica “My friend”, ha offerto al pubblico europeo uno dei momenti da ricordare dell’edizione, con la sua performance a metà fra il lirico e il pop e il roboante ed egocentrico staging, tutto basato sulla sua persona.

Tornato a casa con un buon 13esimo posto, conquistato grazie al supporto del pubblico che lo ha piazzato al nono posto del televoto, Houdek ha scritto un lunghissimo post su Facebook, puntando il dito contro gli esperti chiamati ad assegnare il 50% dei voti. Le giurie, infatti, lo hanno relegato nei bassifondi, in ventiduesima piazza.

Il cantante, ex coach a The Voice in patria, ha festeggiato il primo posto nella classifica croata, ma non ha perso occasione per tuonare contro i “vicini di casa”.

Dopo aver lodato la delegazione che lo ha accompagnato a Kiev e l’organizzazione ucraina, Houdek si è lasciato ad andare ad un articolato j’accuse:

“Il nostro successo avrebbe potuto raggiungere dimensioni maggiori. L’assenza di supporto da parte delle giurie dei nostri paesi confinanti è davvero vergognosa. Suppongo che, e lo dico con amarezza, la ragione per quanto successo sia da trovare nel fatto che la Croazia sia stata l’unica nazione dei Balcani a raggiungere la finale”.

Tra le giurie dei paesi vicini alla Croazia, solo il Montenegro ha assegnato qualche punto (5) al cantante.

In semifinale non c’è stato nessun tentativo di truccare i risultati fra le delegazioni e gli artisti provenienti dalla nostra zona. Sono molto dispiaciuto che non abbiano raggiunto la finale. I miei colleghi sono stati molto gentili, mi hanno incoraggiato dicendomi: adesso sei il rappresentante della regione, dai tutto te stesso! Li ringrazio con tutto il mio cuore. Per questo motivo è incredibile non aver ottenuto nessun punto dalle giurie. A loro veniva chiesto di valutare la canzone e le abilità vocali, quindi ogni parola è superflua.

My friend è, lo dico senza falsa modestia e alcun dubbio, qualitativamente fra le migliori proposte di questo Eurovision, e per questo motivo avrebbe meritato il giusto riconoscimento dagli esperti di musica. Se lo avessimo ottenuto, saremmo in top 10, e forse anche più su. Questa è l’unica cosa di cui mi dispiaccio. Ma c’è una cosa che controbilancia quanto fatto dalle giurie: la maggior parte dei paesi della zona ci hanno dato 12 al televoto. A loro dico grazie perché l’unico realistico indicatore del successo è il supporto del pubblico!

Al televoto, in effetti, la situazione è stata diversa. “My friend” ha ottenuto 12 punti dalla Slovenia e dal Montenegro, 10 punti dalla Macedonia, 7 dall’Albania e 5 dalla Serbia.

Le giurie, però, non sono l’unico bersaglio dell’artista, che ha riservato parole molto dure anche per le alte cariche dello stato croato:

Ora lo posso dire, non c’è stato alcun supporto da parte della leadership del nostro stato. Non hanno fatto nulla per aiutarci a trionfare a Kiev. L’Eurovision è un concorso musicale, il più grande del mondo, ma abbiamo notato come la politica sia inevitabile. Per aspirare alla vittoria bisogna lavorare tutti assieme e con largo anticipo, è chiaro!

Per mesi abbiamo scritto a varie cariche e per mesi abbiamo atteso invano una risposta. Solo tre settimane prima della partenza per Kiev ci è stato detto che il presidente croato (Kolinda Grabar-Kitanović), non aveva tempo per riceverci e ci augurava buona fortuna. Presidente, lei rifiutando di ricevermi ha rifiutato di aiutare il rappresentante croato in una gara seguita da 200 milioni di spettatori in tutto il mondo! L’unica vera finestra per il nostro paese.

Vedo in questi giorni il presidente in visita a varie sfilate di moda, con il miglior trucco e le migliori acconciature. Congratulazioni! Il nostro presidente sta investendo su se stessa. È molto attivo sui social network ma, tuttavia, non ha trovato il tempo o forse la necessità di sostenere, congratularsi o elogiare il successo dell’artista croato all’Eurovision Song Contest.

Allo stesso modo, non abbiamo ricevuto nessuna risposta da parte del Primo Ministro Andrej Plenković e dal sindaco di Zagabria Milan Bandic. Non hanno fatto nulla, neanche rispondere alle e-mail in cui chiedevamo il loro aiuto. Immaginate, se non hanno ritenuto necessario rispondere per posta al rappresentante croato nel concorso di musica più grande del mondo, come ci si può aspettare un aiuto, il supporto e la soluzione di eventuali problemi dei cittadini? Dovrebbero essere lì per noi, ma lo hanno dimenticato. Penso che questo lo ricorderete durante le elezioni.

Il sostegno non dev’essere solo finanziario ma prima di tutto morale per amore e responsabilità verso il paese e la sua gente. Troppo spesso questa situazione si è verificata per i nostri più grandi talenti, i nostri atleti, i nostri studenti dotati, gli scienziati. Abbiamo persone di talento e tutte le capacità per raggiungere le vette del mondo, meritiamo di meglio! Sono tranquillo, perché ho sempre detto la verità e non ho paura.


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3 Risposte

  1. Giampiero ha detto:

    Bravissimo e bellissima canzone che meritava di stare nella TOP 5. Personalmente sono stufo dei voti politici all’Eurovision song contest. Si puo’ ammettere che le canzoni portino una bandiera, ma i voti popolari le le giurie dovrebbero essere senza bandiere. La giuria dovrebbe essere una e multinazionale, composta da ciascun rappresentante delle tante nazionalita’.

  2. Danilo ha detto:

    Sono completamente d’accordo con lui. La canzone meritava molto di più . Fra i vicini direi che l’ Italia avrebbe dovuto sentirsi fischiare le orecchie, visto che non lo ha premiato e la giuria italiana ha dato 12 punti all’ Azerbaigian (se qualcuno riuscisse a spiegarmene i motivi !…) e 10 alla Svezia ! Invece di investire su un paese vicino, che quest’ anno cantava pure in italiano, andiamo a regalare 12 punti all’ Azerbaigian, paese che vota sempre politicamente ( se c era la Turchia i 12 punti erano fissi per lei, in subordine la Russia e quest’anno, in sua assenza, sono andati alla Bielorussia!!!). Che speranze di ritorno abbiamo a votare un paese così? Solo che ci faccia arrivare il gas a Melendugno nel Salento sbancando gli ulivi secolari?

  3. Marzia ha detto:

    Bravissimo e bellissima canzone. ……mi ha decisamente stupito

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