Eurovision, Sobral al Corriere della Sera: “Gabbani, che brano! Adoro Gualazzi”


Che l’Eurovision non sia più considerato un elemento squalificante bensì una eccellenza della nostra tv e della musica europea è ormai chiaro. E se non fossero bastati gli ascolti in crescita, la conferma arriva da questi ultimi due giorni.

Ieri sera, in diretta, su Italia Uno, a Sarabanda di Enrico Papi “Eurofestival” (“o meglio Eurovision Song Contest”, come si è affrettato a chiarire uno dei concorrenti) era una delle materie del gioco decisivo.

Stamattina il Corriere della Sera – non esattamente l’ultimo quotidiano nazionale – pubblica una intervista a Salvador Sobral, il vincitore. Un mese dopo la rassegna. L’intervista, uscita sul cartaceo è stata ripresa anche dal sito e riporta diversi spunti importanti.

Di particolare rilievo quelli che mettono in evidenza il carattere schivo e refrattario allo showbiz del cantante portoghese:

La vita mi è cambiata in positivo e un po’ anche in negativo. Adesso ho tante richieste, faccio moltissimi concerti, mi cercano anche fuori dal Portogallo. E un sacco di gente mi ferma per strada: questo è l’aspetto che mi piace meno, l’invasione della privacy. In fondo i selfie sono una manifestazione di egocentrismo, non di altruismo. Il sottotesto è: Io voglio fare una foto con questo ragazzo perché Io voglio metterla su Facebook. Mi fa sentire un animale nello zoo

C’è tanto, del Sobral cantante e del Sobral uomo nella intervista a firma di Renato Franco. C’è l’elogio per Gabbani, unico meritevole per lui della vittoria (“Non è una canzone da radio, con testi banali, è brano che ti fa pensare“), poi ovviamente l’amore per il jazz, per i grandi del jazz. E soprattutto, per Raphael Gualazzi:

Raphael è il mio cantante italiano preferito. Anche se non ci conoscevamo gli ho scritto che mi piaceva tantissimo la sua musica. Adesso lui mi ha risposto facendomi i complimenti per la mia canzone: in questo momento è complicato, ma potrebbe nascere una collaborazione

E poi il giudizio negativo sui talent show, che pure l’hanno visto protagonista, ancora diciottenne, iscritto dalla fidanzata:

I talent non sono musica, sono intrattenimento. Se vuoi fare il musicista devi studiare, non devi andare in questi programmi: per loro sei un prodotto, un oggetto, devi seguire quello che ti dicono di fare. Sono positivi solo per avere un primo contatto con il pubblico e con la televisione

Della sua malattia, come sempre, solo un accenno, parla del fatto che ha delle limitazioni, ma che ormai è abituato a conviverci. Preferisce parlare di sè stesso artista. Annuncia anche che il nuovo album, previsto per l’anno prossimo  a maggio, quasi certamente non conterrà il singolo eurovisivo: “è una tappa che è finita con l’Eurovision e non voglio rimanere imprigionato in quella canzone“.

Sobral genuino, prendere o lasciare. A noi invece, non resta che attendere e sperare in un duetto con Gualazzi. Sarebbe una primizia eurovisiva non di poco conto. L’intervista completa la trovate qui.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

Una risposta

  1. Fred ha detto:

    Diciamo che se non vuole fare autoscatti con i passati o gli da fastidio che lo fermino ha scelto il lavoro sbagliato…

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