Eurovision 2017: arriva la multa all’Ucraina (che fa ricorso), warning alla Russia dall’EBU


Sono state comunicate nella giornata di oggi le sanzioni comminate dall’EBU all’UA:PBC, televisione nazionale dell’Ucraina, e a Channel One, televisione nazionale della Russia, in merito alle beghe che hanno visto coinvolti sia le emittenti che i Paesi e che hanno avuto sullo sfondo l’Eurovision 2017.

Come si è appreso da comunicato EBU riportati da diverse fonti (inizialmente la Reuters, poi Deutsche Welle), alla televisione Ucraina è stata elevata una multa di 200.000 euro, mentre alla Russia è arrivata una semplice reprimenda (per il momento).

Contrariamente alle attese di molti, dunque, nessuna squalifica: entrambe le tv potranno mandare propri rappresentanti all’Eurovision Song Contest 2018, che si svolgerà in Portogallo in sede da confermare, così come da confermare è il trittico di date.

Le questioni che erano sul tavolo dell’EBU riguardavano in particolare:

1. la mancata comparsa della delegazione russa al meeting dei capidelegazione svoltosi nello scorso marzo a Kiev;

2. la vicenda legata a Yulia Samoylova, originariamente scelta da Channel One per rappresentare la Russia con “Flame is burning” e poi destinataria di un travel ban di durata triennale in quanto si era esibita in Crimea due anni prima, entrando però dalla parte russa, cosa che secondo le leggi ucraine non è legale senza un permesso speciale, che non aveva;

3. la mancata trasmissione dell’Eurovision da parte di Channel One, diretta conseguenza dell’impedimento a partecipare della Samoylova.

Il comunicato dell’EBU, in merito al punto 2, riferisce del fatto che tale vicenda ha, come risultato, “spostato l’attenzione dalla competizione e la reputazione del brand Eurovision Song Contest è stata messa in pericolo“.

Dall’EBU, inoltre, filtra il fatto che si è preferita una sanzione pecuniaria invece di una squalifica che poteva arrivare a essere lunga fino a tre anni.

L’UA:PBC, prima per bocca del suo presidente Zurab Alasania e poi tramite un comunicato, ha prontamente annunciato la presentazione di un ricorso contro la multa. Mentre Alasania, dal suo profilo Facebook personale, ci è andato giù durissimo (“L’EBU si è allineata alla Russia”).

Il comunicato denota il contrasto tra la sanzione imposta dall’EBU e il fatto che la stessa avesse apprezzato la riuscita dello show (senza dimenticare i complimenti delle delegazioni). Sempre nel comunicato, si afferma, in sostanza, che la UA:PBC si è semplicemente allineata, in merito al caso Samoylova, alle decisioni del governo ucraino, derivate dalle disposizioni di legge nazionali.

La UA:PBC fa notare che l’emittente pubblica non è un’autorità che controlla i confini o che incide sulla legge ucraina. Il problema delle regole sull’attraversamento del confine e le attinenti sanzioni per la loro mancata osservanza non sono sotto la responsabilità dell’UA:PBC.


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