Eurovision Song Contest 1976

Eurovision Song Contest 1976. Informazioni, dati e curiosità sulla ventunesima edizione dell’Eurovision Song Contest.

Data: 3 Aprile 1976
Luogo: Congresgebouw, L’Aia (Paesi Bassi)
Paesi in gara: 18
Paesi esordienti: Nessuno. Paesi ritirati: Austria e Grecia, si ritirano Malta, Svezia e Turchia.
Emittente organizzatrice: NOS
Conduttrice: Corry Brokken
Votazioni: Ogni giuria nazionale attribuisce alle migliori dieci canzoni i punteggi 12, 10, 8, e dal 7 all’1. Voti annunciati secondo l’ordine di esibizione dei cantanti.
Audience: 450 milioni di telespettatori | Per maggiori informazioni, consulta la nostra sezione Ascolti Eurovision anno per anno
Vincitore:  “Save Your Kisses For Me”, Brotherhood of Man (Regno Unito)

eurovision 1976 logo

Logo edizione 1976 dell’Eurovision Song Contest

L’Italia nell’edizione 1976. In gara: “We’ll Live It Again (Noi lo rivivremo)”, Al Bano e Romina Power – settimo posto, 69 punti

In TV: diretta Programma Nazionale * (ore 21), commento di Silvio Noto, annuncio dei voti di Rosanna Vaudetti. Visibile anche in diretta (ore 21) su TSI, con commento di Giovanni Bertini, e su Telecapodistria. In Radio: non programmato.

Curiosità dell’edizione 1976l’esibizione vincente è quella dei Brotherhood of Man, famosi in patria e che, grazie all’Eurovision, inaugureranno una fiorente carriera in tutta Europa. La loro “Save Your Kisses For Me” cattura l’attenzione delle giurie, che le premiano con una larga vittoria ottenuta guadagnando circa l’80% del massimo punteggio possibile.

E’ la vincitrice dell’edizione 1959 Corry Brokken a condurre la serata, nonostante si fosse ritirata dalle scene alcuni anni prima. Indiscusse le capacità professionali e linguistiche dell’artista, che viene aiutata sulla scena da diverse innovazioni introdotte dall’emittente organizzatrice NOS come tabelloni luminosi per i voti e una scenografia semovente parzialmente personalizzabile per ogni diversa esibizione.

Per l’Italia salgono sul palco Al Bano e Romina Power. Il cantante pugliese, durante l’esibizione, dimenticò un verso della canzone (il video), che fu sostituito, con grande maestria, da un vocalizzo che nascose quasi sicuramente il piccolo errore agli ascoltatori internazionali. “We’ll Live It Again” è anche la prima canzone italiana, in gara all’Eurofestival, che contiene parti in lingua inglese.

Reduce dalle spese dell’organizzazione precedente, e sotto la morsa di una forte crisi economica, la Svezia si ritira dalla manifestazione, non senza proteste. Il team eurovisivo della radiotelevisione svedese, a fronte dei costi crescenti per l’organizzazione, chiese e ottenne dall’EBU l’introduzione di una tassa di partecipazione, da versare all’atto dell’iscrizione da parte di ogni paese. La regola è tutt’oggi in vigore.

Mariza Koch, una delle maggiori esponenti, in quegli anni, del folk greco, segna il ritorno in gara della Grecia dopo il ritiro dell’anno precedente a causa del debutto della Turchia. La canzone ellenica per l’Eurovision 1976 è in effetti intrisa di patriottismo e palesemente diretta contro i turchi all’indomani dell’invasione di Cipro.

A tentare la partecipazione c’è anche il Liechtenstein, la cui iscrizione sarà rifiutata poiché privo di una televisione pubblica. A rappresentare il paese doveva essere Biggi Bachmann, con il brano “Little Cowboy” di cui, al momento, si conosce solo il titolo: diversi collezionisti sono alla ricerca dei vinili della canzone.


Per consultare l’indice con le schede dedicate ad ogni singola edizione dell’Eurovision Song Contest, clicca qui. Ulteriori approfondimenti sono disponibili su Good Evening Europe, il libro sull’Eurovision Song Contest (una vera e propria enciclopedia dedicata all’evento).


* Programma Nazionale: denominazione di quella che successivamente è diventata Rai1 per il canale televisivo e Radio1 per il canale radiofonico.

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