Eurovision Song Contest 1979

Eurovision Song Contest 1979. Informazioni, dati e curiosità sulla ventiquattresima edizione dell’Eurovision Song Contest.

Data: 31 Marzo 1979
Luogo: International Convention Center, Gerusalemme (Israele)
Paesi in gara: 19
Paesi esordienti: Nessuno. Paesi ritirati: Turchia.
Emittente organizzatrice: IBA
Conduttori: Daniel Pe’er, Yardena Arazi
Votazioni: Ogni giuria nazionale attribuisce alle migliori dieci canzoni i punteggi 12, 10, 8, e dal 7 all’1.
Audience: Dato non comunicato. | Per maggiori informazioni, consulta la nostra sezione Ascolti Eurovision anno per anno
Vincitore: Gali Atari & Milk and Honey con “Hallelujah” (Israele)

eurovision 1979 logo

Logo edizione 1979 dell’Eurovision Song Contest

L’Italia nell’edizione 1979. In gara: “Raggio di Luna”, Matia Bazar – quindicesimo posto, 27 punti.

In TV: in differita su Programma Nazionale * (ore 21.55), commento di Rosanna Vaudetti, annuncio dei voti di Paola Perissi. Visibile anche in diretta (ore 21) su TSI, con commento di Giovanni Bertini. In Radio: non programmato.

Curiosità dell’edizione 1979per la seconda volta consecutiva Israele vince il concorso europeo. Inizialmente doveva rappresentare il paese una celebre band locale, gli Hakoi Over Habibi ma, dopo aver rifiutato la proposta, lasceranno il posto ai Milk and Honey insieme con la solista Gali Atari. Semplicità, melodia crescente e contesto storico portano in cima alla classifica una canzone a sfondo dichiaratamente religioso.

Betty Missiego, di origini peruviane, è in gara per la Spagna, conducendola al secondo posto. In verità, fu fino all’ultimo un testa a testa con Israele: ironia della sorte, furono proprio le votazioni della giuria spagnola, che in particolare attribuì 10 punti a “Hallelujah”, a consentire il sorpasso di Gali Atari & Milk and Honey sull’artista iberica.

Non è stato semplice allestire in terra ebraica l’Eurovision 1979: gli organizzatori si dovettero scontrare con gli ebrei ultraortodossi, che non intendevano lavorare nel giorno sacro del sabato e con i paesi islamici, rivali di Israele.

La data scelta per la manifestazione europea, il 31 Marzo, è sicuramente significativa: l’Eurofestival si tenne appena 5 giorni dopo lo storico trattato di pace fra Egitto e Israele, firmato negli Stati Uniti il 26 Marzo 1979.

La conduttrice, Yardena Arazi, aveva già rappresentato Israele all’Eurovision 1976 con i Chokolate Menta Mastik (6° posto) e vi tornerà nel 1988, chiudendo al settimo posto in classifica.

Due paesi, nonostante intendessero partecipare, si ritirarono dall’edizione: la Jugoslavia doveva essere rappresentata dai croati Novi Fosili, che avevano vinto il Festival di Opatja, mentre la Turchia, regolarmente iscritta (doveva esibirsi per undicesima), ritirò il brano “Seviyorum”, probabilmente a causa delle pressioni dei vicini paesi arabi.

Una delle canzoni dell’edizione numero 24 dell’Eurovision Song Contest che viene ricordata con più simpatia dai fan della rassegna canora è indubbiamente “Dschingis Khan”, portata sul palco dalla Germania e curata dal duo autoriale composto da Ralph Siegel e Bernd Meinunger. Una divertente coreografia, gli appariscenti costumi di scena e una musica ritmata fanno raggiungere al gruppo di artisti tedesco il quarto posto.

Per l’Italia sono in gara i Matia Bazar, ancora nella formazione originale, che otterranno solo il quindicesimo posto. Il gruppo genovese scelse di non avvalersi del supporto dell’orchestra in sala, ma decise di cantare su base pre-registrata: unendo questa scelta ad una esibizione non perfetta farà di questa una performance da dimenticare.


Per consultare l’indice con le schede dedicate ad ogni singola edizione dell’Eurovision Song Contest, clicca qui. Ulteriori approfondimenti sono disponibili su Good Evening Europe, il libro sull’Eurovision Song Contest (una vera e propria enciclopedia dedicata all’evento).


* Programma Nazionale: denominazione di quella che successivamente è diventata Rai1 per il canale televisivo e Radio1 per il canale radiofonico. Secondo Programma: denominazione di quella che successivamente è diventata Rai2 per quanto riguarda il canale televisivo e Radio2 per il canale radiofonico.

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