Eurovision Song Contest 2000

Eurovision Song Contest 2000. Informazioni, dati e curiosità sulla quarantacinquesima edizione dell’Eurovision Song Contest.

Data: 13 Maggio 2000
Luogo: Globen Arena, Stoccolma (Svezia)
Paesi in gara: 24
Paesi esordienti: Lettonia
Emittente organizzatrice: SVT
Conduttrice: Kattis Ahlstrom, Anders Lundin
Votazioni: Ogni giuria nazionale attribuisce alle migliori dieci canzoni i punteggi 12, 10, 8, e dal 7 all’1.
Audience: stimata in circa 100 milioni di telespettatori | Per maggiori informazioni, consulta la nostra sezione Ascolti Eurovision anno per anno
Vincitore: Olsen Brothers con “Fly on the wings of love” (Danimarca)

Eurovision 2000

Logo ufficiale edizione 2000 dell’Eurovision Song Contest

L’Italia nell’edizione 2000: non in gara.

In TV: non trasmesso dalla RAI. Visibile solo in alcune zone del Nord Italia grazie alla trasmissione della tv pubblica svizzera di lingua italiana (TSI) e TV Koper Capodistria (in alcune zone di confine del Friuli Venezia Giulia).  In Radio: non trasmesso da RadioRai.

Curiosità dell’edizione 2000. Il logo dell’edizione è una grande bocca, a simboleggiare il dialogo, la parola e la sensualità. Per la prima volta la trasmissione dell’Eurovision Song Contest viene irradiata in Canada, Australia, Stati Uniti e Giappone. Altra novità di questa edizione: la diretta web, in streaming, sul sito ufficiale della rassegna (permettendone, potenzialmente, la visione da chiunque in qualsiasi parte del mondo).

Gli Olsen Brothers si aggiudicano la vittoria un po’ a sorpresa, visto che i bookmakers non li avevano proprio presi in considerazione e, invece, svettano al primo posto con un distacco di 50 punti sul secondo classificato (la Russia). Il singolo arriva a vendere 100mila copie in un solo giorno, fu un vero record per il mercato danese. Il successo non tardò ad arrivare anche nel resto d’Europa, dove finirono in testa nelle charts di mezzo continente, Gran Bretagna, Svezia e Germania su tutti.

Paesi Bassi – in gara in questa edizione – a causa di un terribile disastro avvenuto ad Enschede (dove è esploso un deposito di fuochi d’artificio, che ha causato 23 morti e 984 feriti) chiedono e ottengono una deroga per trasmettere solo in parte l’evento (lasciando spazio agli aggiornamenti informativi sul disastro). La NOS – l’ente televisivo olandese – spiega innanzitutto che “era necessario tenere il canale a disposizione per aggiornamenti costanti sulla vicenda” e che “era inappropriata la trasmissione di uno spettacolo leggero nel giorno in cui è accaduta una simile tragedia”. Dal 1998 è in vigore il nuovo regolamento che obbliga ogni televisione ad usare il televoto come metodo di votazione, tranne in casi eccezionali. Quello olandese è ovviamente uno di questi: nei Paesi Bassi vota dunque una giuria di riserva, come anche in alcuni altri paesi dove il sistema non è ancora pronto: Romania, Russia, Macedonia e Turchia.

Il fatto che più fece discutere? Il gruppo dei Ping Pong (composto da due ragazzi e quattro ragazze) in rappresentanza di Israele, durante la fase finale del video della loro canzone “Sameach” (in quel momento in testa alle charts locali) sventola una bandiera dell’odiata Siria, al fianco di quella del loro Paese. Una scelta dettata dal fatto che la loro è una canzone pacifista e perché in quei giorni erano in corso i difficili negoziati di pace fra Israele e Palestina e la loro performance prevedeva lo sventolìo affiancato delle bandiere di Israele e della Siria (che non riconosce lo stato israeliano e dava supporto alle milizie palestinesi e a quelle libanesi di Hezbollah).

Sono proprio queste le motivazioni che portano la tv israeliana di fatto a ripudiarli: “Potranno gareggiare ma non rappresentare Israele, bensì soltanto loro stessi, pagandosi la partecipazione”, dicono dalla tv del paese ebraico. E il coreografo rivelerà, subito dopo la loro prima esecuzione, l’arrivo di fax da Israele che li intimavano a non presentarsi più sul palco con le due bandiere affiancate. Il gruppo rifiuta dicendo di rappresentare “Quella parte di Israele che vuole essere normale e vuole vivere in pace, anche con i paesi arabi. Divertirsi e non fare la guerra. Ma una parte di questo paese (la destra) non è contento di questo messaggio”.

La canzone del gruppo israeliano è incentrata su questo desiderio di pace e la band durante i giorni dell’Eurovision va anche in visita alla comunità siriana di Stoccolma e per aumentare la provocazione, ad un certo punto del video di presentazione (ed anche sul palco durante l’esibizione), i due maschi del sestetto accennano ad un bacio. A fine serata si piazzano alla ventiduesima posizione (su 24) e l’album che seguì la loro partecipazione vendette appena mille copie.


Per consultare l’indice con le schede dedicate ad ogni singola edizione dell’Eurovision Song Contest, clicca qui. Ulteriori approfondimenti sono disponibili su Good Evening Europe, il libro sull’Eurovision Song Contest (una vera e propria enciclopedia dedicata all’evento).

Advertisements