Eurovision Song Contest 2003

Eurovision Song Contest 2003. Informazioni, dati e curiosità sulla quarantottesima edizione dell’Eurovision Song Contest.

Data: 24 Maggio 2003
Luogo: Skonto Hall, Riga (Lettonia)
Paesi in gara: 26
Paesi esordienti: Ucraina
Emittente organizzatrice: LTV
Conduttori: Maria Naumova, Renars Kaupers
Votazioni: Alle prime 10 canzoni della classifica ottenuta dal televoto vengono attribuiti i punteggi 12, 10, 8, e dal 7 all’1. In caso di impossibilità di usare il televoto (in quell’anno, furono i casi di Irlanda, Russia, e Bosnia ed Erzegovina), i punteggi vengono decisi solamente da una giuria di qualità.
Audience: oltre 61 milioni di telespettatori. | Per maggiori informazioni, consulta la nostra sezione Ascolti Eurovision anno per anno
Vincitore: Sertab Erner con “Everyway That I Can” (Turchia)

eurovision 2003 logo

Logo ufficiale edizione 2003 dell’Eurovision Song Contest

L’Italia nell’edizione 2003: non in gara.

In TV: non programmato dalla RAI. Trasmesso in diretta (ore 21) su GAY.TV (via satellite, commento  Fabio Canino e Paolo Quilici), TSI, disponibile solo nel Nord Italia, e su TV Koper Capodistria, disponibile solo in Friuli Venezia Giulia. In Radio: non programmato su RadioRAI.

Curiosità dell’edizione 2003la Turchia vince l’edizione 2003 schierando un nome importantissimo del panorama musicale del paese. Si tratta di Sertab Erner che, riuscendo a combinare una coreografia interessante a sonorità musicali che oscillano tra il pop e la musica etnica turca, porterà “Everyway That I Can” al primo posto della classifica.

A soli due punti di distanza dalla Turchia si classifica il Belgio, in gara con le Urban Trad. Il gruppo musicale – che in realtà vedrebbe una terza voce, ma Setkin Collier viene lasciata a casa per aver espresso simpatia verso posizioni politiche di estrema destra – canta “Sanomi” in una lingua completamente inventata, stregando, con una melodia “fatata”, il pubblico europeo .

Al terzo posto, con tre punti di differenza dalla prima classificata, c’è il famosissimo e discusso duo composto da Yulia Volkova e Lena Katina, in arte t.A.T.u. Divenute famose l’anno prima grazie a “All The Things She Said”, all’Eurovision porteranno, in russo, “Ne Ver Ne Boisia Ne Prosi”. Forse anche a causa dell’atteggiamento irrispettoso verso stampa e organizzatori del concorso, i fischi del pubblico precedono l’apertura della performance. All’indomani della sconfitta, la Russia accuserà l’Irlanda di aver affossato la vittoria del duo di Mosca assegnandole zero punti utilizzando solamente la giuria (e non il televoto).

L’Eurovision Song Contest 2003 viene organizzato dalla TV lettone, che richiederà l’aiuto della svedese SVT e dell’emittente dell’anno precedente ETV. Molti organi di stampa fecero uscire diversi pezzi riguardanti il presunto caos nell’organizzazione, ma tutto si risolse nel migliore dei modi, senza rischiare di spostare il Contest altrove, come peraltro si vociferava insistentemente nei mesi precedenti al Maggio 2003.

Esther Hart aveva partecipato sia alle preselezioni olandesi, sia alle qualificazioni britanniche. Potendo, tuttavia, prendere parte solamente a una di queste, scelse quelle olandesi, ritirandosi dalla gara inglese, rappresentando così l’Olanda a Riga con “One More Night”. Il Regno Unito opterà invece per i Jemini con “Cry Baby”, chiudendo con un disastroso “nul points“, zero punti.

L’Eurovision Song Contest 2003 venne trasmesso anche in Italia, grazie all’acquisizione dei diritti di trasmissione direttamente dall’EBU. E’ grazie all’emittente satellitare tematica GAY.TV che il segnale proveniente da Riga viene irradiato sullo stivale. Con un successo senza precedenti e milioni di click generati, nelle sole tre ore di diretta, sull’omonimo portale web, l’Eurovision si conferma come un format che potrebbe funzionare benissimo in Italia, nonostante il silenzio permanente della RAI.


Per consultare l’indice con le schede dedicate ad ogni singola edizione dell’Eurovision Song Contest, clicca qui. Ulteriori approfondimenti sono disponibili su Good Evening Europe, il libro sull’Eurovision Song Contest (una vera e propria enciclopedia dedicata all’evento).

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