Eurovision Song Contest 2011

Eurovision Song Contest 2011. Informazioni, dati e curiosità sulla cinquantaseiesima edizione dell’Eurovision Song Contest.

Data: 10 – 12 e 14 maggio 2011
Luogo: Dusseldorf Arena, Dusseldorf (Germania)
Paesi in gara: 43 (la lista dei partecipanti)
Paesi rientranti: Austria, Ungheria, Italia, San Marino
Emittente organizzatrice: ARD
Conduttori: Anke Engelke, Stefan Raab, Judith Rakers
Votazioni: ogni Paese attribuisce alle migliori dieci canzoni i punteggi 12, 10, 8, e dal 7 all’1 (50% televoto e 50% giuria di esperti, sia nelle semifinali che nella finale).
Audience: 114.5 milioni di telespettatori | Per maggiori informazioni, consulta la nostra sezione Ascolti Eurovision anno per anno.
Ascolti in Italia. Semifinale su Rai5 *: 37mila telespettatori. Finale su Rai2: 1.291.000 telespettatori | Nella nostra sezione dedicata, tutti gli ascolti nel dettaglio e anno per anno, relativi alla trasmissione dell’Eurovision in Italia.
Vincitore: Ell & Nikki con “Running scared” (Azerbaigian)

Eurovision 2011

Logo ufficiale edizione 2011 dell’Eurovision Song Contest

L’Italia nell’edizione 2011. In gara Raphael Gualazzi con “Madness of Love” (secondo posto in finale). Leggi la nostra intervista esclusiva a Raphael e guarda l’esibizione nella finale dell’Eurovision Song Contest.

Come seguire l’evento. Diretta della seconda semifinale su Rai5 * (ore 21), con commento da Roma di Raffaella Carrà e la finale su Rai2 (sempre dalle 21), con commento da Roma di Raffaella Carrà e Bob Sinclar. Entrambe le dirette sono disponibili anche in streaming web sulla piattaforma rai.tv. Disponibile commento in italiano anche su SMTV SAN MARINO (canali 42 e 51 del Digitale Terrestre in Emilia Romagna, costa adriatica comprese Marche e Veneto): diretta delle tre serate (ore 21) con commento da studio di Lia Fiorio e Gigi Restivo. Per conoscere tutti i dettagli su come seguire tutte le serate in diretta, consulta la nostra sezione dedicata.

Curiosità dell’edizione 2011. Il concorso si svolge prima del previsto: il 10, 12 e 14 maggio (la settimana seguente c’è la finale di Coppa di Germania e quella dopo la finale di Champions League, entrambe ovviamente sempre prodotte dall’EBU). Non facile la scelta della location da parte della tv pubblica tedesca. La città ospitante deve avere un aeroporto internazionale e un’arena o un palazzo dello sport capace di ospitare migliaia di fan (e senza alcun evento in calendario per poco più di un mese). E’ scattata così la corsa, che inizialmente ha visto in lizza otto città, ridotte poi a due: Berlino e Dusseldorf. Si sceglierà quest’ultima, Berlino viene scartata per via della scarsa sicurezza dell’area scelta per l’evento, restando così ad oggi insieme a Lisbona (ma il Portogallo non ha ancora mai vinto) l’unica grande capitale europea a non aver mai ospitato l’Eurovision.

Si sceglie come location la Esprit Arena, un impianto avveniristico inaugurato nel 2004, vicino all’aereoporto della città e con lo stadio di atletica adiacente (utilizzato dall’organizzazione come sala stampa per accogliere oltre 1.500 giornalisti). Lo stadio viene affittato all’EBU alla cifra simbolica di un euro, cosa possibile grazie al fatto che Dusseldorf è una città priva di debito pubblico.

Si fanno le cose in grande, vengono anche allestiti dei maxischermo in diverse città (in piazza ad Amburgo e ad Hannover), mentre nella stessa Dusseldorf viene creato il più grande televisore del mondo, trasformando la facciata della sede multinazionale dell’acciaio Thyssen Krupp, nel cuore della città, in un grande maxischermo di 6300 metri quadrati con 30 proiettori che irradiano la diretta dell’Eurovision a tutti coloro che non potranno essere presenti alla Esprit Arena.

Questa edizione vede il ritorno in gara, dopo una lunga assenza durata 14 anni, dell’Italia (e della Rai). A dare la notizia, l’allora direttore di Rai2 Massimo Liofredi, nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova edizione di X-Factor e ripresa subito su queste pagine. Liofredi comunica che il vincitore del talent show non sarebbe andato direttamente a Sanremo come l’anno prima: “C’è anche un’altra possibilità, quest’anno il vincitore potrebbe partecipare al festival europeo della canzone internazionale”. Già il giorno successivo, sempre su queste pagine, viene confermato che si tratta proprio dell’Eurovision e a dicembre arriva la conferma dell’iscrizione dell’Italia da parte dell’EBU e poche settimane dopo l’ufficializzazione definitiva.

Per la nostra tv pubblica, la missione è chiara: utilizzare l’Eurovision Song Contest per riposizionare il brand Rai in Europa e puntare anche sul valore europeistico della manifestazione che è, escludendo gli eventi sportivi, l’unico momento di intrattenimento in cui tutta l’Europa si mette in gioco contemporaneamente. Una competizione fra televisioni, alla quale la RAI, emittente di uno degli stati che ha il maggior peso all’interno della EBU non può sottrarsi.

Per l’Italia viene scelto Raphael Gualazzi, fresco trionfatore della sezione Giovani di Sanremo con il brano “Follia d’amore”. Per l’Eurovision, Gualazzi e il suo team varano comunque una versione diversa del brano, ridotta a 3 minuti (come prevede il regolamento della manifestazione) cantata in parte in lingua inglese e presentata col titolo di “Madness of love”. Contro ogni pronostico, compreso quello dei bookmakers, Raphael arriva secondo in finale, superando proprio all’ultima votazione, grazie ai 12 punti donati dalla Lettonia, Eric Saade, il rappresentante della Svezia (e tra i favoriti di questa edizione).

A dirigere le operazioni italiane, in qualità di capodelegazione c’è Roberto Schettino, capo della direzione Grandi Eventi di Rai2. Al suo fianco, nel ruolo di vice, c’è Nicola Caligiore, numero due del dipartimento relazioni internazionali. Appassionato di Eurovision sin da ragazzo, sarà destinato a prendere in mano il progetto in prima persona dall’anno seguente.

C’è un altro Paese di lingua italiana che torna in concorso dopo un’assenza di due edizioni, è la Repubblica di San Marino, con la sua emittente San Marino RTV (in quel momento guidata da Carmen Lasorella, ex direttrice del Tg2 Rai). Per questo rientro in concorso, il Titano si affida ad una scelta ed una proposta internazionale. La selezione interna ricade infatti su Senit (all’anagrafe Senhit Zadik Zadik, qui la nostra intervista), nata a Bologna da famiglia eritrea, scelta che provocò non poche critiche da parte dei cantanti sammarinesi indignati dalla decisione della tv di aver puntato su una cantante non originaria del Titano. San Marino si fermerà in semifinale.

La diretta per la finale in casa Rai viene allestita a Roma, negli studi di Domenica In. La Carrà è assistita in regia dal fido Sergio Japino e chiama al suo fianco il dj francese Bob Sinclar (protagonista in quei giorni del remix del suo successo “A far l’amore comincia tu”, usato come stacchetto nelle pause pubblicitarie) e Massimo Bernardini, insieme ad alcuni collaboratori del suo programma (Tv Talk). Lo scopo dichiarato era quello di costruire una diretta che esaltasse la manifestazione – e la Carrà si impegna a questo scopo – ma Bernardini e la sua truppa, invece, fanno l’opposto, smontando pezzo per pezzo la manifestazione, bollandola al solito come un prodotto kitsch e trash. Alcune “perle” durante la diretta meritano di essere citate:

  • La più bella è al momento del primo annuncio dei 12 points: “Questo meccanismo di suspence l’Eurovision Song Contest lo ha mutuato dai talent show, ma lo fanno un po’ da poveri”. Come è noto, il meccanismo di annuncio è in vigore dal 1994, quando i talent show non esistevano ancora. “Da poveri” associato ad uno show che costa 24 milioni di euro si commenta da sola.
  • Dopo l’esibizione di Nina per la Serbia (video): “Raffaella sembra una tua canzone degli anni 60”. Raffaella Carrà si offende e fa notare al “critico musicale” che il suo primo disco è del 1970.
  • Sul duo Ell & Nikki (video): “Ecco il duo Grazie Zia, donna matura e toy boy. Justin Timberlake tarocco e la Shakira di seconda mano. Quando si accostano è terrificante, la distanza di età si vede”. Nikki ha appena 32 anni, lui 22. Sulla loro canzone: “E’ una schifezza, buona per la pubblicità dello yogurt. E chi se lo compra un disco dell’Azerbaigian?”. Peccato gli autori siano svedesi, ma loro non lo sanno. La canzone entra in classifica in mezza Europa, compreso il Regno Unito.
  • Su Mika Newton, in scena vestita da angelo (video). “Sembra Antonella Elia con le ali”. E sul russo (video): “Sembra Putin da giovane che balla John Travolta”. Sui Jedward (video): “Sembrano i Righeira, il duo spalline”. Sull’Estonia: “L’Estonia ha votato l’Azerbiagian: per forza sono paesi vicini”. Tallinn, capitale estone, dista da Baku, capitale azera, circa 2500 chilometri. E queste sono solo alcune “chicche” che il pubblico di Rai2 si è subito durante la diretta tv della finale.

Chi sono Ell & Nikki, vincitori dell’Eurovision 2011? Appena 22 anni, Eldar Gasimov (Ell) canta e suona il piano da sempre, ma è attraverso la sua partecipazione all’Eurovision che ha visto decollare la sua carriera. Nigar Jamal (Nikki), 32 anni, laureata in economia e management, prima della rassegna alternava l’attività musicale a quella di moglie e madre di famiglia (ha due figli) a Londra, dove vive tuttora. Insieme, i due hanno girato l’Europa in tour, diventando popolarissimi dovunque, con numerose apparizioni anche in Gran Bretagna e Germania, oltreché nei paesi dell’est. Nel 2012 sono invitati sul palco del Festival di Sanremo per “designare” Nina Zilli, la rappresentante italiana in concorso. L’accoglienza Baku, al loro ritorno, è regale. Entrambi dopo la rassegna sono stati messi sotto contratto dalla Universal.


Per consultare l’indice con le schede dedicate ad ogni singola edizione dell’Eurovision Song Contest, clicca qui. Ulteriori approfondimenti sono disponibili su Good Evening Europe, il libro sull’Eurovision Song Contest (una vera e propria enciclopedia dedicata all’evento).


* Rai5 nel 2010 disponeva di una copertura (Digitale Terrestre) del territorio nazionale solo parziale

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