FAQ sull’Eurofestival

Se hai meno di 30 anni (oppure se sei uno che guarda soltanto Sanremo e come qualcuno che l’ha condotto pensi che soltanto la tv italiana faccia bei programmi mentre all’estero fanno “solo programmi idioti e trash”), allora questo post è rivolto a te. Si, proprio a te che ti starai chiedendo: “Ma che cosa è questo Eurovision Song Contest o Eurofestival (come lo chiamano ancora in molti)?” Siamo qui per spiegartelo.

  • Che cosa è l’Eurovision Song Contest/Eurofestival? In tutto il mondo è conosciuto con il nome inglese di Eurovision Song Contest, in Italia è stato per molto tempo noto come Eurofestival (e ancora oggi tra i meno informati, c’è ancora chi lo chiama così). In ogni caso, si tratta del più grande concorso europeo di canzoni, nato nel 1956 per iniziativa della EBU, l’ente che riunisce le tv pubbliche europee (quindi anche la Rai) per promuovere l’utilizzo e la diffusione del mezzo televisivo. Oltrechè, come veicolo per promuovere l’unità fra popoli e nazioni al di là delle barriere linguistiche, culturali e religiose. L’ispirazione era dichiaratamente presa dal Festival di Sanremo, nato appena cinque anni prima, ma negli anni l’Eurovision Song Contest si è enormemente evoluto, differenziandosi moltissimo dal Festival della canzone italiana.
  • Chi vi partecipa? Possono partecipare tutti i paesi le cui tv pubbliche sono associate alla EBU. Quindi formalmente, la partecipazione è estesa a tutta Europa, ma anche ad alcuni paesi del bacino del mediterraneo come Israele, Turchia e Marocco o della zona asiatica della ex URSS, come Georgia e Azerbaigian.
  • Come funziona? Tecnicamente, bisognerebbe parlare non di “nazioni” bensì di “televisioni”. All’Eurovision Song Contest infatti si va a rappresentare la tv di un singolo paese. Nonostante questo, l’artista designato può essere di qualsiasi nazionalità: è sufficiente che almeno uno degli autori della canzone sia nato nella tv del paese in questione. Dal 1999 è caduto anche il requisito di cantare obbligatoriamente in una delle lingue nazionali: si può interpretare il brano in qualsiasi idioma, compresi dialetti e lingue immaginarie (è già successo due volte!). Ciascuna tv seleziona i cantanti e le canzoni (che devono essere inedite ad una certa data) come vuole: attraverso “designazioni” interne, appositi concorsi o con sistemi misti.
  • Dove va in onda? Il programma va in onda in diretta ed in contemporanea su tutte le televisioni pubbliche dei paesi in gara. Da quando sono state introdotte le semifinali, ognuna ha l’obbligo di trasmettere oltre alla finalissima, anche la semifinale nella quale è impegnato il “proprio” cantante (oppure, nel caso dei cinque paesi – Gran Bretagna, Germania, Spagna, Francia, più quello ospitante – che sono di diritto in finale) quella nella quale il pubblico è chiamato a votare. Attualmente è il programma più visto in Europa dopo i Mondiali di calcio, con un picco di 125 milioni di telespettatori certificati. L’orario di messa in onda sono in ogni caso le 21 CET  (ovvero dell’Europa centrale, Italia inclusa). La lingua di trasmissione ufficiale dei conduttori è sempre l’inglese, ma ciascun paese può inserire un proprio commentatore fuoricampo. In Italia, il programma non è andato in onda dal 1998 al 2010 compreso (il ritorno, nel 2011 con Raphael Gualazzi, piazzatosi secondo nella finalissima) .
  • Si, ok, ma come si svolge il concorso? I cantanti vengono votati da due giurie, una popolare (si, attraverso il televoto, perché tutto il mondo è paese) ed una composta di esperti, ciascuna con il peso del 50%. Ciascun paese ha un proprio televoto ed una propria giuria e nessuna delle due può votare il cantante che rappresenta la propria tv (esempio: in Francia non funzionerà il televoto per l’artista francese, né la giuria potrà votare l’artista di quel paese). Sul dettaglio e il regolamento, consultare la nostra sezione “NEWS” (le regole possono cambiare di edizione in edizione).
  • Perché l’Italia è stata assente per tanto tempo? Perché la Rai dal 1998 ha deciso che l’ESC non le interessa più. Inizialmente adducendo motivazioni di ordine economico (costa troppo, non c’è abbastanza ritorno) e di audience (troppo bassa, dissero allora. Nel 1997, andando in differita dopo le 23 – allora si poteva – fece 2 milioni…). Da allora è caduto anche il divieto di inserire spot pubblicitari: oggi esistono tre fasce apposite. Più probabilmente, perché non le va di spendere i soldi per organizzare in caso di vittoria e perché teme che possa venire offuscata la “stella” di Sanremo. Dal 1998, la Rai non ha più nemmeno dato menzione della rassegna, che invece in tutto il resto d’Europa è l’evento dell’anno. Fino a quando vi ha preso parte, l’Italia ha mandato all’Eurovision Song Contest il vincitore o il secondo classificato di Sanremo, oppure, a cavallo degli anni’70, di Canzonissima. Solo in rari casi ha scelto arbitrariamente l’artista. Abbiamo vinto due volte, nel 1964 e nel 1990, ma spesso e volentieri siamo andati sul podio o nei primi cinque.
  • Come seguirlo?  Nella nostra sezione dedicata trovate la lista dei canali tv dove è possibile seguire l’Eurovision Song Contest, aggiornata di anno in anno.

Non perderti nemmeno una notizia, unisciti al nostro canale Telegram oppure seguici sui social: Facebook | Twitter | InstagramGoogle+

Advertisements