“Satellite” di Lena Meyer Landrut è già disco d’Oro: l’Eurofestival e i suoi successi recenti


httpv://www.youtube.com/watch?v=8QSgNM9yNjo

Che le canzoni dell’Eurofestival abbiano successo in Scandinavia è normale. Del resto nelle tre nazioni della penisola, come anche in Danimarca e Finlandia, l’Esc è l’evento dell’anno, per il quale si lavora una stagione. Così non fa notizia più di tanto che Anna Bergendahl e la sua “This is my life”, entrati nelle classifiche svedesi direttamente al primo posto un mese fa, siano ancora lì.

Fa sicuramente più notizia, soprattutto in tempi recenti, quando un brano dell’Eurofestival conquista i paesi tradizionalmente più vicini al mainstream. La Germania, per esempio da anni non indovinava un brano per la rassegna, finendo quasi sempre in coda. Quest’anno però le cose sembrano andare diversamente. “Satellite” di Lena Meyer Landrut, che ha vinto Unser Star fur Oslo, staccando il biglietto per l’Eurofestival, sta conquistando la Germania. Questa studentessa diciottenne nipote dell’ex ambasciatore della Germania Ovest in Unione Sovietica che canta inglese con uno spiccato accento tedesco si è ritrovata di colpo in testa alle classifiche di I-Tunes: 150mila copie e disco d’Oro con il suo brano d’esordio. In Germania non succedeva dai tempi di “Ein Bisschen Frieden”, lo schlagerone di Nicole che vinse nel 1982 diventando un successo planetario (per capire cosa significa “successo planetario” riferito all’Eurofestival, godetevi qui sotto Nicole cantare il brano in 7 lingue diverse, italiano compreso: qui manca il danese, altra lingua in cui è stato inciso…)

httpv://www.youtube.com/watch?v=Zt9BrV3xIco

In Belgio primo posto all’esordio anche per Tom Dice e “Me and my guitar”. Del danese “Brinck” e della sua Believe Again che hanno girato il mondo abbiamo già parlato, ma è solo uno dei tanti. E le cose migliori vengono proprio dai paesi leader.  Che ancora faticano a piazzarsi bene,  ma da qualche anno sfornano successi. “Divine”, di Sebastien Tellier, rappresentante francese del 2008, è diventato un successo assoluto, sbarcando persino in Italia e divenendo anche jingle di uno spot pubblicitario.

httpv://www.youtube.com/watch?v=Vz58Hw9hldw

E che dire di “Baila el Chiki Chiki” del surreale Rodolfo Chikilicuatre? Dall’arena di Belgrado, il ballo spagnolo- dopo essere stato lungamente in testa in patria – è sbarcato sulle piazze d’Europa, diventando  un vero e proprio tormentone estivo, tanto che ne ha parlato anche l’Ansa, meritandosi così persino un servizio sui nostri telegiornali (la Rai? Ma quando mai! Ne parlò il Tg5, senza però mai nominare la parola Eurofestival…).

httpv://www.youtube.com/watch?v=d2sun973nfY

Jade Ewen e la sua “My time” sono arrivate al quinto posto delle classifiche inglesi, ma considerando la particolarità del brano firmato dal maestro Lloyd Webber è davvero un risultatone Quinta assoluta – e seconda su I Tunes – anche “Et Cetera” delle irlandesi Sinead Mulvey & Black Daisy (sul brano c’e anche la firma dell’italiano Daniele Moretti).

httpv://www.youtube.com/watch?v=cqVohtaYLeA

E poi c’è lui, Alexander Rybak: la sua “Fairytale” – trionfatrice l’anno scorso – ha messo d’accordo tutti, avendo toccato il primo posto in quasi tutti i paesi in gara all’Eurofestival (compreso il Regno Unito, impresa difficile per un pezzo non britannico, e sei contemporaneamente). Nonostante questo,  continuano ancora ad affermare che la rassegna è solo un baraccone trash che non fa vendere dischi.

httpv://www.youtube.com/watch?v=uiH4BFTELME

 

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa