“Big 4 story”: la Germania


httpv://www.youtube.com/watch?v=8QSgNM9yNjo

La nostra “Big 4 story”, cioè la storia delle quattro grandi dell’ Eurofestival, prosegue. Tocca alla Germania. Della tipa qui sopra, Lena Meyer Landrut, nipote 18enne dell’ex ambasciatore della Germania Ovest in Unione Sovietica abbiamo largamente parlato. “Satellite“, il brano con cui rappresenterà il suo paese ha vinto il disco d’oro in soli 4 giorni e ora disco di platino, è ancora in testa alla classifica tedesca ed a quella svizzera. Ed è dato fra i favoriti (al secondo posto) dai bookmakers per la vittoria finale.

httpv://www.youtube.com/watch?v=RrV_1XPmdc4

Del resto i crucchi sono quelli che mettono più soldi nella Eurovisione e nonostante questo negli ultimi anni sono andati malissimo – per colpa loro, quasi sempre – e non fanno un piazzamento nei primi 5 dal 1999 quando arrivò terzo il gruppo dei Surpriz, ensemble di origine turca che a Gerusalemme cantò la ruffianissima “Reise nach Jerusalem“, finendo terza ed entrando nel libro dei record: il loro brano era infatti in 4 lingue: inglese, tedesco, turco ed ebraico. Sono stati dunque i primi artisti turchi a cantare all’Esc nell’odiatissima lingua di Israele.

httpv://www.youtube.com/watch?v=lVdxwDT2ohY

Il gruppo fra l’altro, in gara non doveva nemmeno esserci: fu ripescato a seguito della esclusione di Corinna May, il cui brano risultò non inedito. Il brano porta la firma di Ralph Siegel e Bernd Meinunger, il duo di autori storici delle canzoni dell’Eurofestival di mezza Europa (oltre 20 brani firmati) e autori dell’unico brano tedesco ad aver vinto la rassegna: “Ein Bisschen frieden”, cantato dalla 16enne Nicole nel 1982: il pezzo è stato inciso in 9 lingue (compreso l’italiano, e l’Italia non c’era!) è stato in testa in otto paesi e venduto milioni di copie nel mondo.

httpv://www.youtube.com/watch?v=8hcuaN5G318

httpv://www.youtube.com/watch?v=JsPiUDBbluQ

La Germania è tra i paesi fondatori del festival ed esordì nella prima edizione con “Im Wartesaal zum großen Glück” di Walter Andreas Schwarz (fuori dai tre, la posizione non fu comunicata), ma fino agli anni’70 non raccoglie risultati di rilievo (centra anche due “zero punti” consecutivi:  record). Il primo podio è del 1970 con “Wunder gibt es immer wieder” di Katja Ebstein. Che è l’artista tedesca che ha fatto meglio, con altri due podi, nel 1971 (terza) e nel 1980 (seconda).

httpv://www.youtube.com/watch?v=f4OptTvX4I0

httpv://www.youtube.com/watch?v=ouD-G0FLgc0

httpv://www.youtube.com/watch?v=6sjzLjSBJks

Allro terzo posto nel 1972, poi in attesa del ciclone schlager, poco altro fino al 1979, quando i Dschingis Khan, ban il cui nome si ispirava al leader mongolo, sconvolse la rassegna con il pezzo omonimo e una coreografia che li vede travestiti da mongoli: quarto posto e successo planetario. L’era degli schlager vede la Germania due volte seconda sempre con gli Wind, massimi esponenti del settore: nel 1985 con “Fur alle” e nel 1987 con “Lasse die sonne in dein herz” (se non avevate idea di cosa sia uno schlager, ecco quelli sono schlager).

httpv://www.youtube.com/watch?v=8eMpaZ2JvqI

httpv://www.youtube.com/watch?v=X3q7Y3fgTIc

Altro podio nel 1994 e poi nel 1996 la sola unica, clamorosa esclusione: il brano di LeonPlanet of blue” non passa le qualificazioni della giuria interna della manifestazione (dovevano scartare sette brani) e dunque la Germania per la prima ed unica volta, non è presente in gara. I tempi recenti sono uno sfacelo. Vi risparmiamo l’inqualificabile “Wadde hadde dudde da” di Stefan Raab, pure ottima quinta nel 2000, ma l’esibizione di Guildo Horn e le Calze ortopediche, settimi nel 1998 con “Guildo hat euch lieb” va assolutamente vista.

httpv://www.youtube.com/watch?v=pJbXDQncSDU&feature=related

httpv://www.youtube.com/watch?v=fiFntVaHWZc

Dal 2001 al 2009 arrivano una serie di figure magrissime, con pezzi a volte mediocri a volte forse sottovalutati dalle giurie: due ultimi posti, nel  2008 e nel 2004, in questo caso con “Run & Hide” di Gracia Baur canzone che fu esclusa dalle chart tedesce dopo che vennero alla luce alcuni brogli nelle classifiche di vendita messi in atto da uno degli autori. Nel decennio, il prodotto migliore  è quello dei Texas Lightning, band che solitamente rifà in chiave country successo del pop: la loro inedita  “No no never” (2006) è gradevolissima,  ha venduto benissimo (disco di platino il singolo, disco d’oro l’album) ed avrebbe meritato più del 14.posto.

httpv://www.youtube.com/watch?v=z7IKtc69crQ&feature=related

Così come anche è ingenerosissimo il diciannovesimo posto di “Frauen Regier’n die welt”, delizioso swing di Roger Cicero,anno 2007  L’anno scorso il dj Alex C ed Oscar Loya (Alex Swings Oscar Sings) hanno chiuso ventesimi con “Miss kiss kiss bang”: la cosa migliore era la presenza sul palco di Dita Von Teese, la regina del burlesque.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

5 Risposte

  1. Cristina ha detto:

    Infatti l’ho messo fra virgolette… ;-)

  2. Cristina ha detto:

    Hum, sono l’unica alla quale la canzone dei Texas Lightning non piace proprio? Preferisco di gran lunga Oscar, per non parlare di Roger Cicero che anche secondo me meritava di più.
    Ah però, non sapevo che anche la Lena fosse “raccomandata”… Vabbé, finché raccomandano quelli bravi ci posso stare!

  3. Ranma25783 ha detto:

    io personalmente ci aggiungo il gradevole swing in lingua di Roger Cicero. Andò male e meritava di più.

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