Quando c’era l’Italia/4: 1965-1969


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La prima volta dell’Eurofestival in  Italia si svolge nella sala dei concerti della Rai di Napoli. E il nostro paese continua ad onorare la rassegna, mandando in concorso il meglio. Tocca infatti a  Bobby Solo. Quando arriva sul palco dell’Eurofestival, il cantante romano è già una stella, con una carriera in rampa di lancio. Aveva appena vinto Sanremo nel 1965 con “Se piangi se ridi”, cantata in coppia con The New Christy Minstrels. La sua partecipazione all’Eurofestival 1965, sotto la guida del maestro Gianni Ferrio, con la canzone che aveva vinto Sanremo, lo vede concludere con un ottimo quinto posto.

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Modugno torna in concorso nel 1966, con il brano “Dio come ti amo”, con il quale aveva vinto Sanremo in doppia esecuzione con Gigliola Cinquetti. Sotto la direzione di Angelo Giacomazzi, il brano viene poi portato sul palco di Lussemburgo. E a suo modo passerà alla storia. Fu infatti una partecipazione contestata, sia perché il pubblico italiano avrebbe voluto la giovane Cinquetti, sia perché Modugno litigò con l’orchestra, minacciando il ritiro. Fu punito dalla giuria (allora si votava solo così) con un diciassettesimo posto ma soprattutto con l’unico zero punti della storia italiana

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Per la prima volta da quando esiste l’Eurofestival, l’Italia non porta in gara il motivo vincitore di Sanremo. Succede nel 1967 a Vienna. C’è il campione in carica del Festival dei Fiori, ovvero Claudio Villa, alla sua seconda uscita, ma il brano è “Non andare più lontano”. La canzone designata inizialmente era “Non pensare a me”, con cui aveva vinto in coppia con Iva Zanicchi, ma è troppo lunga rispetto ai tre minuti fissati dall’Eurovisione: Villa non riesce a tagliare il testo senza che il brano ne risenta e così cambia canzone. Esiste anche una seconda versione  in riferimento al cambio di brano: alcuni dicono infatti che il motivo fosse stato  rilasciato a livello internazionale troppo presto rispetto alle regole dell’Eurofestival. Sotto la direzione di Gianfranco Chiaramello, chiude undicesimo.

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Un signor cantautore all’Eurofestival 1968. E’ Sergio Endrigo. In gara con “Marianne” dopo aver vinto Sanremo in coppia con Roberto Carlos con il brano “Canzone per te”, alla Royal Albert Hall di Londra  (direttore Gianfranco Chiaramello) si piazza decimo. Vince comunque il derby con l’altro italiano in concorso, il milanese Gianni Mascolo, che al soldo della tv svizzera canta “Guardando il sole” avvolto in un completo arancione: sarà dodicesimo.

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Nel 1969 tocca finalmente ad Iva Zanicchi, privata della partecipazione all’Eurofestival due anni prima. Anche in questo caso il brano è diverso da “Zingara” con cui aveva trionfato insieme a Bobby Solo a Sanremo. “L’aquila di Ligonchio” sceglie “Due grosse lacrime bianche” firmata da Piero Soffici. Questa scelta sacrifica “Non credere”, scritta dal figlio di Soffici, Roberto, che troverà il successo nello stesso anno cantata da Mina. Accompagnata sul palco dal maestro Ezio Leoni, la canzone si fermerà all’undicesimo posto.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa