Quando c’era l’Italia/5: anni 1970-74


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Nel 1970, con Sanremo che comincia un periodo di lento declino, la Rai sceglie di mandare all’Eurofestival il vincitore di Canzonissima. Che in quell’anno è Gianni Morandi, il quale così  allunga la serie di big della nostra musica che hanno dato lustro al palco della rassegna. “Occhi di ragazza” è il brano con cui aveva  vinto il secondo concorso musicale italiano e con lo stesso brano, diretto dal maestro Mario Capuano, si presenta ad Amsterdam, dove chiude all’ottavo posto, segnando però una precisa svolta internazionale nella sua carriera.

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La notizia della scelta da parte della Rai di un personaggio simbolo della musica italiana come Massimo Ranieri per l’edizione 1971 dell’Eurofestival mobilita le comunità italiane all’estero, molto legate ai suoni di quegli anni ancora oggi. Ranieri era reduce dal successo di Canzonissima e la sua “L’amore è un attimo”, diretta sul palco dal maestro Enrico Polito,  suo mentore sin dagli inizi della carriera, chiude con ottimo quinto posto. La canzone viene poi incisa in francese, in spagnolo ed in tedesco. Oltrechè ovviamente in italiano e riscuote un buon successo all’estero

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Nel 1972 Nicola Di Bari è senz’altro il cantante italiano di maggior  successo. Ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Da due anni è campione in carica a Sanremo, ma arriva all’Eurofestival in ragione del suo successo a Canzonissima. Sul palco europeo di Edimburgo  porta però il brano con cui ha vinto la rassegna dei Fiori, vale a dire “I giorni dell’arcobaleno“, diretto da Gianfranco Reverberi. L’arrangiamento però è particolarmente diverso, così come il testo recupera alcune delle parti modificate a seguito della “censura” sanremese. Chiude ottimo sesto, guadagnando una crescente popolarità all’estero, soprattutto in America Latina.

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Sull’onda del buon successo internazionale della prima volta e deciso stavolta a fare meglio, Massimo Ranieri torna all’Eurofestival nel 1973, sempre a seguito del successo  a Canzonissima. A Lussemburgo arriva  con il brano “Chi sarà con te”, lo stesso con cui aveva vinto la rassegna italiana, diretto da Enrico  Polito. Stavolta però finisce soltanto tredicesimo.

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Il pubblico italiano, per la prima volta nella storia, seguirà l’Eurofestival in differita. Ma non di poche ore, bensì di un mese. La Rai infatti, decide di “censurare” la rassegna per motivi “di opportunità”. La canzone scelta è “Si”, di Gigliola Cinquetti, che dopo ave vinto Canzonissima torna in gara a dieci anni dopo dal suo successo, l’unico della storia italiana. E proprio il titolo è “la pietra dello scandalo”. In quel periodo dell’anno si tiene infatti  il referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio introdotta nel 1970. Il pericolo, secondo la Rai, è che quel titolo possa influenzare gli elettori. Dunque la Rai sceglie di registrare la manifestazione e mandarla in onda un mese dopo, a urne chiuse. La Cinquetti arriva seconda, ma è come se avesse vinto perché il primo posto va al gruppo svedese degli Abba col brano “Waterloo”, uno dei brani più significativi della storia della manifestazione, che celebra la definitiva popolarità del gruppo.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa