Quando c’era l’Italia/6: anni 1974-79


Wess e Dori Ghezzi sono una delle coppie musicali di maggior successo degli anni’70. Insieme vincono Canzonissima nell’anno 1974  con il brano “Un corpo e un’anima” (che anni dopo diventerà il jingle della campagna pubblicitaria dell’emittente televisiva satellitare a pagamento Sky) e vanno successivamente, nel 1975, a rappresentare l’Italia sul palco di Stoccolma.

Il loro brano, intitolato “Era” e diretto sul palco da Natale Massara, chiude con un ottimo terzo posto. Uscirà anche in versione inglese, con buon successo. Wess è il primo cantante non italiano a rappresentare l’Italia all’Eurofestival. Con l’occasione ricordiamo Wess, recentemente scomparso.

Altro giro, altra coppia. Nel 1976 è la volta di Al Bano e Romina Power. Lui è già famosissimo in Italia, lei è da poco sua moglie. La Rai li manda in concorso come secondi classificati al Disco per l’estate: Canzonissima, infatti, aveva chiuso i battenti e la rassegna estiva era stata vinta da Amore grande amore libero”, celebre brano de Il Guardiano Del Faro soltanto strumentale e quindi non eleggibile per l’Eurofestival. La loro “Noi lo rivivremo di nuovo” è l’unica canzone della storia in gara per l’Italia cantata in parte in inglese. E Romina è la seconda e ultima artista non italiana a rappresentare il nostro paesse sul palco dell’Aia, diretta da Maurizio Fabrizio, raccoglie un ottimo settimo posto.

Da notare che nel disco che uscirà il titolo del brano sarà invece “We’ll live again/Lo rivivremo”. Per Albano e Romina è la consacrazione internazionale, con la canzone che nei concerti all’estero diventa uno dei loro cavalli di battaglia. Si noti nel video il punto in cui Al Bano dimentica le parole, sostituendole con “Lalala”. Anche i grandi sbagliano.

Mia Martini, in gara nel 1977 è la prima artista italiana che approda all’Eurofestival su una selezione interna della Rai. La grande Mimì viene chiamata a portare sul palco di Londra il brano “Libera”, accompagnata da Maurizio Fabrizio. Il tredicesimo posto non le rende giustizia: ciò e testimoniato dal fatto che il singolo viene inciso in varie lingue e diffuso in vari paesi del mondo, su tutti Spagna, Canada, UK e Giappone, riscuotendo ovunque un ottimo successo. E giù il cappello di fronte alla grandissima Mimì.

Nel 1978, nonostante la vittoria alla rassegna sanremese dei Matia Bazar, la scelta ricade sui Ricchi e Poveri, che incidono per casa discografica Fonit Cetra, di proprietà dell’Iri (Istituto per la Ricostruzione Industriale), lo stesso ente pubblico che possiede la Rai. In una edizione contestatissima oltre mediterraneo per la vittoria di Israele, i Ricchi e Poveri, ancora in quattro, non vanno oltre il dodicesimo posto con il brano “Questo amore”, diretto sul palco da Nicola Samale, non esattamente il loro miglior prodotto musicale.

La prima volta delle basi musicali all’Eurofestival (anno 1979) coincide con la prima e unica partecipazione dei Matia Bazar “risarciti” per la mancata designazione dell’anno prima. Il quintetto genovese, ancora nella formazione originaria, è il primo rappresentante italiano che potendo scegliere, decide di non avvalersi dell’orchestra ma di cantare su una base musicale preincisa. Sul palco di Gerusalemme, tuttavia, la loro “Raggio di luna” è molto debole e raccoglie un modestissimo quindicesimo posto.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa