Eurovision Rewind- Gli anni sessanta/1964


imagesLa prima volta dell’Eurovision nel nord Europa suscita grande interesse. Non solo perché si arriva in una zona dove già a quei tempi la rassegna era molto sentita, ma anche perché la Danimarca era un po una terra di fiaba. Il paese della Sirenetta, di Hans Christian Andersen e delle sue favole e dell’Amleto di Shakespeare.

La radiotelevisione danese, dribblando le polemiche per la vittoria contestata dell’edizione precedente, mette in piedi uno spettacolo sobrio ma interessante, con una buona qualità musicale.  Alla rassegna, proprio nell’anno in cui si svolge in un paese vicino e tradizionalmente amico, non prende parte la Svezia, fermata da uno sciopero dei lavoratori del settore musicale. In compenso, si registra il debutto del Portogallo, altro paese alle prese con una complessa situazione politica, come già Spagna e Jugoslavia.

In una terra così fiabesca è quasi una sorta di coronamento il fatto che a vincere sia la più giovane in gara: Gigliola Cinquetti, appena sedicenne, dopo aver sbancato Sanremo in doppia esecuzione con la belga Patricia Carli e “Non ho l’età”, si porta a casa anche la coppa europea, facendo segnare il record per l’età più bassa dell’artista vincente e sbriciolando tutti gli altri record della rassegna: quello della percentuale di voti maggiore (65%) resisterà dieci anni. La canzone durava 10 secondi in più del consentito e il direttore d’orchestra Franco Monaldi, dovette accorciarla in tutta fretta per restare nel regolamento.

“Non ho l’età” è un successo planetario. Presente ancora oggi in tutti i medley eurofestivalieri e cantata anche al galà per i 50 anni della rassegna, oltre a toccare il primo posto in Italia (decimo singolo assoluto dell’anno), raggiunge il terzo posto in Olanda,  il quarto in Irlanda, l’ottavo in Svezia e il diciassettesimo in Gran Bretagna, vendendo comunque ottimamente in tutto il continente. Incisa anche in inglese (“This is My Prayer”), spagnolo (“No Tengo Edad“), francese (“Je suis à toi“),  tedesco (“Luna nel blu“) e giapponese (“Yumemiru Omoi“) e coverizzata da numerosi artisti in varie altre lingue,  la canzone raggiunge i quattro milioni di copie vendute, vincendo il disco d’oro.

Non ci sono immagini della sua vittoria, se non qualche breve frammento: dell’edizione 1964 infatti non esiste più un reperto filmato ufficiale della tv danese (allora le immagini erano gestiste direttamente dalla tv nazionale): ufficialmente i nastri sono andati bruciati in un incendio, in realtà il sospetto è che li abbia fatti sparire la tv stessa, per nascondere la contestazione antifranchista e antisalazarista andata  in scena in diretta, mentre si esibiva l’elvetica Anita Traversi. Ciò che oggi si trova in rete, compreso il contest completo che trovate qui sotto è stato ricostruito usando audio originale della radio e immagini reperite qua e là in giro per l’Europa da amatori e non.

Dietro la Cinquetti, lontani anni luce, si piazzano Matt Monro con “I love the little things” e il monegasco (francese) Romuald con “Ou sont elles passées”. Le canzoni in italiano sono due, ma Anita Traversi con “I miei pensieri” fa zero punti, al pari della Yugoslavia, dell’esordiente Portogallo e della bulgara Nora Nova, in rappresentanza della Germania. Sono due anche gli artisti italiani, visto che la Spagna schiera in concorso i fratelli Croatto, friulani emigrati in Uruguay: “Caracola” di Nelly, Tim e Tony mette insieme un solo punto. “Le chant di Mallory”, in rappresentanza della Francia, eseguita da Rachel è buona quinta, giusto davanti ad un signore austriaco che si avvia a diventare il più grande artista schlager del tempo: Udo Jurgens. A questo link potete trovare il contest completo attraverso immagini e suoni ricostruiti da varie fonti. Per approfondimenti, vi rimandiamo al libro “Good Evening Europe”. Se volete rileggervi la rubrica dell’anno scorso sugli anni 70, potete andare qui.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

4 Risposte

  1. fran ha detto:

    Cerco di essere positivo :)

  2. fran ha detto:

    Vi immaginate rivinciamo in Danimarca, la storia potrebbe ripetersi :)

  3. LEONARDO CODIRENZI ha detto:

    GRANDISSIMA GILIOLA ANCORA ADESSO

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