L’Irlanda ha scelto: all’ESC Can-linn ft Kasey Smith con “Heartbeat”


Suonerà celtico ma anche pop la entry irlandese per l’Eurovision Song Contest. Toccherà infatti a Can-linn ft Kasey Smith con “Heartbeat” rappresentare la repubblica d’Irlanda nella massima rassegna europea. Una vittoria netta: la somma dei voti delle cinque giurie e del televoto ha  messo “Heartbeat” e “You don’t remember me” di Laura O’Neill al primo e secondo posto, ma ben distanziati anche se sul tabellone elettronico, che non aveva numeri sufficienti, comparivano alla pari.

C’è voluto l’intervento dei funzionari per consegnare al conduttore la soluzione del problema. Grande sconfitto Eoghan Quigg, molto apprezzato in platea e con un gruppo nutrito di fans nate dopo la sua partecipazione alla stessa edizione di X Factor UK a cui aveva preso parte anche la neo eletta rappresentante spagnola Ruth Lorenzo. Derby sfiorato, dunque, ma non sarà così.

Can Linn 2

Coi Can- Linn ritroveremo sul palco, oltre a dei ballerini, anche il bodhran, il tamburo tipico del folk irlandese che nel 2007 fu portato sul palco eurovisivo dai Dervish in “They cant’ stop the spring” e anche il fiddle, una sorta di violino tipico del folk celtico. Kasey Smith invece è una ex componente della girl band Wonderland, già in gara l’anno scorso. La canzone che porteranno in concorso, scritta da Jonas Gladnikoff (già autore di “Et cetera” di Sinead Mulvey & Black Daisy, 2009 e “It’s for you” di Niamh Kavanagh nel 2010), insieme a Rasmus Palmgren  (autore della canzone del vincitore 2013 di Swedish Idol, Kevin Walker) Patrizia Helander e Hazel Kaneswaran, che è la loro mentore  per la finale nonchè  ex componente delle Girls Aloud.

E’ stata una finale, per così dire, leggermente convulsa con il banco degli opinionisti, al quale sedeva anche Linda Martin, vincitrice nel 1992 con “Why me?” molto agitato tanto che la eurostar si è scontrata in maniera verbale piuttosto veemente con Billy Mc Guinness, musicista e componente della rock band irlandese degli Aslan e mentore di Laura O’Neill, il quale faceva notare, rispetto alla preferenza della Martin per Eoghan Quigg, come questi fosse avvantaggiato per via dei 17 milioni di followers dovuti in gran parte al fatto che aveva preso parte al talent show britannico.

E anche il fatto che dietro a Kasey Smith, ma anche a Quigg c’è quel Louise Walsh che già ha lanciato i Jedward nelle ultime edizioni sia di X Factor che dell’Eurovision e che dunque la competizione, a livello di fans, fosse giocata su piani ben diversi: fu  Walsh infatti a selezionare la Smith per le Wonderland (band da lui stessa messa insieme) e a guidare come coach Quigg ad X Factor. Dunque secondo McGuinness, avrebbe in qualche modo orientato la finale nazionale. Da qui lo scontro verbale con Linda Martin, sostenitrice delle due entries, che ha apostrofato Mc Guinness come “piccolo uomo odioso”.

Can Linn ft Kasey Smith

Per il resto, è stata la  solita serata lunga ed interminabile, inserita nel tradizionale appuntamento del venerdì sera, il talk show di attualità The Late Late Show condotto da Ryan Tubridy, che ha faticato non poco per evitare che il suo solitamente pacato salotto si trasformasse in una specie di ring eurovisivo. In compenso, c’è stata però la possibilità di ascoltare ancora una volta Johnny Logan, mister Eurovision, vincitore nel 1980 e nel 1987 ed autore anche del brano vittorioso di Linda Martin, ma anche “Rock ‘n roll kids” cantata da Harrington & Mc Gettigan, la vittoria forse più clamorosa del Trifoglio (anno 1994), col duo selezionato con la chiara intenzione di stare lontano dai vertici dopo anni di vittorie consecutive e invece anche loro trionfatori. L’Irlanda si esibirà nella seconda metà della seconda semifinale, giovedì 8 maggio.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

3 Risposte

  1. Mattia ha detto:

    Dopo i Jedward e Ryan Dolan direi un gran bel passo in avanti…

  2. gioveluna ha detto:

    fin’ora tra tutte le canzoni che sono rappresentate e la migliore.

  3. pointless_nostalgic ha detto:

    Non c’è nulla di genuinamente Irish in questo pezzo.
    E’ una spaventosa operazione chirurgica per cercare di replicare il successo danese dello scorso anno.
    Non c’è nessun trasporto, nessuno slancio creativo, nessuna reale ispirazione artistica.
    E’ solo gomma da masticare.

    Ps: che nostalgia il 1994, con Riverdance che incantò gli stessi irlandesi, rappresentando una vera epifania nazionale… e con una canzone a trionfare che ancora oggi riporta la musica alla sua reale essenza …

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