ESC 2014, l’EBU risponde riguardo ai sospetti su alcune giurie


esc2014Anche nell’edizione dell’Eurovision Song Contest   la questione dei voti, in particolare delle giurie, è stata al centro di polemiche, nonostante la scelta dell’EBU di rendere tutto assolutamente trasparente pubblicando i nomi dei giurati cinque giorni prima del via e rendendo pubblica la votazione di ciascuno per ciascun paese subito dopo la conclusione della rassegna. Come è noto, il “doverci mettere la faccia” non pare aver scalfito più di tanto la giuria georgiana, il cui voto è stato invalidato perchè tutti e cinque i componenti avevano piazzato gli stessi otto brani nelle prime otto posizioni, nel medesimo ordine.

Ciò ha portato alla decisione dell’EBU di annullare il voto dell giuria georgiana, affidando la classifica nazionale al solo televoto. Ma nelle ultime ore alcuni siti avevano portato alla luce, più o meno strumentalmente, alcune situazioni come Bielorussia, Montenegro e Azerbaigian, dove il voto dei giurati è molto simile, sia pur non uguale. Ecco allora arrivare puntuale la risposta dell’EBU in merito a queste vicende.

Invalidare un voto – dicono dall’EBU – sia della giuria che del televoto, è una misura molto grave con un sacco di implicazioni, che noi non prendiamo alla leggera. Nel caso della Georgia, c’era una ragione chiara ed immediata per invalidare voti,sulla base della raccomandazione della PwC  (la società che sovrintende alle votazioni ndr)  Nel caso degli altri paesi citati,  i voti della giuria sono più sparsi. E’ chiaro che c’è una forte unità di gusti, nella loro classifica, ma non c’erano i presupposti per sospettare di qualcosa. Ecco perché PwC, Digame e l’UER ha deciso di considerare valido il risultato”.

L’EBU poi interviene anche sulla questione dell giuria armena, che ha messo tutti i favoriti agli ultimi posti: “Sono risultati che lasciano molto spazio alla speculazione – dice l’EBU – ma anche qui mancano i presupposti per invalidarli. Forse la cosa migliore è chiedere alla tv il perchè di questi voti da parte dei giurati. Una cosa è certa: ci sono un sacco di pro e contro per qualsiasi sistema di voto, sia che  si tratti di 50/50,  di pieno televoto o di completa giuria o ancora di un diverso mix, una configurazione diversa. Il sistema perfetto non esiste. Ma ogni anno, possiamo fare di più per migliorarlo“.


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