Suor Cristina all’Eurovision 2015? Forse, ma…


Il successo e l’impatto mediatico della vittoria di Suor Cristina Scuccia a The Voice of Italy 2 ha immediatamente dato il via ad un incredibile tam tam in rete. In tanti hanno messo in evidenza le similarità con la vittoria di Conchita Wurst all’Eurovision Song Contest 2014 e il fatto che entrambe le cantanti hanno ricevuto una spinta importante verso il successo anche (ma non solo) dall’immagine. Alcuni però si sono spinti oltre.

Quasi subito, dopo la vittoria di Conchita Wurst, è nata una pagina Facebook per chiedere la partecipazione di suor Cristina all’Eurovision Song Contest “per giovarsi dello stesso clamore mediatico” e ieri Vanity Fair ha rilanciato prepotentemente sulla stessa tematica. Senza prendere alcuna posizione, l’occasione è buona  fare un po’ di chiarezza in materia, visto che anche sui social media più di qualcuno ha cavalcato la medesima onda.

Suor Cristina

Prima però, una precisazione è doverosa. Le vicende che in questo periodo stanno interessando la Rai, con i tagli chiesti dal Governo, rendono un’incognita molti progetti in ballo, fra cui anche l’eventuale partecipazione all’Eurovision Song Contest 2015. E in ogni caso, come sempre, di Eurovision a viale Mazzini si tornerà a parlare solamente in autunno.

Quanto alla 25enne suora di Comiso, diciamo subito che se mai la Rai dovesse pensare a lei per una eventuale partecipazione eurovisiva, non ci sarebbe alcun effetto mediatico a spingerla, perché non potrebbe presentarsi sul palco come “suor” Cristina Scuccia, ma solo col nome e cognome o con qualunque altra diversa denominazione “depurata” da riferimenti al suo essere una religiosa.

Il regolamento dell’Eurovision Song Contest, fra le tante cose, prevede infatti che non si possano fare riferimenti alla religione, così come a marchi commerciali e alla politica. Questo vale per i testi delle canzoni (ricorderete la vicenda di “Facebook Uh oh Oh” cambiato su ordine dell’EBU e divenuto “The social network song”, ma anche quest’anno Teo ha dovuto togliere il riferimento a Google Maps dalla sua “Cheesecake”), ma vale anche per l’outfit di chi sta sul palco.

I precedenti in merito non mancano. Nel 2013 la selezione svizzera fu vinta da un ensemble composta da sei elementi facenti parte dell’Esercito della Salvezza (Heilsarmee, in tedesco), un’associazione umanitaria di matrice Cristiana Evangelica, che si erano presentati sul palco con le loro divise somiglianti a quelle militari. L’EBU chiese ed ottenne da loro il cambio del nome e delle divise (sulle quali, peraltro, c’era pure scritto “Salvation Army”, in inglese, che è anche un marchio registrato). Così furono costretti a presentarsi vestiti di bianco e con un generico nome Takasa (“Purezza”, in swahili, ma anche acronimo di The Artist Known As Salvation Army). Il senso della loro partecipazione, che era nata appunto per promuovere l’associazione, ne risultò fortemente depotenziato.

Allo stesso modo, sempre nel 2013, qualora avessero vinto la selezione tedesca, non sarebbe stato consentito ai tre sacerdoti in gara semplicemente come Die Priester (i preti), di presentarsi con quel nome e col clergyman (abito religioso) tipico del loro ministero. Così, un’eventuale opzione su suor Cristina Scuccia, costringerebbe la Rai a togliere l’indicazione religiosa dal suo nome e anche a presentarla sul palco in abiti civili e senza velo. Sempre ammesso che possano mai ottenere una dispensa speciale per tutto questo dall’istituto delle Orsoline di cui lei fa parte (cosa niente affatto scontata), è evidente che non ci sarebbe alcun effetto spettacolare a trainarla o comunque che l’impatto mediatico durante la settimana eurovisiva sarebbe estremamente minore, poiché ridotto ai soli articoli e interviste precedenti la stessa.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

15 Risposte

  1. Roma ha detto:

    Il regolamento è molto meno chiaro sull’argomento e credo che non si potrebbe impedire a Suor Cristina di vestire come le pare (Diritti dell’Uomo)…i cattolici sono sempre stati molto attenti a non registrare i propri marchi come commerciali , il caso degli Svizzeri era diverso … Heilsarmee era un marchio commerciale registrato così come le loro divise erano disponibili in vendita e non esclusi come gruppo religioso in quanto tale

    • Euromusica ha detto:

      Il regolamento è chiaro e il fatto che Salvation Army sia un marchio registrato era solo un fatto incidentale, che ovviamente ha inciso. Ma se leggi le motivazioni che stanno dietro alla loro esclusione, c’è anche la questione religiosa. E’un insieme di tutto quanto. Non si possono fare riferimenti di alcun genere alla religione, compresi gli abiti.
      PS la prossima volta, non accetteremo il commento di una mail anonima.

  2. igor ha detto:

    poco male in abiti civili Suor Cristina non parteciperebbe mai . gli organizzatori del eurofestival si perderanno una cantante straordinaria. l’italia non ha partecipato per decenni e non ci siamo persi nulla è il festival del cattivo gusto ( quindi Emma era adatta) SUOR CRISTINA A SANREMO che rimana comunque a un livello superiore alla manifestazione europea .

  3. Eleonora ha detto:

    Beh, e dove starebbe il problema? Andrebbe comunque in abiti civili (se l’istituto di cui fa parte lo consentirebbe), ha una splendida voce e canta magnificamente, l’abito è solo un “plus” al quale si fermano i pregiudiziosi che abitano il nostro “Belpaese”! E poi voglio dire, quest’anno abbiamo fatto l’erroraccio di mandare quella volgarona di Emma Marrone, e ci stupiamo se dovessero mandare una ragazza talentuosa come Suor Cristina? Ma cosa vuole l’Italia? Una volgarona non va bene (e sono d’accordo), una ragazza meritevole e talentuosa che canta bene neppure?!

  4. jean jacques ha detto:

    ha proprio ragione franco

  5. Franco ha detto:

    Non sono per niente d’accordo col mandare artisti freschi di talent.
    Per ora è solo una suora che fa karaoke. Quando avrà una sua identità ben definita come artista se ne potrà parlare.

  6. Anto ha detto:

    Una prima serata autoprodotta in RAI (che sia 1 una nuova fiction piuttosto che uno show), costa spesso molto ma molto più di 300.000 euro

  7. Sebo ha detto:

    Ma sbaglio o la Bosnia nel 1997 aveva un prete sul palco durante la loro esibizione?

  8. Mik ha detto:

    Se a quindici ore dalla finale Suor Cristina e la sua canzone sono già spariti dalla Top 10 di iTunes (e tra una settimana staremo già parlando di altro)… perché mai la RAI dovrebbe mandarla in Europa tra un anno e in abiti borghesi dove l’effetto sarebbe quello di un sanremo anni 90 con tailleur e capelli fonati e laccati? Bah…

  9. Giulio ha detto:

    Adesso si che si raggiona.con lei si riporta in italia eurovision.
    Invece per quando riguarda il regolamento e sa annullare.se hanno amesso un ……… come conchita.lei e 100000 volte meglio e più seria.

    • Stefania ha detto:

      Non facciamo paragoni che non c’entrano nulla per cortesia! Conchita sa cantare, Suor Cristina è solo una strillona. Cominciasse a devolvere i soldi del contratto con la Universal, visto che è una suora dell’ordine delle Orsoline, poi ne riparliamo. E comunque all’Eurovision le regole ci sono e vengono rispettate, non come in Italia. Quindi non vedrai mai suor Cristina sul palco con la tonaca, mi spiace deluderti. E prima di scrivere un commento pubblico, impara l’italiano, sarebbe già una gran bella conquista Giulio ;)

    • Cristian Scarpone ha detto:

      Sig. Giulio, la Sua omofobia e transfobia ormai è conclamata e sulla nostra pagina Facebook è stata più volte messa in mostra, purtroppo. Si fidi, Conchita, un essere umano meritevole di rispetto anche solo per il messaggio che ha portato sul palco, non ha infranto nessuna regola, e soprattutto, ha da insegnarLe moltissimo.

  10. israelfurever ha detto:

    dopo tutti i tagli imposti alla rai, non credo che possano permettersi di partecipare all’esc, sarebbe meglio che i 300 mila euro di quota di partecipazione li debbano dare a trenta stipendi di dipendenti rai

    • Dario ha detto:

      Ma non spariamo cazzate Israelfurever… le cifre degli sprechi in RAI son talmente alte, che in confronto i soldi spesi per la partecipazione all’ESC sono briciole (e sei sicuro che l’ESC costi 300mila euro? Io non ne sarei così convinto!). ;)

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