ESC 2014, che pubblicità per Copenaghen. Persino in Cina…


Ancora una volta, l’Eurovision Song Contest è stato veicolo non solo per il turismo, come abbiamo visto ieri, ma anche per effetti a lungo termine sul “brand” Copenaghen e sul turismo cittadino, regionale e nazionale.  Lo comunica l’Ufficio del turismo della capitale danese riportando i risultati di un sondaggio che ha coinvolto spettatori dell’ESC e visitatori della città. Fra coloro che per la prima volta hanno visitato la capitale danese, il 38% ha dichiarato che probabilmente vi tornerà e il 34% certamente lo farà. Il 58% raccomanderà certamente ad altri di visitare la città e un altro 27% probabilmente lo farà. Fra i residenti della Capitale, il 40% è molto orgoglioso che la città ha ospitato l’evento (più un altro 19% “abbastanza orgoglioso”), mentre alla domanda opposta (formulata come “Avrei fatto a meno dell’ESC in città”) si è trovato d’accordo solo il 39%.

ESC CHina

AUDIENCE- Gli spettatori sono stati soddisfatti dell’ESC e di tutto il contorno. In una scala da 1 a 5, il voto medio è stato 4.17.  Il massimo livello di soddisfazione è stato per il palco e per gli show in generale (4.8) e quello minimo per la Eurovision Island, l’area fuori l’arena (2.97). Il 60% visiterà ancora certamente la città e il 22% probabilmente lo farà, il 69% raccomanderà di visitare la città.

Lo spettatore medio è maschio (63%), di 38 anni, che si è fermato per 4,9 notti ha visto mediamente 2 show e speso 1092 corone al giorno. La fascia d’età fra 26 e 50 anni ha rappresentato il 72% degli spettatori, cui si aggiunge un altro 10% fra i 21 e i 25 anni. Dunque l’ESC si conferma un evento sostanzialmente giovane. I gruppi sono stati di 3,9 persone, con appena il 12% di figli under 15 al seguito. Danesi e svedesi fanno la parte del leone fra gli spettatori (40 e 13% rispettivamente), ma c’era anche un 14% di britannici e un totale di 53 diverse nazioni rappresentate. Notevole anche l’afflusso di turisti dal resto della Danimarca.

In generale, la città ne esce largamente promossa come capacità attrattiva e organizzativa relativamente ai grandi eventi.  La gente si è sentita coinvolta nell’evento eurovisivo (voto 4.3 in una scala su 5) oppure ha visto accrescere la propria considerazione sull’evento (4.37) e in generale si è sentita coinvolta nel clima di festa (4.3).

EVENTI COLLATERALI –  Oltre agli eventi ESC organizzati in vari paesi europei da Visit Denmark (2,1 milione di persone coinvolte sia live che attraverso i media), come quello di Milano del quale siamo stati media partner, ce ne sono stati anche altri due organizzati dall’ambasciata danese in Canada nelle due città principali: Toronto e Montreal. L’iniziativa dei cosiddetti Wonderful Weddings, cioè i matrimoni organizzati durante la settimana eurovisiva a Copenaghen, ha visto coinvolte 63 coppie, delle quali 22 composte di persone dello stesso sesso. Di ciò hanno parlato media di diversi paesi, persino di Russia, USA, Cina e Australia

Successo per le tre Fan Mile Cities (Pechino, Amburgo e San Francisco), ma in particolare a Pechino è esplosa una vera e propria  ESC mania con tre show nel centro cittadino e 70  persone giunte a Copenaghen. I media cinesi (compresa CCTV, la maggiore tv  cinese) hanno dato ampio risalto alla partecipazione cinese definita come quella “di maggior successo dal momento del gemellaggio fra le città di Pechino e Copenaghen”. Numerosi anche i servizi live sempre delle tv cinesi.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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