Eurovision Rewind/1988: festa Svizzera per un punto. E l’Italia…


All’annuncio dei “12 points” della giuria jugoslava alla Francia, l’urlo di Ezio Guidi, il telecronista della TSI, la televisione svizzera di lingua italiana era forte quasi quanto lo stupore di Terry Wogan, lo storico commentatore britannico della BBC.  Il voting dell’Eurovision Song Contest 1988, uno dei più tirati della storia del concorso, aveva appena incoronato la Svizzera, per un solo punto davanti alla Gran Bretagna, dopo che quest’ultima aveva rimontato, alternandosi in vetta con gli elvetici da metà collegamenti in poi. Lubiana dà zero a “Go” di Scott Fitzgerald e così a “Ne partez pas sans moi” di una giovanissima Céline Dion, canadese sotto le insegne svizzere bastano i 6 punti del controsorpasso all’ultima curva.

ESC 1988

E’ proprio dal palco eurovisivo che comincia la carriera internazionale di Céline Dion, allora ventenne, che era arrivata all’ESC con una carriera musicale già bene avviata in Nordamerica (2 dischi d’oro e due di platino) e che di lì a poco la porterà a diventare una delle best selling artist della musica mondiale. Nella Martinetti e Atilla Sereftug, già autori di diversi brani elvetici eurovisivi di successo, erano riusciti nell’impresa di regalare alla Confederazione il primo trionfo dopo quello del 1956.

Al Royal Dublin Society Simmonscourt Pavillion va in scena un’edizione di medio livello, ma che contribuirà a lanciare diverse carriere. Sul palco, a fare gli onori di casa con Pat Kenny c’è Michelle Rocca, sangue italiano nelle vene (lo dirà anche in sede di conduzione) e ottima padronanza delle lingue. Cipro viene squalificato prima del via, perchè la sua canzone era vecchia di 4 anni: se ne accorge la BBC che lo segnala all’EBU. Le canzoni in gara sono dunque 21. L’Italia, dopo anni torna a trasmettere l’evento in diretta, su Rai 3, col commento di Daniele Piombi, ma chiude il collegamento subito prima dell’interval act per riaprirlo dopo il TG, a voting già cominciato.

L’anno dei lanci internazionali, si diceva. Come quello della allora diciottenne Lara Fabian, belga di origini siciliane in quota Lussemburgo, quarta con la delicata “Croire” alle spalle dei danesi Hot Eyes, sul podio al terzo tentativo. L’Italia è ufficialmente dodicesima, con “Ti scrivo (Vivo)”, di Luca Barbarossa, lato B de “L’amore rubato”, terza a Sanremo.  Il cantautore romano, selezionato perchè vincitore del Disco per l’Estate 87 dopo la rinuncia dei primi due classificati al Festival (la rassegna è organizzata dallo stesso team), ha raccontato a noi di essere stato squalificato “a posteriori” con tanto di lettera perchè aveva portato (per motivi di tempo) una canzone non inedita (allora c’era questo requisito). Negli annuari dell’EBU però sembra non esserci traccia della squalifica.

Prende sempre più quota la Jugoslavia, con “Mangup” dei Srebrna Krila, band sulla scena già allora  da quasi 20 anni sesta dietro alla delicata ballata della norvegese Karoline Kruger “For var jord”. Sottovalutata invece la performance tedesca: Maxi e Christine Garden sono rispettivamente figlia (14 anni) e mamma (34): “Lied für einen Freund, delicata e ben interpretata,  è appena quattordicesima battutta da “Chanteur de Charme” di Gerard Lenorman (decima) ma anche dalla più modesta “La chica que yo quiero (Made in Spain)” degli spagnoli La Decada Prodigiosa (undicesimi), all’esordio con un inedito dopo una carriera costruita sulle cover. I padroni di casa Jump The Gun sono buoni ottavi.

Pochi i grandi successi discografici dell’edizione: “Stad I ljus” di Tommy Korberg benchè dodicesima a pari merito con l’Italia è prima nella sua Svezia, mentre la canzone vincitrice ha un buon riscontro nel mondo francofono. “Chanteur de charme” è ancora oggi non solo il maggior successo di Gerard Lenorman (benchè l’interprete fosse uno fra i più famosi in patria già da anni)  ma anche una delle canzoni simbolo della chanson contemporanea, fra le più popolari in Francia e Belgio. Per tornare indietro ai racconti sulle edizioni degli anni ’60 e ’70, potete andare qui. Per approfondire l’argomento eurovisivo per intero, invece,  vi proponiamo un volume tutto italiano.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

2 Risposte

  1. Franck ha detto:

    Perche scrivete che ” ” Chanteur de charme” è ancora oggi non solo il maggior successo di Gerard Lenorman (benchè l’interprete fosse uno fra i più famosi in patria già da anni) ma anche una delle canzoni simbolo della chanson contemporanea, fra le più popolari in Francia e Belgio.” ?

    In Francia e appena conosciuta quella canzone di Lenorman (non so per gli altri paesi) e non e stato mai un gran successo qui. I suoi piu grandi successi. Lenorman li ha avuti negli anni 70 e nell’inizio degli 80. Quando ha fatto l’Eurovision, Lenorman era gia una stella cadente in Francia: non aveva piu nessun successo (i suoi dischi non erano piu nelle classifiche uffciali (top 50, come si diceva in quei tempi). Solo negli anni 2000, e riuscito a tornare verso il successo con alcune delle sue vecchie canzoni.

    • Euromusica ha detto:

      La canzone non ha avuto successo commerciale, però Lenorman è ancora ricordato come “le Chanteur de Charme”. Sul fatto che era già una stella cadente, non abbiamo scritto il contrario…

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