Eurovision 2015: partecipazione della Grecia a rischio a causa della Nerit


Tira vento di burrasca sulla partecipazione della Grecia al prossimo Eurovision Song Contest e, neanche a dirlo, la questione gira di nuovo tutta intorno alla Nerit (in greco NEPIT), la nuova tv pubblica che non fa ancora parte dell’EBU (European Broadcasting Union), ovvero è attualmente priva del requisito principale per poter partecipare all’evento musicale più seguito al mondo.

NERIT

I fatti. A fine agosto, è stata inviata al premier greco Antonis Saramas una lettera da parte dell’EBU (European Broadcasting Union), in cui il presidente Jean-Paul Philippot e il direttore generale Ingrid Deltenre,  avevano espresso oltre a stupore e preoccupazione, anche la totale opposizione alla modifica, approvata dal parlamento greco il 5 agosto 2014, che ha cambiato la composizione del Consiglio di Sorveglianza della NERIT, di fatto ora sotto il controllo della maggioranza di governo.

Per l’EBU viene così a mancare uno dei requisiti fondamentali che permettono a NERIT di entrare a far parte dell’European Broadcasting Union: l’indipendenza dell’emittente pubblica dalla politica. Non solo: come se non bastasse, è emerso un enorme ritardo nella diffusione del segnale dell’emittente su tutto il territorio greco (dove tra l’altro non è ancora terminato lo Switch OFF dall’analogico al digitale terrestre).

A questo si aggiungono le problematiche sui tanti contratti dei lavoratori non ancora finalizzati, la tv (di transizione) che risulta ancora operante sul territorio e diversi scandali del nuovo management. Senza dimenticare che NERIT sarebbe dovuta diventare di nuovo membro a tutti gli effetti dell’EBU entro l’edizione 2014 dell’Eurovision (eccezione alla regola che ha permesso alla Grecia di essere in gara).

Ora le promesse sembrano non bastare più e, se entro la data della prossima assemblea generale dell’EBU la tv non si metterà in regola, sarà davvero difficile che potremo rivedere la Grecia in gara nella prossima edizione dell’Eurovision Song Contest (salvo la remota possibilità di una nuova eccezione in vista del 60° anniversario dell’evento).

La questione Israele. Critica è la situazione anche per la tv pubblica israeliana: nel Marzo 2015 ci sarà la chiusura e l’EBU ha già fatto sapere quanto sia difficile credere nelle promesse del governo, per cui il nuovo servizio pubblico dovrebbe partire immediatamente dopo la chiusura del precedente (il caso greco insegna). Probabilmente sia per Israele che per la Grecia, potremo avere una risposta definitiva sulla eventuale partecipazione, durante l’assemblea generale EBU del 5 e 6 dicembre 2014, dove ogni dubbio sarà finalmente sciolto.


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