Eurovision 2015: possibile ingresso in gara dell’Australia


L’Eurovision Song Contest, come sappiamo ormai da tempo, è un evento molto seguito e amato anche in Australia, dove la SBS lo ritrasmette già dal 2009 con ottimi riscontri a livello di ascolti (in continua crescita), nonostante non sia in diretta. E’ di poche settimane fa la notizia che proprio la SBS (Special Broadcasting Service, come la ABC, è una tv pubblica australiana, ma dedicata principalmente a servizi multilingua e multiculturali) ha già pianificato la propria presenza all’edizione 2015 dell’Eurovision. Ma sarà ancora “ospite” o parteciperà alla prossima competizione insieme a tutti gli altri Paesi in gara?

australia

Secondo indiscrezioni (che come tali al momento vanno prese), l’EBU avrebbe discusso proprio questa settimana della eventuale partecipazione dell’Australia (quindi non una ospitata, ma un nuovo Paese in gara) e sembrerebbe disponibile ad inserirla come Wild Card nella competizione che si terrà a Vienna il prossimo anno.

Fin qui, se tutto verrà confermato, si arriverebbe quindi alla cifra tonda (e pur sempre provvisoria) di 40 Paesi in gara nel prossimo Eurovision Song Contest e si creerebbe per la prima volta un “ponte” (è proprio il caso di dirlo, visto lo slogan della prossima edizione dell’evento), tra l’Europa e il continente australiano. Sembra però che l’EBU abbia anche messo dei paletti su questa partecipazione “straordinaria”, per cui in caso di vincita dell’Australia, l’emittente dovrebbe organizzare la manifestazione dell’anno successivo in Europa (quindi per forza di cose, associandosi ad una emittente pubblica europea, membro attivo dell’EBU).

Sede SBS

Va ricordato infatti, che la SBS è un membro associato dell’EBU (e non un membro attivo) e non potrebbe quindi partecipare e organizzare un Eurovision Song Contest. Ora, le domande che potrebbero scaturire da queste indiscrezioni dell’ultima ora sono tantissime. Innanzitutto, se confermate, la SBS avrà le risorse economiche per pagare l’eventuale partecipazione?

Pur essendo una tv pubblica finanziata al 75% dal governo australiano e al 25% dagli introiti pubblicitari, nel biennio 2014/2015 riceverà un finanziamento di 287 milioni di dollari, tagliato di 53.7 milioni con l’ultima “cura snellente” voluta dallo stesso governo. Quanto basta per capire che una eventuale partecipazione potrebbe impegnare risorse economiche comunque molto elevate (con spese già programmate anticipatamente dall’emittente su base triennale). E se poi si arrivasse addirittura ad una vincita, i costi di una organizzazione sarebbero davvero proibitivi (senza un rientro economico tangibile per l’Australia, che non gioverebbe dei benefici del turismo durante il periodo dell’evento).

Cosa farà ora la SBS? Sarà il prossimo Paese in gara all’Eurovision o si limiterà a ritrasmettere l’evento come negli anni passati? In attesa di risposte concrete, riproponiamo l’interval act dell’ultimo Eurovision Song Contest dedicato proprio all’Australia.


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6 Risposte

  1. Franck ha detto:

    La regola seconda la quale il paese vincente deve organizzare l’evento l’anno prossimo dovrebbe essere cambiata e seguire la regola del concorso Junior, per il quale il luogo di organizzazione e deciso alcuni anni prima dell’evento. Un tal cambio permetterebbe di mettere meno pressione finanziara sui paesi partecipanti e per certo alcuni ritornerebbero molto volontieri cosi all’Eurovisione.

  2. Luca ha detto:

    Questione davvero spinosa. Premetto che adoro l’Australia e l’idea di per sé non mi dispiacerebbe, ma effettivamente capisco anche che in un evento del genere non avrebbe molto senso.
    Se l’EBU ha messo quei paletti (giusti), ovvero che poi se vince deve organizzare in Europa, beh non so quanto una emittente (comunque secondaria, seppur sempre pubblica), possa permettersi certi costi.

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