The Common Linnets pigliatutto: sono i campioni del 2014


Il 2014 è stato l’anno dei The Common Linnets. Il progetto musicale olandese che ruota attorno ad Ilse De Lange e che sul palco vedeva anche Waylon (poi uscito) oltre a Jake Etheridge e JB Meijers ha sfiorato la vittoria all’Eurovision Song Contest 2014, andata a Conchita Wurst, ma in compenso ha fatto incetta di premi e soprattutto, è quello che ha venduto di più in Europa, a livello complessivo (digitale e fisico).

The Common Linnets - Finale Eurovision 2014

 “Calm after the storm” ha largamente superato il mezzo milione di copie in Europa, vincendo tre dischi d’oro (Austria, Germania, Paesi Bassi) e guadagnandosi la vetta oltreché nei tre paesi suddetti anche in Islanda e la top 3 o la top 5 in 12 paesi. La canzone è rimasta in classifica in mezza Europa (e in diversi Paesi addirittura in testa o in top 5) sin quasi a metà ottobre, unico brano eurovisivo quest’anno ad esserci riuscito. Altrettanto bene è andato l’album “The Common Linnets” che oltre ad essere stato il più venduto in Patria nel 2014, ha vinto 4 dischi di platino. Risultati nei quali, è inutile sottolinearlo, l’Italia è quasi inesistente. Singolo e album sono invece entrati di prepotenza anche nella chart britannica. Il singolo in particolare, numero 9 nel Regno Unito, è il quarto in assoluto fra i brani eurovisivi non vincitori e non britannici a riuscire nell’impresa.

The Common Linnets, come avevamo riferito, hanno vinto anche  gli EBBA Awards, il premio indetto da EBU e UE per premiare i migliori esordienti internazionali e adesso sono in corsa, insieme agli altri premiati, per il titolo assoluto, che consentirà loro, nel caso, di esibirsi a Groningen sul palco dell’Eurosonic Norderslaag, il più importante showcase festival europeo (qui se volete votarli).

A Conchita Wurst è andata comunque bene. Va detto che non avendo un album in uscita, il riscontro è limitato a “Rise like a Phoenix” e quasi esclusivamente al digitale, dove sull’onda del trionfo eurovisivo, la performer aveva fatto incetta di primati,  guadagnandosi otto primi posti e diverse top 3 o top 5, risultando come da noi raccontato, anche il primo brano straniero ad entrare nella top 10 italiana, unico nella top 5 (quarto posto). Per il singolo, triplo disco di platino digitale in Austria. Meno bene il riscontro a livello assoluto come detto, anche se la posizione 17 nel Regno Unito è comunque notevole, per un brano non britannico. A livello digitale, invece  sia Conchita Wurst e The Common Linnets hanno strappato l’ingresso nella top 10 europea.

La vera sorpresa, soprattutto in relazione al basso piazzamento, sono state le tedesche Elaiza, passate in soli due mesi dai pub con 20 persone al secondo posto della chart europea digitale.  Prime con la loro “Is it right” in Germania (disco d’oro con 150 mila copie), Polonia e Armenia, una serie di ottimi piazzamenti in Europa. Senza nessuna major alle spalle (incidono per la piccola Heart of Berlin), è quasi un record.

Passato il periodo eurovisivo, come da tradizione, in pochi hanno avuto riscontri a lungo termine. Se l’è cavata Sanna Nielsen, che pure era andata malino al di fuori della Scandinavia nell’immediato (riuscendo però ad entrare nella chart europea) anche grazie al fatto che l’album è uscito molto dopo l’Eurovision, rilanciandola. L’unica altra artista ad aver vinto il disco d’oro è Emma da noi (15 mila copie, notate la differenza coi tedeschi…), ma al di fuori dei confini nazionali “La mia città” è stata di fatto ignorata.

Come anche sono stati ignorati qui in Italia, a livello di vendita e di airplay i tre  brani eurovisivi  (quello dei Pollaponk alla fine è saltato) usciti da noi anche sotto etichetta italiana (la CDF): è veramente un peccato perchè in un Paese che fa fatica anche ad importare, oltrechè ad esportare musica e dove non c’è stato un radiodate per la canzone di vincitrice dell’Eurovision (nè quest’anno, nè in alcuna edizione dal 2011 ad oggi), l’iniziativa di un’etichetta italiana che si era impegnata su questo fronte avrebbe meritato miglior attenzione. Speriamo che questo non scoraggi dal tentativo di riprovarci l’anno prossimo.

 


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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