Stasera scatta Sanremo 2015, il più eurovisivo di sempre


Su il sipario. Alle 20.30 su Rai 1 scatta l’edizione 2015 del Festival di Sanremo e più che mai quest’anno, l’aria eurovisiva si respira dovunque. Intanto perché, per la prima volta nella storia del Festival, c’è scritto esplicitamente nel regolamento che “il vincitore potrà rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest”. Negli anni passati, prima dell’esilio volontario, il passaggio dall’Eurovision era sempre un po’ sottointeso, una sorta di automatismo (sin quando il regolamento non spostò più avanti la deadline, costringendo ad usare altre rassegne come bacino di selezione). Al rientro dopo l’assenza, invece, l’Eurovision era diventato quasi “clandestino”: guai a parlarne, se non per pochi istanti.

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In questi anni, il lavoro del team che in RAI sovrintende alla partecipazione eurovisiva ha portato grandi frutti e se oggi si è arrivati alla trasmissione di entrambe le semifinali e all’inserimento dell’Eurovision nel regolamento di Sanremo, bisogna dargliene atto.

C’è ancora da fare sul fronte della sensibilizzazione del grande pubblico, ma la speranza è che il palco di questo Sanremo mai così eurovisivo, aiuti allo scopo. Di Eurovision s’è cominciato a parlare già ieri sera, nello showcase di Michele Perniola a Casa Sanremo: gustoso antipasto che ha fatto da apripista ad una settimana storica.

Il battistrada stasera sarà invece Pif: il comico siciliano, che su Radio 2 conduce “I Provinciali”, sarà in riviera per celebrare il suo personale “Festival di Giorgio (del Lago Maggiore)”. Il riferimento è alla storica canzone eurovisiva della svizzera Lys Assia (anno 1958), che nella versione italiana cantata da Nella Colombo è sigla del suo programma: durante l’anteprima del Festival Pif cercherà di far cantare il ritornello ai passanti. Proprio l’altro giorno, ospite a Radio 2 da Max Giusti in “Supermax” ha ricordato come il brano “nella versione svizzera, quindi ricchissima, battè Modugno all’Eurovision”.

A condurre con Carlo Conti, Arisa e Rocìo Munoz Moralez ci sarà Emma, l’ultima rappresentante eurovisiva italiana, per una sorta di passaggio di testimone con chi sarà designato (il vincitore o un altro, in caso di rifiuto). Poi ci sarà un cast che mai come quest’anno ha davvero il sapore eurovisivo.

C’è chi l’ha già fatto, l’Eurovision: Lara Fabian, quarta nel 1988 in quota Lussemburgo (allora aveva 18 anni ed era una esordiente), Nina Zilli, nona nel 2012 e Raf, terzo nel 1987, oltre a Marco Masini, che in quegli anni di Raf era il tastierista ed era con lui anche a Bruxelles e alla citata Emma

E c’è chi l’Eurovision lo vorrebbe fare: Arisa, quest’anno co-conduttrice, non ne fece mistero; Annalisa, Bianca Atzei, i Dear Jack, ChiaraMalika Ayane e in tempi diversi Grazia Di Michele e il suo compagno d’avventura Mauro Coruzzi lo hanno espressamente dichiarato alla stampa o sui social network (due di loro proprio a noi),   e anche i tre tenori de Il Volo, si dice, gradirebbero molto portare la bandiera italiana in Europa il prossimo maggio. Nek piace molto all’estero ed è un altro nome che in chiave eurovisiva potrebbe funzionare.

Ma sul palco sanremese salirà anche Conchita Wurst, che proprio per la sua vittoria all’ultimo Eurovision è stata chiamata a cantare dal direttore artistico Carlo Conti: inevitabilmente si parlerà della rassegna e pazienza se la canzone che sentiremo non sarà “Rise like a Phoenix” ma “Heroes”: mai prima d’ora un vincitore eurovisivo era stato chiamato a cantare sul palco di Sanremo in funzione del trionfo: nel 2012, la presenza di Ell & Nikki, a mezzanotte, fu rapida (giusto due minuti), indolore e quasi sotto silenzio, Anche per questo sarà un evento storico. E se qualcuno a Maggio si sintonizzerà sull’Eurovision anche “per colpa della barba” e scoprirà quanto i pregiudizi condizionino la società attuale (in tutti i campi), sarà un piccolo grande successo.

In ogni caso sarà curioso vedere sullo stesso palco Emma e colei della quale disse che “senza la barba, non andava lontano”. Della serie, la ruota gira e chissà se toccherà proprio a lei annunciarla. Più difficile che di Eurovision si parli già stasera, quando canteranno Al Bano e Romina: il cantante pugliese, vale ricordarlo, di rassegne ne ha fatte tre (due con la allora moglie, 1976 e 1985 e una da solo come “corista”  in quota Svizzera, nel 2000 con Jane Bogaert) e magari a qualcuno che legge viene l’intuizione. E allora via, godiamoci Sanremo. Sperando che dall’Ariston arrivi la scelta migliore anche per l’Eurovision Song Contest 2015. Buon Festival a tutti.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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