Sanremo 2015, “Grande amore” è nata 12 anni fa. E Carlo Conti….


Le canzoni a volte fanno giri strani. “Grande amore”, il brano de Il Volo che ha vinto Sanremo 2015 e che ora ci rappresenterà all’Eurovision Song Contest 2015 non fa eccezione. Se il brano eurovisivo del 2012, quello di Nina Zilli, arrivò in inglese alla cantante piacentina e poi fu riscritto più volte, si scopre che quello di quest’anno ha in realtà… già 12 anni. Il brano infatti fu scritto nel 2003 da Francesco Boccia e Ciro Esposito.

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A raccontare la vicenda all’Ansa è Pasquale Mammaro, manager di artisti (è lui fra l’altro ad aver proposto a Carlo Conti Lara Fabian) ed editore della canzone: “Grande amore – racconta Mammaro – era stata scritta 12 anni fa. L’aveva presentata a Sanremo Francesco Boccia ma non aveva passato le selezioni. Quindi il brano  era tornato nel cassetto ed era stata gelosamente conservata da me in attesa di “una grande occasione” perché questo fu il consiglio del compianto Sergio Bardotti, che si era rifiutato di rimetterci le mani, dicendo che il pezzo era perfetto così“.

Ma c’è un altro retroscena che svela Mammaro. “Grande amore” era proprio destinato ad andare a Sanremo, in questa edizione. Ma nella sua testa, avrebbero dovuto cantarlo, nella sezione Nuove Proposte gli Opera Pop, un duo marchigiano composto da Enrico Giovagnoli e Francesca Carli, tenore e soprano, che da diversi anni gira i palchi di mezzo mondo proponendo l’operatic pop in italiano con enorme successo. La canzone però era stata scartata perchè Giovagnoli aveva superato i 36 anni di età, limite massimo per le Nuove Proposte.

E’ stato Carlo Conti, che aveva ricevuto la candidatura sanremese de Il Volo,  ad avere l’idea di far cantare ai ragazzi de Il Volo questa canzone perché quelle presentate dal trio non lo avevano convinto. “Michele Torpedine, manager del Volo, era perplesso, non voleva. Poi Celso Valli ha curato l’arrangiamento e, con piccole modifiche al testo, fondamentalmente per adattarlo a tre voci invece che due, è nato il primo provino“, racconta ancora Mammaro. Un’idea che ha portato al successo e ora anche al palco europeo.

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