Eurovision 2015: le nostre impressioni dopo le prove delle semifinaliste


A Vienna fa caldo e splende il sole. Ieri siamo riusciti a seguire poco delle prove giornaliere della prima semifinale.

La Russia è parsa una macchina da guerra, perfetta sotto tutti i punti di vista. A Polina Gagarina non si può nemmeno recriminare una certa freddezza che qualcuno poteva aspettarsi. Ottima presenza scenica e lei ci mette passione e partecipazione.

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Russia – Polina Gagarina / © Andres Putting

Altra esibizione praticamente perfetta quella dell’Albania. Elhaida Dani è sicura e tranquilla sul palco, mette in scena tre esibizioni vocalmente perfette. Insieme alla russa ci pare l’unica finalista certa.

Prova leggermente sottotono per la Bielorussia ma il pezzo è uno dei pochi accattivanti (forse il più) della prima semifinale e in video pare funzionare. Martedì però devono metterci più convinzione e meno tensione.

La georgiana Nina Sublatti ci è invece sembrata nervosa e abbastanza fredda. La messa in scena è forte, di impatto, ma la regia deve lavorare meglio su questo numero. Ci sono troppe inquadrature fisse e poco movimento. Sono un pezzo e un numero che hanno potenzialità ma ci sembra che il tutto abbia ancora bisogno di essere affinato.

© Andres Putting

Georgia – Nina Sublatti / © Andres Putting

Boggie pare venir poco considerata in questa semifinale ma consegna una serie di esibizioni senza fronzoli, pulite e molto piacevoli. Non ci stupiremmo se l’Ungheria fosse la sorpresa di questa semifinale. Il brano non è dei più trascinanti ma coinvolge in maniera delicata.

Il pezzo della Romania, invece, ci sembra funzionare più su disco ma in video loro perdono di intensità, sono poco televisivi.

I danesi Anti Social Media si esibiscono senza esitazioni, è un pezzo fresco e scanzonato, anche piacevole, ma l’impressione è che manchi di mordente e carattere. Potrebbero essere la sorpresa negativa di martedì sera al momento dei risultati? La sala stampa è divisa a riguardo. Non c’è troppo entusiasmo.

Questa mattina siamo arrivati sulle prove di Michele Perniola e Anita Simoncini. I ragazzi fanno quello che ci si aspetta. Cantano bene e sono sicuri. Anita ci pare particolarmente a suo agio e Michele consapevole e presente. Lo staging è bello, semplice, funzionale. In video funziona benissimo.

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San Marino – Michele Perniola & Anita Simoncini / © Elena Volotova

Il cantante del Montenegro canta bene il suo pezzo ma la prima cosa che salta all’occhio un po’ di tutti sono gli evidenti interventi di chirurgia. Ha 48 anni, ne dimostra più di 50 ma non ha una ruga in viso e le labbra particolarmente gonfie e tirate. Piccolezze e dettagli più da gossip a dire il vero… ma il pezzo è bello e lui lo interpreta bene e con trasporto. Nulla di nuovo ma più che dignitoso.

La maltese Amber ha uno staging semplice e senza troppe pretese, pare coinvolta e presente ma fa fare un sussulto alla sala stampa con una stonatura molto evidente. Il pezzo non è di enorme impatto, se vuole passare deve consegnare un’esibizione vocale perfetta. Quella di oggi lo è poco.

I norvegesi Mørland e Debrah Scarlett hanno un bel pezzo, cantato abbastanza bene (più da lui che da lei) ma sembrano troppo freddi e poco partecipi. Li si apprezza e dovrebbero approdare in finale senza intoppi… ma ci si augurerebbe un’esibizione più coinvolgente.

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Norvegia – Mørland & Debrah Scarlett / © Andres Putting

Attacco traballante per il Portogallo. Si riprende in fretta e canta bene. Risulta un po’ forzato e accentuato il linguaggio del corpo e la regia è un po’ approssimativa. Al sottoscritto continua a piacere parecchio ma per la maggiorparte di stampa ed eurofan non ha possibilità.

Il pezzo della Repubblica Ceca è forse troppo ridondante e a tratti pesante ma a qualcuno piace. Il duo ceco sa cantare. L’esibizione risulta un po’ troppo teatrale e poco televisiva.

Israele è in costante crescita. è una ventata di freschezza indispensabile, è senza pretese e mette di buon umore. Lui canta bene, è carismatico e l’esibizione è semplice, senza troppi orpelli e fino ad ora la più fresca e moderna. Il corpo di ballo aggiunge un ulteriore tocco all’atmosfera spensierata. Azzardiamo dicendo che può diventare la grande sorpresa di questa edizione? Probabilissimo. La sala stampa applaude abbondantemente.

La lettone Aminata interpreta la sua Love Injected (probabilmente uno dei pezzi più moderni di quest’anno) con trasporto e intensità. L’esibizione sembra essere tra le più suggestive surreali, emerge sicuramente dalla massa e si ritaglia un posto tutto suo. Merita obiettivamente di più di quello che potrebbe raccogliere. Qualcuno la paragona vagamente a Loreen.

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Lettonia – Aminata / © Andres Putting

Esibizione azera intensa e vocalmente più sicura e meno forzata delle prove precedenti. Elnur Huseynov canta bene, si muove con disinvoltura e lo staging è suggestive. In sala stampa ha appena superato la Svezia nelle votazioni ed è ora al primo posto. Si esibisce con la t-shirt di Conchita Wurst.

Islanda in caduta libera. L’esibizione vocale è tutto fuorché perfetta. Parecchie stonature, sopratutto sull’attacco. In più ci sono una serie di abbinamenti cromatici tra sfondo e outfit che fanno un po’ a cazzotti tra di loro. Al momento il problema più evidente sembra essere la resa vocale che potrebbe penalizzarla con le giurie.

Svezia da manuale. Si tratta di un’esibizione prettamente televisiva, studiata nel minimo dettaglio per il telespettatore. La resa vocale è buona ma Zelmerlöw risparmia la voce sugli acuti. La rehearsal importante è quella di mercoledì sera dove votano le giurie. È probabilmente il pezzo più moderno e contemporaneo mai mandato dalla Svezia. Le aspettative sono come sempre enormi e l’arena si riempie improvvisamente di giornalisti. Visto dal vivo perde di fascino principalmente per il fatto che, essendo per l’appunto un’esibizione molto televisiva, il palco è pieno di cameramen e addetti ai lavori che coprono la visuale al pubblico.

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Svezia – Måns Zelmerlöw / © Elena Volotova

La Svizzera ha messo in piedi un’esibizione confusa, a metà strada tra il tenebroso, l’angelico e il gotico. Si capisce poco e in sala stampa gli sguardi perplessi si notano. Vocalmente tira un paio di stonature notevoli e falsetto improbabili. Il pezzo non è dei più freschi e radiofonici. Passaggio in finale? A occhio e croce non diremmo.

John Karayiannis canta bene un pezzo delicato, garbato e intenso. Cipro punta su semplicità ed essenzialità. Il sottoscritto la dà dentro, la sala stampa fuori. Resta un punto di domanda… ma è piacevolissima.

La Slovenia presenta un pezzo accattivante dal sapore vagamente retrò. Vocalmente sicura e la regia fa un buon lavoro rendendo l’esibizione molto convincente. È tra le favorite dei fans, in sala stampa viene data leggermente più in basso ma comunque in finale. Salvo sorprese dovrebbero farcela. Piccola nota stonata: la “violinista” che “suona” un violino inesistente. Fa un po’ Albania 2005.

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Slovenia – Maraaya / © Andres Putting

Polonia fondamentalmente incolore e anonima. Cantante vocalmente competente ma pezzo decisamente troppo poco incisivo e monotono. Non la diamo fuori a priori per un certo tipo di fenomeno prettamente televisivo. Resta il fatto è che una qualificazione farebbe storcere il naso a molti.


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2 Risposte

  1. Danilo ha detto:

    Attenti alla Russia sempre molto votata dal blocco dell’ est anche con canzoni non esaltanti…quest’anno hanno una bella canzone e Polina è davvero brava

  2. ForestOne ha detto:

    Le ho ascoltate ripetutamente tutte (da YouTube) e a mio parere i brani migliori sono quelli di Amber (Malta), Måns Zelmerlöw (Svezia), Mørland e Debrah Scarlett (Norvegia).
    Molto buoni anche Aminata (Lettonia) e Uzari & Maimuna (Bielorussia).
    Credo proprio però che il vincitore non sarà tra questi 5… e temo che giurie e votanti si farando abbindolare dal “belcanto” de “Il Male Assoluto”.

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