Eurovision Rewind/1990: Cutugno e quel trionfo italiano inatteso


Riparte con oggi la nostra retrospettiva eurovisiva, dedicata quest’anno al decennio 1990-1999.

ESC 1990E’incredibile, è la canzone più brutta dell’edizione ed è in testa!”. Terry Wogan, il commentatore della BBC non gradiva affatto “Insieme:1992” di Toto Cutugno ma suo malgrado fu costretto a commentare l’incredibile vittoria italiana alla Vatroslav Lisinski Arena che apre il decennio eurovisivo più difficile per i nostri colori.  In una Zagabria svogliata (che come l’Italia  trasmette in differita, per la prima e unica volta nella storia in un paese ospitante), con i venti di guerra già nell’aria a rendere triste il clima, il cantautore massese sbaraglia il campo e regala la seconda e sin qui ultima vittoria all’Italia, giusto 25 anni fa.

Una vittoria in cui credeva, forse, solo Cutugno. Di certo non la RAI che come unico pensiero aveva quello di sbrigarsi a tornare in Italia e che invece è costretta ad organizzarsi in fretta e furia per celebrare la vittoria e che non aveva nemmeno allestito la giuria: quella spacciata per “italiana” è in realtà composta di croati radunati in un albergo a fianco. E come l’Ansa, che arriva quasi a giochi fatti, unico altro media nazionale italiano presente. I coristi di Cutugno sono i Pepel in Kri (in gara nel 1975 con la Jugoslavia): uno di loro morirà in guerra.

Toto Cutugno

Chiamato dalla RAI dopo il “no” dei Pooh vincitori di Sanremo mentre era in giro con il programma Piacere Rai Uno”, Cutugno scrive la canzone in due giorni, la esegue sul palco slavo e vince contro ogni pronostico, grazie ad un tema attuale (la nascente Unione Europea) trattato alla sua maniera, un arrangiamento maestoso e forse qualche accorgimento furbo, come la continua ripetizione delle prove che contribuisce a far memorizzare la canzone.

In tanti declinano in questa edizione il tema dell’Europa, ma pochi trovano la chiave giusta: fra gli altri spicca “Somewhere in Europe” dell’irlandese Liam Reilly, terzo dopo essersi veramente perso “somewhere in Europe” a causa di un volo spostato che gli fa perdere anche una prova. Dietro a Cutugno (125mila copie solo in Francia) si piazza “White and black blues” della francese Joelle Ursull, scritta da Serge Gainsbourg (500 mila copie).

Le big sono in top 10. Le spagnole Azucar Moreno, prime a cantare, sono protagoniste del momento di involontaria comicità dell’edizione: la backing track che accompagna l’orchestra non parte al momento giusto, col risultato di lasciare disorientate in mezzo al palco le due ragazze. Ci vogliono due minuti, trascorsi in un imbarazzante silenzio, prima che tutto riparta a dovere. Sono quinte  con “Bandido”, l’altro successo dell’edizione (300mila copie), dietro agli islandesi Stjornin con “Eitt lag enn“.

Il Regno Unito schiera la quindicenne Emma Booth (ultima ad usufruire della deroga, che scatta quest’anno, alla regola dei 16 anni) con “Give a little love back to the world”, ottima sesta,  bene Christie Kempers & Daniel Kovac, per la Germania, la cui “Frei zu leben” è  nona. Rita Kleinstein è una delle più famose interpreti israeliane di tutti i tempi, ma soprattutto, è nata in Iran ed arrivata in terra ebraica ad 8 anni.  “Shara Barechovot”, chiuderà però quartultima. Il belga Philippe Lafontaine è l’altro nome di punta del concorso: arriva sul palco con quasi 15 anni carriera e fresco di successo internazionale con “Coeur de loup”, ancora oggi una delle più celebri canzoni francofone: “Macedomienne” è realmente dedicata ad una donna dell’est che amava: è solo dodicesimo.

Eurocat ESC 1990

I padroni di casa della Jugoslavia (che per la prima volta mettono in campo una mascotte, il cosiddetto “eurogatto“) proseguono nella tradizione di portare in concorso brani gradevoli e divertenti. Tajci ha 20 anni e fa dichiaratamente il verso a Marylin Monroe: “Hajde du  Ludujemo” è buona settima e la lancia a livello internazionale. Scappata negli Usa per la guerra, oggi  è cittadina americana ed è passata alla christian music. Per rivedere l’edizione, andate qui. Se volete approfondire, vi consigliamo la lettura del libro “Good Evening europe: a breve fra l’altro arriverà la nuova edizione, ancora più ricca.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

3 Risposte

  1. escfan ha detto:

    Bandidooo…l’adoro! :)

  2. progressive81 ha detto:

    E 25 anni dopo… Se IL VOLO avessero rifiutato e c’andava Nek a quest’ora staremmo ancora festeggiando la vittoria!!

  3. Franck ha detto:

    La meritavano la vittoria, Joelle e Serge ! Sono stato deluso dalla vittoria di Toto… Me ne ricordo come se fosse ieri !

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