Eurovision Rewind/1992: in Svezia trionfa Linda Martin, Mia Martini quarta


Eurovision 1992L’edizione 1992 dell’Eurovision va in scena al Palazzetto dello sport di Malmo, che ospita solitamente le gare di hockey su ghiaccio.  La vittoria di Carola a Roma aveva riportato la rassegna là dove è maggiormente amata e dopo il caos made in Italy, le cose sul fronte organizzativo, vanno molto meglio. Un po’ d’Italia c’è anche in conduzione, visto che Lydia Cappolicchio è tricolore per parte di padre. Anche quest’anno c’è una mascotte, un picchio. La RAI spedisce lo show di nuovo dopo le 23, ma la scelta dell’artista è ancora una volta di grandissima qualità.

PpicchioIn gara c’è infatti Mia Martini, fresca di secondo posto all’ultimo Festival di Sanremo dietro a Luca Barbarossa, che aveva detto no ad un bis eurovisivo. “Rapsodia” è un brano scritto appositamente per la rassegna (allora servivano pezzi inediti) che uscirà solo mesi dopo all’interno di una speciale raccolta, ma non in singolo.

Fra gli autori c’è Marco Falagiani, che è uno dei soli quattro componenti (più la commentatrice Peppi Franzelin) della delegazione italiana: oltre all’autore (direttore d’orchestra) e alla Martini,  due collaboratori stretti dell’artista. In quegli anni Mia Martini è la cognata del mito del tennis svedese Bjorn Borg, allora compagno della sorella Loredana Bertè e dunque la sua presenza in gara desta curiosità: subito paragonata a Edith Piaf, chiude quarta  mancando di poco un podio che avrebbe ampiamente meritato.

Mia Martini

Vince l’Irlanda, inaugurando la serie di trionfi dell’Isola del Trifoglio nel decennio: “Why me?” della nordirlandese (la seconda a vincere dopo Dana) Linda Martin è firmata dal due volte campione Johnny Logan che dunque così fa tris di successi. Il brano conquista anche le charts. Alle sue spalle si piazza l’artista di musical britannico Micheal Ball con “One step out of time” (destinato ad avere una grande carriera nel settore) davanti alla maltese Mary Spiteri con “Little child”: tre canzoni in inglese ai primi tre posti, con l’obbligo di cantare nelle lingue nazionali non era così comune.

Annata alterna per le big. La Francia sperimenta le sonorità (e la lingua) creole con “Montè la riviè” di Kali e strappa un ottavo posto, va meno bene a Germania e Spagna. Il terzo tentativo degli Wind, dopo due secondi posti passati stavolta frana in posizione 16 con “Träume sind fur alle da”.  La  Spagna schiera invece Serafin Zubiri, solo  quattordicesimo con “Todo esto es la musica”.

Applausi per Snezana Beric, in arte Extra Nena: è l’ultima rappresentante di una Jugoslavia in dissoluzione e chiude con un tredicesimo posto con “Ljubim te pesmama”, si segnala anche la Grecia, ottima quinta con Cleopatra e “Olou tou kosmou i elpida“: è il miglior risultato sino ad allora, insieme a quello del 1977. In penultima posizione c’è la Svezia, con un signore destinato a fare molta carriera, ma come dirigente televisivo: è Christer Bjorkman, oggi grande capo del Melodifestivalen.Per rivedere l’edizione, andate qui. Per approfondire, vi consigliamo la lettura del libro “Good Evening Europe“: a breve in una nuova edizione, ancora più ricca.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

Una risposta

  1. pammy ha detto:

    Anche qui edizioni con canzoni molto diverse l’una dall’altra, alcune anche proprio innovative per quegli anni. ottima qualita’ delle canzoni.

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