Eurovision Rewind/1995 – La Norvegia vince con un pezzo… d’Irlanda


Il terzo Eurovision Song Contest di fila in terra irlandese è al Point Theatre di Dublino. Dopo tre successi di fila, il timore di un poker è alto e così la selezione nazionale irlandese che annovera una serie di artisti completamente sconosciuti porta in dote un brano decisamente scarso: “Dreamin” di Eddie Friel è appena quattordicesimo e RTE tira un sospiro di sollievo.

Secret Garden

In realtà però lo strapotere irlandese è interrotto da un gruppo norvegese che ha più di qualcosa a che fare con l’Irlanda. Non solo per le sonorità tipicamente celtiche – che influenzeranno per un pò la rassegna – ma anche perchè uno dei due componenti è irlandese, la violinista Fionnuala Swenney. L’altro è Rolf Lovland, già autore del brano con cui le Bobbysocks avevano vinto nel 1985. Insieme formano i Secret Garden e la loro “Nocturne” è la prima canzone quasi interamente strumentale a vincere la rassegna. Quasi, perchè in concorso non sono ammessi brani senza testo e quindi il duo inserisce in testa e in coda la stessa strofa di 24 parole, cantata da Gunnhild Tvinnerheim.

Il testo della canzone è ad oggi il più corto della storia della rassegna: nel 1998 i finlandesi Edea proporranno “Aava“, un brano che utilizzerà una frase ancora più corta, ma ripetuta per l’intera durata del brano, dunque non battendo questo record. Con i tre  c’è sul palco anche l’arpista svedese Asa Jinder. L’Italia in gara non c’è, come non c’è il Lussemburgo, che non parteciperà più. I paesi in gara sono 23, due in meno dell’anno prima per volontà dell’EBU che vuole ridurre la durata dello show. In Italia lo show si vede solo al Nord, per chi riceve la RSI o Koper Capodistria.

Vince la Norvegia, si diceva, con un brano destinato a lanciare i Secret Garden, ancora oggi un’eccellenza nel filoneESC 1995 logo new age: se infatti il brano non esce in singolo in Norvegia (ma farà bene negli altri paesi), l’album “Songs from a Secret Garden” è primo in patria e in Corea del Sud (entrambi i casi disco di platino) e farà bene anche altrove, restando nella classifica di settore di Billboard per 101 settimane di fila. L’altra canzone di successo è quella che arriva seconda, ovvero “Vuelve conmigo” della giovane Anabel Conde: il suo secondo posto è tuttora l’ultimo risultato di prestigio della Spagna. L’album e il singolo fanno molto bene, ma il fallimento della sua etichetta stopperà la sua carriera, che oggi prosegue lontano dal mainstream. Al terzo posto si piazza “Se pa mig” di Jan Johansen.

A fasi alterne gli altri big: la Francia è quarta con “Il me donne rendez vous” di Nathalie Santamaria; il Regno Unito riesce a restare in top 10 (decima) con “Love city groove” del gruppo omonimo, mentre fallisce completamente la Germania, che rimedia un solo punto e l’ultimo posto con “Verliebt in dich” di Stone & Stone. Due delle canzoni migliori sono nella ex Jugoslavia: la Croazia mette insieme i Magazin della conturbante Daniela Martinovic e la soprano Lidia Horvat Dunijko: la loro “Nostalgija”, una klapa dalle armonie vintage e retrò colpisce le giurie che la piazzano ottima sesta.

Per i Magazin (e per la Martinovic, che di lì a poco sarà solista), attivi da tre lustri, è la definitiva consacrazione in tutta l’area balcanica, come anche lo sarà per la slovena Daria Svajger, che a 30 anni arriva sul palco europeo con “Prisluhni mi”, chiudendo settima e dando la spinta ad una carriera che era già partita alla grande l’anno prima. E’ l’edizione che lancia anche altri artisti: il russo Filip Kirkorov arriva all’Eurovision sull’onda del gossip (aveva sposato Alla Pugacheva, la regina della musica russa) e di alcune importanti vittorie: chiude solo diciassettesimo, ma oggi è il maggior produttore discografico dell’ex Urss: c’è lui dietro molti successi eurovisivi ex sovietici (Dima Bilan, Koldun e Ani Lorak) e dietro gran parte del mainstream pop nazionale. L’austro-americana Stella Jones (trecicesima) e il cipriota Alexander Panayi  (nono) hanno buonissima fama oggi nei rispettivi paesi d’origine  e la polacca Justyna Steczkowska, benchè diciottessima, si avvia da qui ad una carriera ricca di successi: il primo album sarà subito disco di platino con oltre 200mila copie vendute. Per rivedere l’edizione, andate qui. Se volete approfondire, vi consigliamo la lettura del libro “Good Evening europe: a breve fra l’altro arriverà la nuova edizione, ancora più ricca.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

Una risposta

  1. escfan ha detto:

    Nocturne è diversa forse da tutte le canzoni dell’ESC dal 56 a oggi…perchè la si può ascoltare solo e soltando stando seduti comodi con gli occhi chiusi…è una specie di viaggio…

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