Sessant’anni fa a Roma nasceva ufficialmente l’Eurovision Song Contest


Roma, Palazzo Corsini alla Lungara, a Trastevere, a due passi dalla Farnesina. Dove oggi c’è la Galleria Nazionale d’arte antica, il 19 ottobre del 1955 era riunita l’assemblea generale dell’EBU, European Broadcasting Union, l’ente che riunisce le tv pubbliche d’Europa, nato solo l’anno prima a Montreux.

Fra gli argomenti in agenda c’è l’avvio definitivo ad un progetto che nel gennaio dello scorso anno era stato approvato dal direttore generale, il franco svizzero Marcel Bezencon: l’Eurovision Song Contest, che nell’Europa ancora più francofona che anglofona assume come primo nome Grand Prix Eurovision de La Chanson. L’assemblea accoglie infatti l’offerta della televisione svizzera di ospitare la prima edizione al Palazzo del Kuursal a Lugano.

Pugliese e Bezencon

Una sfida forte, anche perché a prendere in mano l’evento è una televisione che in realtà non c’è ancora, quella svizzera di lingua italiana, che partirà in via sperimentale solo nel 1958. E forse non è un caso, visto che in realtà la primogenitura dell’evento è proprio italiana. Fu l’allora direttore generale della RAI Sergio Pugliese a proporre l’idea all’EBU.

Così lo raccontò anche a noi di Eurofestival News Marco Blaser, giornalista svizzero, memoria storica dell’Eurovision, per lungo tempo uno dei dirigenti di punta della RSI, la tv svizzera di lingua italiana, della quale è stato prima a capo dell’informazione e poi per un decennio direttore generale:

L’idea dell’ESC nasce dopo una riunione che nell’hotel Palace di Montreux, in Svizzera nel 1954 aveva dato vita all’Eurovisione (…) Sul tavolo di Bezencon c’erano tanti progetti. Nessuno dei quali però era valido, perché non superava le barriere linguistiche. A questo punto il delegato italiano, Sergio Pugliese, direttore della Rai lanciò l’idea del concorso per la più bella canzone dell’anno da proporre durante una elegante serata di gala.

L’idea venne accettata senza riserve: nasce così il primo Festival Europeo della Canzone. Ispirato a Sanremo, ma non in concorrenza: l’idea di realizzarlo itinerante nel paese campione in carica veniva proprio da questa volontà di non sovrapporsi a quella rassegna”.

Così la rassegna prende ufficialmente il via, con due scopi. Uno nobile, ovvero l’unione dei popoli e dei paesi, dilaniati dalla guerra conclusa da poco, attraverso la musica, uno più prosaico di promuovere il nascente mezzo televisivo e sperimentare una diretta in simultanea in più paesi contemporaneamente.

Ad inventare il nome “Eurovision”, inteso prima di tutto come interscambio europeo di programmi e poi traslato sul concorso, fu creato dal giornalista della BBC George Campey: “Stavo scrivendo qualcosa relativamente allo sviluppo che la televisione europea poteva avere in Europa e mi sono trovato davanti alle parole “European Television”: mi suonava troppo lungo e così ho cercato un termine che potesse abbreviare e riassumere il concetto: Eurovision andava molto bene. Ma ad alcuni dentro alla BBC questo termine non piaceva…”. Il seguito di questa vicenda potete ascoltarlo nell’intervista che vedete qui sotto…

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

Una risposta

  1. Franck ha detto:

    Era una volta un concorso di canzoni europeano….
    Meraviglioso racconto ! Grazie per questa notizia !

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