Brexit: i Bucks Fizz (Eurovision 1981) schierati per il “leave”


“Le nostre stelle una bandiera sola, dammi una mano e vedrai si vola”. Toto Cutugno, sul palco della Vatroslav Lisinski Arena cantava al popolo di un’Europa unita, che sarebbe diventato realtà due anni dopo, con la firma del trattato di Maastricht. Domani quella stessa Europa, che nel frattempo ha più che raddoppiato gli stati membri, avrà il fiato sospeso e gli occhi puntati sulla Gran Bretagna.

Ue GB

I cittadini del Regno Unito saranno infatti chiamati a votare per quella che giornalisticamente è stata abbreviata in “Brexit”, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’UE. Due le possibilità sulla scheda: “Leave” e “Remain”, non c’è quorum. In caso di vittoria del “leave” il Paese comunque non uscirà prima del 2017, quando saranno completati tutti i processi burocratici e nel frattempo dovrà comunque rispettare le leggi Ue, senza potere decisionale.

Ribadiamo subito un concetto: il referendum sulla Brexit non avrà alcun effetto sulla partecipazione britannica all’Eurovision Song Contest, visto che l’unico requisito che serve è essere iscritti alla European Broadcasting Union, della quale la BBC fa parte e nella quale resterà in ogni caso. Sulla questione ironizzò proprio il premier David  Cameron, tempo fa.

Fra le tante manifestazioni di queste ore, di tono e segno diverso, se ne segnala una a favore della Brexit dei Bucks Fizz. O meglio dei “Formerly of Bucks Fizz”, vale a dire Cheryl Baker, Jay Aston e Mike Nolan, tre quarti del gruppo che vinse nel 1981 con “Making your mind up” (il nome Bucks Fizz, cosi com’è, è di proprietà del quarto, Bobby G, che così si esibisce con la moglie, mentre i tre cantano con quella dicitura e al posto di Bobby G c’è Bobby Mc Vay degli Sweet Dreams, Eurovision 1983).

I tre hanno recentemente cantato ad un concerto pro-Brexit (insieme ad Alesha Dixon, Sister Slege, 5ive ed East 17) e le dichiarazioni di Mike Nolan sull’argomento non lasciano dubbi: “Ho sensazioni positive sul fatto che abbiamo bisogno di uscire, perché abbiamo fatto le cose migliori quando eravamo fuori”.

Non è questa ovviamente la sede per discutere di cosa sia meglio e di cosa comporterebbe una eventuale Brexit, ma comunque vada a finire, il rapporto britannico con la Ue non sarà più lo stesso. Per l’Eurovision, invece, nulla cambia. Forse occorrebbe cambiare invece il criterio di selezione delle entries, ma quella è un’altra storia.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

2 Risposte

  1. Patrick ha detto:

    Da italiano che vive a Londra ormai da diversi anni, provo solo vergogna per come gli inglesi si siano fatti prendere per il culo da un populista come Farage. Si è arrivati ad un punto che qualsiasi cosa accadesse qui, era colpa dell’Unione Europea.

    Una signora al tg ha detto che rivuole “fish & chips” nei pub inglesi, come se fosse colpa dell’Unione Europea se cambiano mode e gusti delle persone. Siamo davvero arrivati al ridicolo. Ora che le aziende andranno via da Londra e che l’UE ci isolerà in tutti i modi possibili e immaginabili, con perdite di posti di lavoro e svalutazione della Sterlina, voglio vedere quanti inglesi si pentiranno del voto che hanno dato a questo referendum. Senza contare che la Scozia (e forse non solo lei) potrebbe chiedere l’indipendenza dal Regno Unito e di rimanere nell’Unione Europea. Si prospettano anni duri e di incertezza. W il populismo dilagante…

  2. escfan ha detto:

    L’opinione dei Buck Fizz è quella della maggior parte delle persone in Gran Bretagna che oggi hanno fatto il miracolo e sono liberi da questa Unione che nulla ha a che vedere con l’essere veramente europei,solo che i media cercano di dar risalto solo ai retrogradi che volevano uscire dall’UE per non avere stranieri in casa.Sono felice che sia avvenuta la Brexit.

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