Eurovision 2017: gara tra Odessa e Kiev. Annuncio rinviato, il punto


Il tanto atteso annuncio ufficiale, su quale città ucraina ospiterà l’edizione 2017 dell’Eurovision Song Contest, tarda per l’ennesima volta ad arrivare.

La conferenza stampa annunciata per il pomeriggio del 25 agosto è stata annullata all’ultimo minuto e se, fino ad ora, Kiev sembrava la scelta quasi scontata (con l’OK dell’EBU all’International Exhibition Center, definito come idoneo per ospitare l’evento), le ultime dichiarazioni vedrebbero una “gara” a due Kiev-Odessa, con tanto di critiche da più parti.

Boryslav Bereza

Il sindaco di Kiev ha commentato il rinvio di oggi dichiarando che la decisione crea stupore e fa sorgere delle domande.

Il canale all news 112 Ukraine ha intervistato Boryslav Bereza (un membro del Parlamento ucraino), il quale ha lanciato delle accuse non proprio velate in diretta tv. Secondo il politico (che va specificato, tale è e nulla ha a che fare con NTU e il processo decisionale in corso), oggi doveva essere annunciata ufficialmente Odessa come città ospitante l’Eurovision 2017, ma si sarebbe intervenuto per estrometterla.

Tuttavia Boryslav Bereza non fa nomi e non spiega chi avrebbe interesse nell’estromettere Odessa. Questa la traduzione integrale dell’intervista video (dal minuto 35:33 circa, in cui si parla di Eurovision):

  • Presentatrice – Dunque, tutto questo nel contesto di lunghi dibattiti del tipo “ma abbiamo veramente bisogno di questo Eurovision?”, qualcuno ha addirittura proposto di venderlo in qualche modo… tuttavia tutti capiamo che nel 2017 saremo noi ad ospitare la gara canora. E qui sorge una domanda: in che città e con quali fondi, statali o municipali?
  • Bereza – Dunque, vi spiego: la situazione è molto interessante. Oggi avrebbero dovuto annunciare. Avrebbero dovuto annunciare Odessa. Quando l’hanno saputo certe amministrazioni [comunali] si sono molto dispiaciute. Tutti i successivi movimenti sono legati a questo. Il fatto è che non vogliono perdere un’opportunità del genere di flussi economici da Kiev. E gli europei prendono in considerazione Odessa. C’è un grande lato positivo: un grande lato positivo consiste nel mare, un grande lato positivo è nella nuova location, un grande lato positivo è che è una città da vacanze. E per loro è tutta un’altra storia. Eurovision si è già tenuto a Kiev e, inoltre, quello che li spaventa adesso a Kiev è… Beh, anche in Odessa c’è un piccolo problema – non c’è un posto dove organizzare l’Eurovision – dobbiamo risolvere anche questo. In realtà tutte queste questioni sono risolvibili, ma la realtà è che i politici, che capiscono che una parte dei soldi li darà l’Europa e una parte dei soldi li darà il consiglio dei ministri, all’improvviso comprendono che dalle loro mani scivolano via flussi di denaro. Ciò li allontana dalla mangiatoia [flusso di denaro] pubblica. Questo non solo li rende tristi, ma rimanda l’annuncio che attende tutta l’Ucraina ad una data da destinarsi. Tutto perché qualcuno vuole prendersi da questa torta il pezzo più grosso. Allora forse non è l’ora di smettere di derubare e cominciare a creare le condizioni (nel Paese) affinché le persone possano guadagnare?
  • Conduttore – Borislav, Lei si candidò alla carica di sindaco di Kiev, Lei è pro-Kiev o pro-Odessa?
  • Bereza – Io sono a favore che i desideri dei politici di arricchirsi personalmente non intralcino un evento che può attirare in Ucraina turisti, un evento che può raccontare dell’Ucraina il più possibile e un evento che può posizionarci potenzialmente come un paese per un turismo globale. Io voglio che si fermino, finalmente, questi speculatori. Perché, al posto di occuparsi dello Stato, loro si occupano dell’arricchimento dei propri conti e del mantenimento delle proprie famiglie, le quali vivono all’estero. Capite, loro considerano l’Ucraina come una fonte di guadagno ma non come una fonte di vita. Perché? Dovresti cercare di rendere migliore un posto dove vivi, fai la manutenzione dove abiti, crei un’atmosfera confortevole. Ma se sai che lì non ci vivrai, che non ci vivranno i tuoi figli, non ci vivrà la tua famiglia, non ti occuperai di quel posto. Che sia una città, un paese, non importa. Speculatori che non vogliono vivere in Ucraina guadagnano qui e vivono lì. Dobbiamo smetterla con questo.

A queste dichiarazioni vanno ad aggiungersi quelle del sindaco di Dnipro (città che ormai sembrerebbe fuori dai “giochi”, ma visti gli ultimi avvenimenti, nulla va più dato per scontato), innervosito dall’ennesimo rinvio.

Boris Filatov già al penultimo rinvio mostrò il suo disappunto su Facebook chiedendo al comitato di prendere una decisione qualsiasi, pur di prendere una decisione, per sapere se loro possono incominciare a lavorare o meno, perché, a suo dire, sono persone responsabili. Oggi è andato duro anche con il Direttore Generale di NTU (Alasania), che dovrebbe scusarsi e spiegare le motivazioni per cui viene data priorità a solo due delle tre città candidate ufficialmente ad oggi, ancor prima di un annuncio ufficiale.

In attesa che la situazione diventi più chiara, non resta che affidarsi alle parole di Alasania, che ha ricordato come l’annuncio sarà fatto probabilmente la prossima settimana (quindi si parla presumibilmente di settembre) e che sia Kiev che Odessa presentano dei vantaggi così come delle criticità (superabili in entrambe i casi).

Ricordiamo, per chiarezza, che Hennadiy Truhanov, il sindaco di Odessa, è coinvolto nello scandalo Panama Papers e, vista la poca chiarezza circa la proprietà del canale 112 Ukraine (il parlamento ucraino ha più volte chiesto di rivelare il vero proprietario del canale, senza esito), oltre al fatto che la maggior parte dei media del Paese è legata a partiti politici, le diverse dichiarazioni che si stanno susseguendo in questi giorni potrebbero essere pilotate o non corrispondenti al vero (e vanno dunque valutate con attenzione).

Ancora una volta dunque, non resta che pazientare e attendere l’annuncio ufficiale.


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