Eurovision: l’EBU apre ufficialmente ai Paesi associati. Novità in vista per il 2018?


Scorrendo tra le pagine del sito ufficiale, quasi seminascosto a meno che non si voglia andare a guardare alla voce regolamento, compare una modifica normativa dell’Eurovision Song Contest che potrebbe avere conseguenze non da poco. Leggiamola:

Namely, all Members of the European Broadcasting Union (EBU) can take part in the Eurovision Song Contest.

Every year, the invitation to participate in the contest is sent out to all Members. While some of them choose not to take part, most of them do. Associates of the EBU may also be eligible to enter the Eurovision Song Contest, this is decided by the Reference Group, the governing body of the Eurovision Song Contest, on a case by case basis.

 

Eurovision

E’ di fatto un’apertura non solo ai Paesi membri dell’EBU (“formalmente possono partecipare, ogni anno l’invito è spedito a tutti i membri, che scelgono se farne parte o meno”), ma anche ai paesi associati (“questo è deciso dal Reference Group, caso per caso”).

E’ l’esempio dell’Australia, la cui tv SBS è stata invitata in questi ultimi anni a partecipare e verosimilmente a breve farà conoscere la propria decisione per il 2017, ma la novità è che adesso questa opzione per gli associati è scritta proprio nel regolamento.

Dunque, tecnicamente, se un Paese solo associato farà richiesta (perché in questo caso dovranno essere le tv a farla), l’EBU, tramite il gruppo di comando del concorso, potrà decidere o meno se accettarlo.

L’Eurovision si avvia a diventare un concorso mondiale? Difficile dirlo. E’ vero infatti che da qualche anno Cina, USA e Canada irradiano il concorso, ma è anche vero che lo fanno con tv non associate (Hunan Tv, Logo Tv e Outtv sono fra l’altro tre private, condizione che di per sé non vieta l’associazione – molte tv membre sono private o semiprivate, sia pur con caratteristiche di servizio pubblico) ed è vero che l’esperimento USA è sostanzialmente fallito (l’ascolto è stato nullo in rapporto alla popolazione).

Solo un eventuale accordo con le associate ABC (USA) e CBC (Canada) potrebbe cambiare le carte in tavola, ma per ora di questo non si parla. La tv che invece potrebbe più verosimilmente beneficiare dell’accordo è Khabar Agency, con sede ad Almaty in Kazakistan, che già da anni trasmette l’evento.

Per il governo Kazako l’Eurovision potrebbe essere un’ottima vetrina di rilancio, come è già stato per quello azero. Senza contare che il pop kazako ha una discreta popolarità nell’est europeo – anche con artisti di buon livello – e soprattutto, che il Paese potrebbe mettere in campo una potenzialità economica non indifferente. O magari chissà, l’Eurovision potrebbe guardare al Sudamerica (la regola potrebbe favorire nuove associazioni oltre al Cile).

Nella situazione attuale – l’Australia deve ancora confermare ufficialmente (anche se ci risulta abbia già inoltrato la propria adesione) – ci sono ancora 6 posti liberi, visto che l’EBU ha fissato il massimo in 46 Paesi partecipanti. C’è da dire che non tutte le tv associate EBU (35) sono elegibili per il concorso, per vari motivi: solo le 21 elencate qui sotto hanno tutto in regola per una potenziale partecipazione. L’EBU ha già detto che quest’anno entrerà nel caso solo l’Australia, lasciando porte aperte per il futuro. Non resta che attendere eventuali sviluppi.

  1. CBC (Canada)
  2. ABC (USA)
  3. ABC Australia (Australia)
  4. CCTV (China)
  5. Free TV Australia (Australia)
  6. ICRT (Cuba)
  7. IRIB (Iran)
  8. Khabar Agency (Kazakhstan)
  9.  Canal 13  (Chile)
  10. KBS (Korea)
  11. MBC (Mauritius)
  12. NBC (USA)
  13. NHK ( Japan)
  14. NBAB (Bangladesh)
  15. TVNZ ( New Zealand)
  16. SABC ( South Africa)
  17. SMG (China)
  18. SBS ( Australia)
  19. TBS (Japan)
  20. RTM (Malaysia)
  21. RTHK (Hong Kong)

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa