Eurovision 2017: l’Italia con Francesco Gabbani grande favorita per i bookmaker


53 giorni mancanti alla finale dell’Eurovision Song Contest 2017. In vista del grande spettacolo che unirà l’Europa sabato 13 maggio (semifinali il 9 e l’11 dello stesso mese), i fan dell’evento in tutto il mondo ingannano l’attesa provando a predire chi conquisterà l’ambito microfono di vetro, il premio per il vincitore della kermesse canora continentale.

Le agenzie di scommesse europee non hanno dubbi: sarà proprio il nostro Francesco Gabbani a trionfare a Kiev, in Ucraina.

La sua “Occidentali’s Karma” si è issata in vetta alle classifiche dei cosiddetti “bookmaker”, o “bookies” che dir si voglia, fin dal trionfo al Festival di Sanremo, e nulla ha scalfito fino ad oggi il dominio dell’artista di Carrara, nonostante le presentazioni a pioggia dei brani degli altri paesi in gara nelle ultime settimane.

In cosa consistono le classifiche dei bookmaker? Semplice. Gli scommettitori, così come capita per gli sport o per il già citato Festival di Sanremo, impegnano il proprio denaro pronosticando il vincitore della competizione. In base alle quote, ovvero le probabilità di vittoria di ogni artista, si viene a creare una classifica dal primo all’ultimo posto.

Chi avrà azzeccato il proprio pronostico, riscuoterà il corrispettivo della scommessa giocata, moltiplicata per la quota fissata al momento della scommessa. Esempio: l’Italia è quotata a 2.37 da bet365. Gioco 100 euro sulla vittoria di Gabbani. In caso il cantante vincesse, riscuoterò 237 euro.

L’Italia, come mostra il sito Oddschecker (da diversi anni il “contenitore” più affidabile al fine di monitorare la situazione scommesse in relazione all’Eurovision, prendendo in esame una ventina di agenzie), è l’avversario da battere quest’anno.

Al momento tra “Occidentali’s Karma” e i diretti concorrenti c’è un vero e proprio abisso. Nessuna agenzia quota la vittoria di Francesco al di sopra dei 3 (nelle scommesse più la quota si avvicina allo 0, maggiore è la possibilità di trionfo).

Molto ravvicinate Svezia (“I can’t go on” di Robin Bengtsson), Bulgaria (“Beautiful mess” di Kristian Kostov) e Belgio (“City lights” di Blanche), quotate in media tra 7 e 9. Più lontani il Portogallo (“Amar pelos dois” di Salvador Sobral), una delle sorprese dell’annata 2017, e l’Australia (“Don’t come easy” di Isaiah).

Lena, Alexander Rybak, Loreen

Essere primi nelle scommesse equivale a vittoria certa? No. I bookmaker possono dare indicazioni piuttosto precise dell’andamento del mercato e di come andranno i risultati, tuttavia è capitato che gli scommettitori non riuscissero a puntare sul cavallo vincente.

C’è poi da considerare che nel corso delle settimane le cose possono cambiare. In primis in seguito alle esibizioni all’interno degli eventi live pre-eurovisivi (Francesco sarà a Londra, Amsterdam e Mosca nel prossimo mese). La vera chiave di svolta però sono le prove aperte alla stampa, e pubblicate anche nel web, precedenti alle serate di gara, che si tengono una settimana prima di semifinali e finale.

Detto ciò, prendiamo in esame le ultime dieci edizioni dell’Eurovision, dal 2007 a oggi.

Per 6 volte il vincitore secondo i bookies si è poi confermato vincitore effettivo nella gara: è successo nel 2008 con il russo Dima Bilan, nel 2009 con il norvegese Alexander Rybak, nel 2010 con la tedesca Lena, nel 2012 con la svedese Loreen, nel 2013 con la danese Emmelie De Forest e nel 2015 con lo svedese Måns Zelmerlöw.

In 4 edizioni, invece, gli scommettitori non sono stati in grado di captare l’onda vincente. Ad esempio nel 2007, quando vinse la serba Marija Serifovic, Svizzera e Svezia erano più quotate.

Nel 2011, invece, anno della vittoria degli azeri Ell & Nikki, i bookies hanno fronteggiato un vero e proprio fallimento. Il brano vincitore era stato pronosticato al settimo posto (sebbene solo a poche ore dalla finale fosse balzato al primo posto), mentre la top 4 era occupata da paesi che non hanno poi visto la luce della top 10 in gara (Francia, Estonia, Regno Unito e Ungheria).

Nel 2014, il ciclone austriaco Conchita Wurst fu decisamente sottovalutato prima della gara. La sua “Rise like a phoenix” non figurava nemmeno nella top 15 per le agenzie europee! Tutto cambiò con l’inizio delle prove sul palco e la prima esibizione in semifinale. Solo lì, i bookies captarono le potenzialità della drag queen e aggiustarono repentinamente le quote in suo favore.

Nel 2016, infine, l’ucraina Jamala, pronosticata al sesto posto, ha sconfitto gli avversari (Russia, Australia, Francia in primis) divenendo la prima vincitrice a non mettere d’accordo né la giuria, né il televoto (seconda in entrambe le graduatorie).

Cosa succederà quest’anno? Francesco Gabbani saprà seguire le orme di Rybak e Loreen o dovrà accontentarsi di un posto in top 3 o in top 5, uscendo a testa bassa come il russo Sergey Lazarev lo scorso maggio a Stoccolma?


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Una risposta

  1. Domenico ha detto:

    Credo che questa volta, i bookmakers, ci azzeccano e poi , la nostra canzone è la migliore. Aggiungo. Mi piacerebbe anke , vincendo la kermesse , che il prossimo anno, la rai organizza il euro visio song contest. Almeno per una volta, spende bene i nostri soldi

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