Eurovision 2017, Deltenre (EBU): la Russia deve esserci. Paesi minacciano ritiro


Il pugno di ferro dell’EBU di fronte all’impedimento all’ingresso in Ucraina dell’artista Yulia Samoylova, scelta come rappresentante della Russia per l’Eurovision Song Contest 2017, si fa sentire per mano di Ingrid Deltenre, direttrice generale della European Broadcasting Union.

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La Deltenre, nei giorni scorsi, aveva già definito la decisione ucraina “assolutamente inaccettabile“, senza utilizzare mezze misure in una intervista rilasciata a un quotidiano della sua terra natale, la Svizzera.

E’ invece datata 23 Marzo 2017 una durissima lettera pubblicata oggi, e rivolta a Volodymyr Groysman, in cui la direttrice mette a conoscenza il Primo Ministro ucraino della volontà di molti stati partecipanti di ritirarsi nel caso in cui continui ad essere impedita la partecipazione della Samoylova all’Eurovision 2017 di Kiev.

Nella lettera ufficiale, la direttrice dell’EBU sottolinea i risvolti negativi della decisione:

Nel caso in cui questo divieto venisse confermato, avrebbe certamente un impatto negativo sulla reputazione dell’Ucraina come una nazione europea moderna e democratica. Inutile dire che siamo molto preoccupati per il danno che questa decisione infliggerà all’Eurovision Song Contest e alla European Broadcasting Union.

Ingrid Deltenre chiede all’Ucraina di “intervenire ed assicurare che l’artista russa possa entrare in Ucraina a Maggio” al fine di partecipare alla manifestazione europea.

La situazione sta ampiamente preoccupando anche i membri dell’EBU, così come da noi riportato nei giorni scorsi collezionando una serie di dichiarazioni ufficiali. Nella lettera viene inoltre confermato come alcuni paesi stiano considerando di abbandonare l’evento:

L’attuale situazione sta causando irritazione tra i nostri membri – emittenti europee di tutta Europa – e abbiamo ricevuto comunicazioni da un certo numero di loro in merito a critiche sulla decisione presa, arrivando a considerare pure un ritiro dall’evento.

Sottolineando l’unicità della decisione – a nessun artista, nella lunga storia dell’Eurovision, era mai stata impedita la possibilità di esibirsi – EBU dichiara di non volere creare un precedente per la manifestazione e minaccia l’esclusione dell’emittente UA:PBC (la televisione ucraina) da eventi futuri.

Pieno rispetto e comprensione per le leggi ucraine“, sottolinea la Deltenre, anche se assicura che continueranno dialoghi e sforzi per far sì che tutte le 43 delegazioni attese a Maggio a Kiev possano avere accesso in sicurezza al paese.

In chiusura, la direttrice EBU sentenzia lapidariamente che “Eurovision Song Contest deve rimanere un evento apolitico“, oltre a mostrare una forte frustrazione sul fatto che “la competizione di quest’anno sia usata come uno strumento di confronto tra Federazione Russa e Ucraina“.

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2 Risposte

  1. Mattia ha detto:

    L’EBU dice che non vuole politica all’Eurovision ma la fa, eccome. Non può pretendere che l’Ucraina non applichi la propria legge e faccia passare l’artista Russa, che sarebbe uno smacco enorme per l’Ucraina. La legge è uguale per tutti, ma a quanto pare l’EBU non lo sa.

  2. Phen ha detto:

    Sarebbe carino sapere se la Deltenre ha scritto anche alla direzione di Channel 1 per chiedere come mai abbiano scelto autonomamente e internamente di selezionare una candidata che risultava a rischio blacklist per via della sua partecipazione all’evento in Crimea.

    E dov’era l’anno scorso la Deltenere quando ha approvato la scelta Ucraina di competere con un brano di natura politica, in un momento in cui la storia si stava ripetendo?

    Vorrei un’ESC apolitica, ma in questo caso mi sembra che si stia forzando troppo la mano contro l’Ucraina, che sta semplicemente attuando le sue leggi.

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