Eurovision, l’Ucraina non molla: niente concessioni alla Russia


Non si arresta il tira e molla fra Ucraina e Russia. Il paese impegnato nell’organizzazione dell’Eurovision Song Contest non fa passi indietro dopo la lettera venuta alla luce quest’oggi, inviata lo scorso 23 marzo da Ingrid Deltenre, direttrice generale della European Broadcasting Union, al Primo Ministro ucraino Volodymyr Groysman.

L’Ucraina, come ormai noto, ha vietato alla rappresentante in carica russa, Julia Samoylova, di entrare nel paese per i prossimi tre anni per aver messo piede nel 2015 in Crimea (la zona contesa fra i due paesi litiganti) senza i permessi necessari.

Il Ministro degli esteri ucraino Pavel Klimkin e la cantante russa Julia Samoylova

Nonostante le pressioni dell’EBU, che con polso duro ha chiesto all’Ucraina di tornare sulle proprie posizioni e permettere alla rappresentante russa di partecipare regolarmente all’Eurovision, il Ministro degli Esteri ucraino Pavel Klimkin ha oggi preso posizione rimandando al mittente la richiesta.

Il politico ha parlato alla conferenza stampa in seguito all’incontro della commissione ucraina NATO a Bruxelles:

La risposta è semplice. Concessioni, formali o informali, sono impossibili perché la legge deve essere applicata a tutti. Se la legge viene violata, ogni passo indietro è fuori discussione.

Di fronte all’ennesimo rifiuto da Kiev, quale sarà il prossimo passo dell’EBU? Sarà permesso alla Russia di sostituire la Samoylova con un nuovo interprete?

Ricordiamo che nei giorni scorsi il vice Primo Ministro ucraino, Vyacheslav Kyrylenko, aveva aperto le porte, via Twitter, a una proposta alternativa, al momento non vagliata pubblicamente:

L’unica possibile soluzione è la sostituzione della concorrente russa.

L’agenzia stampa ufficiale russa, la TASS, riporta che diversi politici e personalità russe legate alla cultura stanno pensando di affrontare la decisione ucraina con l’aiuto delle corti internazionali.


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